Un aforisma di Leonardo Da Vinci sulla vecchiaia che ti fa capire perché quello che fai oggi determina chi sarai domani

Leonardo da Vinci non era solo un pittore o uno scienziato: era un uomo che aveva fatto della propria vita un laboratorio continuo, con una curiosità che non si spense mai, nemmeno negli ultimi anni trascorsi in Francia alla corte di Francesco I. Proprio quella curiosità instancabile, quella capacità di nutrirsi intellettualmente fino alla fine, lo aveva portato a riflettere su cosa distingue una vecchiaia piena da una vuota.

aforisma di Leonardo da Vinci sulla vecchiaia

Acquista cosa nella tua gioventù

Acquista cosa nella tua gioventù, che ristori il danno della tua vecchiezza. E se tu intendi la vecchiezza aver per suo cibo la sapienza, adoprati in tal moda in gioventù, che a tal vecchiezza non manchi il nutrimento.”

Il linguaggio è antico, ma il pensiero è di una modernità assoluta. Leonardo Da Vinci usa la metafora del nutrimento – la vecchiaia si nutre di ciò che hai accumulato da giovane – e con essa capovolge il modo comune di pensare alla giovinezza come tempo del godimento e alla vecchiaia come tempo del riposo. Per lui non è così: la giovinezza è il tempo della costruzione, e quello che costruisci determina il valore di tutto quello che viene dopo.

La parola chiave è “sapienza”; non ricchezza, non salute, non fama. La sapienza: la conoscenza acquisita attraverso l’esperienza, la riflessione, lo studio, l’errore corretto, la curiosità soddisfatta e poi subito riaccesa. È questa, dice Leonardo, l’unica forma di nutrimento che la vecchiaia può davvero ricevere e godere.

Un uomo anziano che ha accumulato sapienza nella giovinezza ha qualcosa da abitare, da esplorare, da condividere. Un uomo anziano che ha speso tutto in godimenti immediati trova il piatto vuoto.

Quello che fai oggi determina chi sarai domani

C’è una conseguenza pratica di questa frase che vale la pena nominare con chiarezza: le scelte che fai adesso – a vent’anni, a trenta, a quaranta – non riguardano solo il presente. Stanno costruendo la persona che sarai quando non avrai più la stessa energia fisica, quando la rapidità smetterà di essere un vantaggio e la profondità diventerà l’unica moneta che conta.

Chi investe in relazioni autentiche costruisce una rete di affetti che lo sosterrà. Chi investe in conoscenza costruisce una vita interiore che non dipende dalle circostanze esterne. Chi investe in curiosità mantiene viva una qualità che nessuna malattia, nessuna perdita, nessuna delusione riesce davvero a spegnere.

Leonardo lo aveva capito osservando se stesso: a sessant’anni dipingeva ancora, disegnava ancora, si faceva ancora mille domande. Non per obbligo; per nutrimento. Perché aveva imparato da giovane a nutrirsi in quel modo, e quella abitudine era diventata la struttura portante della sua intera esistenza.

Il danno della vecchiaia che si può riparare solo in anticipo

Leonardo parla anche di “ristorare il danno della vecchiaia“, un’espressione onesta e precisa. La vecchiaia porta danni reali: la diminuzione delle forze fisiche, la perdita di persone care, la contrazione del futuro. Questi danni non si possono eliminare. Ma si possono compensare con una vita interiore abbastanza ricca da continuare a offrire senso anche quando il corpo si ritrae.

E quella vita interiore non si improvvisa a settant’anni: si costruisce lungo il percorso, con piccole scelte quotidiane che sembrano insignificanti nell’immediato e diventano decisive nel lungo termine. Ogni libro letto, ogni relazione curata, ogni curiosità soddisfatta è un granello di nutrimento depositato per il futuro. Leonardo ce lo ricorda con una semplicità disarmante: adoprati adesso, che allora non manchi il cibo.

L’esempio vivente di una vita nutrita

Leonardo stesso fu la dimostrazione più eloquente di questa intuizione. Quando morì ad Amboise nel 1519, all’età di sessantasette anni, stava ancora disegnando, ancora interrogandosi sul volo degli uccelli e sui movimenti dell’acqua, ancora cercando risposte a domande che si era posto decenni prima.

La sua vecchiaia non era svuotata: era piena di una vitalità intellettuale che non dipendeva dalla salute del corpo né dalle circostanze esterne. Quella pienezza non era arrivata per caso, era il frutto di una vita intera trascorsa a nutrirsi di curiosità, studio, osservazione, esperienza.

La frase che ci ha lasciato non è un consiglio astratto: è il riassunto di quello che aveva vissuto in prima persona, e che invitava chiunque lo ascoltasse a non sprecare il tempo che aveva.

Aforismi di Leonardo da Vinci

  1. Acquista cosa nella tua gioventù, che ristori il danno della tua vecchiezza. E se tu intendi la vecchiezza aver per suo cibo la sapienza, adoprati in tal moda in gioventù, che a tal vecchiezza non manchi il nutrimento.”
  2. O tempo, consumatore delle cose, e, o invidiosa antichità, tu distruggi tutte le cose, e consumate tutte le cose dai duri denti della vecchiezza, a poco a poco, con lenta morte. Elena, quando si specchiava, vedendo le vizze grinze del suo viso fatte per la vecchiezza, piagne, e pensa seco perché fu rapita du’ volte.”
  3. La esperienza non falla mai; ma sol fallano i nostri giudizi, promettendosi di lei cose che non sono in sua potestà.”
  4. Chi ha provato il volo camminerà guardando il cielo, perché là è stato e là vuole tornare.”

BIO di Leonardo da Vinci

Leonardo da Vinci (Vinci, 1452 – Amboise, 1519) è stato pittore, scultore, architetto, ingegnere, scienziato e scrittore italiano, considerato il genio universale per eccellenza del Rinascimento. Autore della Gioconda e dell’Ultima Cena, lasciò migliaia di pagine di appunti su anatomia, ingegneria, ottica, botanica e filosofia. I suoi taccuini rivelano una mente inesauribile, capace di passare dal progetto di una macchina volante all’osservazione delle correnti d’acqua alla riflessione morale. Trascorse gli ultimi anni della sua vita in Francia, ospite del re Francesco I, e morì ad Amboise nel 1519.

Leggi anche:

Frasi di Marco Aurelio sulla vita, utili per capire perché ogni momento che sprechi è perduto per sempre