Parlare di tradimento è un po’ come parlare di dentista: nessuno ne ha voglia, tutti prima o poi ci finiscono. Agnese Scappini, però, di questo tema scomodo ha fatto quasi una specializzazione emotiva. Non lo tratta con frasi da cioccolatino né con moralismi da tribunale dell’amore, ma con parole dirette, lucide e a tratti spietate. Parole che non ti accarezzano sempre, ma che spesso ti rimettono in piedi.
Agnese Scappini non parla solo di tradimento sentimentale in senso stretto. Parla di delusione, di illusioni, di relazioni costruite più su quello che speravamo che su ciò che avevamo davvero. E lo fa con uno stile che è diventato riconoscibile: empatico, sì, ma anche tagliente quando serve. Perché, diciamolo, a volte non abbiamo bisogno di conforto. Abbiamo bisogno di verità.

Chi è Agnese Scappini
Agnese Scappini è diventata una voce riconoscibile soprattutto per il modo in cui racconta i rapporti umani nell’epoca della virtualità, delle promesse facili e delle emozioni usa e getta. Le sue riflessioni circolano molto online, perché intercettano un dolore comune: quello di chi si è fidato, ha creduto, ha investito, e poi si è ritrovato con il cuore in mano e la sensazione di essere stato ingenuo.
Ma Agnese Scappini ribalta subito il tavolo. No, non eri ingenuo. Non eri cieco. Come scrive lei stessa:
“Smetti di incolpare te stesso o te stessa. Non eri cieco, eri semplicemente leale al loro potenziale e la lealtà è bellissima, fino a che non diventa auto-abbandono.”
Ed è qui che il suo pensiero diventa interessante, perché sposta il fuoco dal traditore al tradito. Non per colpevolizzarlo, ma per restituirgli potere.
Cos’è il tradimento, secondo Agnese Scappini
Per Agnese Scappini il tradimento non è solo un’azione. Non è solo “ti ha mentito” o “ti ha tradito con un’altra persona”. Il tradimento più profondo è la rottura di un’immagine. È la frattura tra chi pensavi fosse l’altro e chi l’altro ha dimostrato di essere. La frase chiave, quella che riassume perfettamente il suo pensiero, è questa:
“Il loro tradimento non ha spezzato te, ha spezzato chi pensavi che fossero.”
Ed è una frase potente perché ribalta la narrazione classica. Non sei tu quello rotto. Non sei tu quello sbagliato. Si è rotta un’illusione. E sì, fa malissimo. Perché, come scrive ancora Agnese Scappini:
“Forse il peggior dolore è rendersi conto che la persona che consideravi tua si è rivelata una grande delusione.”
Il dolore non nasce tanto dalla perdita dell’altro, quanto dalla perdita di ciò che credevi di avere.
Quando l’amore diventa auto-abbandono
Uno dei temi più ricorrenti nel pensiero di Agnese Scappini è la responsabilità emotiva verso se stessi. Non in senso punitivo, ma liberatorio. In molte relazioni non siamo stati traditi una volta sola. Abbiamo iniziato a tradirci noi, lentamente, ogni volta che giustificavamo comportamenti sbagliati pur di non perdere l’idea di quella persona.
“Hai abbandonato te, credendo che fosse amore”, dice. E fa male ascoltarlo, perché è vero. Continui a perdonare, a capire, a spiegarti l’inspiegabile “perché continuavi a ricordare i loro inizi”. Ma gli inizi non sono una garanzia. Sono solo un ricordo.
Perché questa frase ci aiuta a dimenticare chi ci ha tradito
Dire che il tradimento non ha spezzato te, ma l’illusione, è liberatorio. Perché se qualcosa si è spezzato fuori da te, allora tu non sei da aggiustare. Devi solo elaborare, capire, lasciare andare. Agnese Scappini lo dice chiaramente:
“Non hanno spezzato te, hanno spezzato l’illusione di ciò che pensavi di avere, ed è quello l’inizio della tua verità.”
E la verità, anche quando è scomoda, è sempre meglio di una bugia confortevole. Questa consapevolezza aiuta a dimenticare non perché cancella il dolore, ma perché lo rende sensato. Ti permette di smettere di idealizzare chi ti ha ferito e di vedere finalmente la persona reale, non quella che avevi costruito nella tua testa.
Dal dolore alla forza
Il percorso non è immediato. Il dolore, dice Agnese Scappini, “cerca di convincerti che non puoi andare avanti”. Ma la verità è che spesso non vuoi andare avanti perché il dolore è troppo pesante da portare. E allora resti fermo. Nella negazione. Nell’attesa. Ma il finale è tutt’altro che rassegnato. È quasi ironico. Perché, come scrive lei, forse un giorno torneranno. Ma quando accadrà, “saremo diventati così forti da non aver bisogno di alcuna mano a sorreggerci, ma solo di una strada davanti a noi”. Ed è qui che il tradimento smette di essere una fine e diventa un passaggio. Scomodo, doloroso, ma necessario. Non ti ha rotto. Ti ha svegliato. E, paradossalmente, ti ha restituito a te stesso.
Frasi di Agnese Scappini sul tradimento
- “Il loro tradimento non ha spezzato te, ha spezzato chi pensavi che fossero.”
- “È il dolore che ora provi che cerca di convincerti che non puoi andare avanti. La verità è che questo dolore è troppo pesante e preferisci non portarlo affatto.”
- “Smetti di incolpare te stesso o te stessa. Non eri cieco, eri semplicemente leale al loro potenziale e la lealtà è bellissima, fino a che non diventa auto-abbandono.”
- “Hai abbandonato te, credendo che fosse amore. La versione di loro che non ti avrebbe mai ferito, abbandonato o tradito, esisteva solo nei tuoi occhi, nelle tue speranze, nel tuo desiderio di credere che ti amassero esattamente come li amavi tu.”
- “Forse il peggior dolore è rendersi conto che la persona che consideravi tua si è rivelata una grande delusione.”
- “Non hanno spezzato te, hanno spezzato l’illusione di ciò che pensavi di avere, ed è quello l’inizio della tua verità.”
- “Continuavi a perdonare i loro schemi, perché continuavi a ricordare i loro inizi.”
- “È più facile rimanere nella negazione, nell’impotenza, e convincerci che abbiamo subito un torto così grande, perché così è più facile rimanere esattamente dove ci hanno lasciato, aspettando che tornino a tirarci su da terra. Ma questo non accadrà e non perché non torneranno, ma perché quando torneranno, saremo diventati così forti da non aver bisogno di alcuna mano a sorreggerci, ma solo di una strada davanti a noi.”
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