Il primo aprile è l’unico giorno dell’anno in cui mentire non solo è permesso, ma è quasi un dovere. Eppure alcuni scherzi sono andati così in là che hanno convinto intere nazioni, fatto squillare i telefoni delle redazioni dei giornali, generato panico collettivo e persino licenziamenti. Questi non sono semplici scherzi tra amici: sono bufale entrate nella storia. Ecco i più famosi, divertiamoci insieme, ricordandoli!

BBC e gli alberi di spaghetti (1957)
È lo scherzo più citato di sempre, e merita il primo posto. Il primo aprile del 1957, la BBC mandò in onda un servizio del programma Panorama che mostrava contadini svizzeri intenti a raccogliere spaghetti dagli alberi. Il narratore spiegava con tono serissimo che un inverno particolarmente mite aveva favorito un raccolto eccezionale, e le immagini mostravano donne che stendevano lunghi spaghetti sui rami a essiccare.
La cosa straordinaria è che funzionò. All’epoca, in Gran Bretagna, gli spaghetti non erano un alimento familiare e molti spettatori non sapevano come fossero prodotti. La BBC fu inondata di telefonate da persone che chiedevano dove potessero acquistare una pianta di spaghetti. La risposta ufficiale fu: “Mettete un ramoscello di spaghetti in un barattolo di salsa di pomodoro e speriamo per il meglio.”
Orson Welles e la guerra dei mondi (1938)
Tecnicamente non era un primo aprile – era il 30 ottobre 1938 – ma è diventato il pesce d’aprile per antonomasia. Orson Welles trasmise alla radio americana un adattamento de La guerra dei mondi di H.G. Wells, presentato come un’interruzione di notizie in diretta con annunci di uno sbarco alieno nel New Jersey.
Nonostante ci fossero avvisi che si trattava di finzione, molti ascoltatori sintonizzatisi a trasmissione iniziata non capirono e si convinsero che i marziani fossero davvero arrivati. I centralini della polizia andarono in tilt, le strade si svuotarono, le chiese si riempirono. C’era chi giurava di aver sentito l’odore del gas tossico alieni. Qualcuno uscì con la maschera antigas. Orson Welles dovette interrompere la trasmissione per smentire pubblicamente.
Il Big Ben digitale (1980)
La BBC ci ricascò. Nel 1980 un programma radiofonico britannico annunciò che il Big Ben – l’orologio simbolo di Londra – sarebbe stato convertito da analogico a digitale. La notizia scatenò un’ondata di proteste furiose da parte degli ascoltatori indignati per la profanazione di un simbolo nazionale. Uno degli scherzi più riusciti sull’identità culturale britannica di sempre.
Il mostro di Loch Ness trovato morto (1972)
Nel 1972 circolò la notizia, supportata da fotografie, che un gruppo di zoologi aveva trovato il corpo del mostro di Loch Ness galleggiante morto sull’acqua. La carcassa – che era in realtà quella di un elefante marino opportunamente modificata – fu esposta in uno zoo e per qualche tempo quasi nessuno sollevò dubbi. Fu un ranger dello zoo a rivelare la verità ai colleghi, ma lo scherzo era già diventato una storia internazionale.
Nixon si ricandida (1992)
A vent’anni esatti dallo scandalo Watergate, il primo aprile 1992 una stazione radio americana annunciò che Richard Nixon stava valutando di tornare in politica e candidarsi di nuovo. Il motto, recitato con la voce perfettamente imitata dall’attore Rich Little: “Non ho fatto niente di sbagliato, e non lo farò più.”
Le telefonate alla redazione furono immediate e furiose. La smentita arrivò nella seconda parte del programma, ma nel frattempo molti americani avevano già chiamato parenti e amici per commentare l’impensabile notizia.
L’album postumo di Lucio Battisti (1998)
Lo scherzo italiano più riuscito della storia. Franco Zanetti, direttore di Rockol, annunciò il primo aprile del 1998 l’uscita di un album inedito di Lucio Battisti intitolato L’Asola. Il titolo era un gioco di parole (“l’asola” come la parte del cappotto, ma anche “la sola”, ossia la truffa). Nonostante i segnali evidenti, diversi giornali rilanciarono la notizia come vera. Battisti era morto solo pochi mesi prima, nel settembre 1998, dettaglio che rendeva lo scherzo particolarmente audace.
Google Mic Drop (2016)
Non tutti i pesci d’aprile finiscono bene. Nel 2016 Google aggiunse a Gmail un pulsante “Mic Drop” che inviava una gif dei Minions mentre lasciavano cadere un microfono, simbolo di chiusura trionfante di una conversazione. Un bug portò molti utenti ad attivarlo accidentalmente in email di lavoro, causando incomprensioni, imbarazzi e, secondo alcune testimonianze, almeno un licenziamento. Google si scusò formalmente: “Sembra che quest’anno ci siamo fatti autogol.”
L’internet cleaning day (1996)
Una bufala per gli addetti ai lavori: nel 1996 circolò online il messaggio che il giorno successivo si sarebbe tenuto l'”Internet Cleaning Day”, durante il quale la rete sarebbe stata spenta per 24 ore per consentire la pulizia dei server. Gli utenti erano invitati a disconnettersi per non interferire con le operazioni. Migliaia di persone ci credettero, e la cosa è ancora più divertente se si pensa a quanto Internet fosse già parte della vita quotidiana di chi lo usava.