Frasi di Baudelaire sulla solitudine, perfette per imparare a star bene anche da soli senza più soffrire inutilmente

Charles Baudelaire è il poeta che si incontra tra i banchi del liceo non perché previsto dai programmi di letteratura, ma perché parla della vita e della solitudine. Lo fa con uno sguardo ironico e insieme doloroso, capace di esprimere con lucidità ciò che tocca nel profondo il cuore degli adolescenti. Definito “poeta maledetto”, Baudelaire fu in realtà un genio incompreso, capace di trasformare in parole ciò che per gli altri restava appena sospeso ai margini del pensiero, trattenuto come da fragili pinzette.

Frasi di Baudelaire sulla solitudine
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Chi era Charles Baudelaire, il “poeta maledetto”

Parigino, nato nel 1821, Charles Baudelaire ebbe una vita tutt’altro che facile. Eppure, forse proprio perché segnata da difficoltà costanti – debiti, passioni irrequiete e malinconie profonde – la sua esistenza finì per trasformarsi essa stessa in un’opera d’arte. Una figura come Baudelaire sembra quasi destinata alla poesia: emblema di quei poeti che vivono la realtà con un’intensità eccessiva, fino a saperla restituire con durezza, ironia e dolore.

Emblematica è la sua raccolta I Fiori del male, un libro che, prima o poi, tutti incontriamo: tra i banchi del liceo, in un’aula universitaria o sotto la luce fioca di una abat-jour, nella solitudine della propria stanza.

Si può stare bene da soli?

Tra vita, illusioni e realtà, un poeta ribelle come Baudelaire non può prescindere dalla solitudine, intesa come un gesto di controtendenza rispetto all’idea diffusa dell’uomo come animale sociale, costantemente alla ricerca della compagnia altrui per stare bene. Il poeta parigino afferma infatti:

L’uomo che non riesce a popolare la propria solitudine non sa neanche essere solo in una folla indaffarata.”

Chi non è capace di stare davvero con se stesso – di dare un senso, un contenuto, alla propria solitudine – non è in grado di essere solo nemmeno quando si trova in mezzo agli altri. Può sembrare un intreccio di parole astratto che fa arrovellare il cervello, ma il significato è tutt’altro che confuso. Quando Baudelaire parla dell’incapacità di essere “soli” anche circondati da persone, non si riferisce a una condizione fisica, bensì interiore.

La solitudine non è quindi una mancanza, non è l’assenza di amici o affetti che riempiono la nostra vita, ma uno spazio interiore da abitare consapevolmente. Ed è uno spazio che solo noi possiamo imparare a colmare.

Perché la solitudine è importante

Spesso cerchiamo a tutti i costi luoghi rumorosi, affollati, popolati anche da sconosciuti, pur di coltivare l’illusione di non essere soli. È un impulso naturale, e in fondo comprensibile: l’uomo è, per sua natura, un animale sociale. Tuttavia, come suggerisce Baudelaire, è fondamentale non lasciarsi divorare dalla folla. Anche quando siamo circondati da una moltitudine di volti, caratteri e personalità, dobbiamo preservare la nostra individualità, senza abbandonarci al mare del conformismo nel tentativo di sentirci meno soli.

L’uomo davvero maturo, colui che conosce se stesso, è capace di stare bene tanto in compagnia quanto nella solitudine. È chi sa riempire il proprio spazio interiore, dialogare con sé, comprendersi e confrontarsi in modo autentico con le proprie gioie e le proprie inquietudini. Solo questa persona può vivere la solitudine come una risorsa e non come una ferita. E solo chi sa stare bene da solo può attraversare una folla rumorosa di sconosciuti senza smarrirsi in essa.

Frasi di Baudelaire sulla solitudine

  1. “Siamo sempre, tragicamente soli, come spuma delle onde che si illude di essere sposa del mare e invece non ne è che concubina”
  2. “Il modo di vestirsi è la rappresentazione esteriore della nostra filosofia della vita.”
  3. “Ogni uomo che non accetta la condizione della vita umana vende la sua anima.”
  4. “Gli uomini che meglio riescono a stare con le donne sono gli stessi che sanno starci benissimo senza.”
  5. “Il mio animo è così singolare che io stesso non mi ci riconosco […], violentato ogni giorno da una quantità di bisogni.”

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