Charles Bukowski non è mai stato un tipo da frasi zuccherose da calendario dell’Avvento. Era sporco, diretto, spesso ubriaco, ma con una capacità rara: dire la verità senza fronzoli. Uno dei suoi pensieri più pungenti riguarda il desiderio:
“Il desiderio è una cosa strana. Quando lo ottieni, non è mai come pensavi.”
E in queste poche parole c’è tutta la sua filosofia di vita: il desiderio è potente, ti muove, ti spinge avanti, ma una volta che lo raggiungi scopri che non era poi quella meraviglia che ti aspettavi.

Chi era Charles Bukowski
Bukowski era un uomo diviso in due: Henry Charles, nato in Germania nel 1920 e cresciuto a Los Angeles tra botte paterne e acne devastante, e Bukowski lo scrittore maledetto, il poeta delle bettole, il narratore delle periferie. Viveva come scriveva: senza filtro.
Il desiderio, per lui, non era solo quello sessuale (anche se ne ha scritto parecchio), ma era soprattutto il motore di sopravvivenza di un uomo che aveva poco da perdere. Beveva per sopportare, scriveva per sfogarsi, desiderava per sentirsi vivo.
Il desiderio secondo Bukowski
Per Bukowski il desiderio è una forza primordiale: ti brucia dentro e ti spinge a rischiare. In un’altra sua frase scrive:
“Se qualcosa brucia la tua anima con scopo e desiderio, è tuo dovere essere ridotto in cenere da essa.”
Tradotto: se vuoi davvero qualcosa, buttati. Anche se ti farà a pezzi, almeno ci avrai provato. Ma c’è un lato più cinico: spesso, quando finalmente ottieni quello che bramavi, arriva la delusione. È come ordinare un piatto costosissimo al ristorante e scoprire che ha lo stesso sapore delle patatine del supermercato.
Ottieni il desiderio e non è come pensavi
“Il desiderio è una cosa strana. Quando lo ottieni, non è mai come pensavi.”
Questa frase non è solo un pugno nello stomaco, è anche un consiglio di sopravvivenza. Bukowski ci dice che il desiderio è un’illusione che ci serve per muoverci, ma non dobbiamo illuderci che la meta sia il paradiso.
Quante volte abbiamo voluto a tutti i costi una persona, un lavoro, una casa, e una volta arrivati lì… sorpresa! Non era quello che immaginavamo. Non significa che siamo stati stupidi: significa che siamo vivi, che desideriamo, che cambiamo.
Il bello di questa frase è che ci libera dal senso di colpa. Se oggi non desideri più quello che volevi ieri, non sei un ingrato: sei semplicemente cambiato.
Cosa imparare da Bukowski
In fondo, il messaggio è semplice: il desiderio è ciò che ci tiene in movimento, anche se poi la meta ci delude. Il trucco è continuare a desiderare, a cambiare, a reinventarsi.
Bukowski, con i suoi bicchieri mezzi vuoti e i suoi versi pieni di vita, ci ricorda che non c’è nulla di sbagliato nel voler sempre altro. L’importante è non fermarsi.
Frasi di Bukowski sul desiderio
- “Se qualcosa brucia la tua anima con scopo e desiderio, è tuo dovere essere ridotto in cenere da essa. Qualsiasi altra forma di esistenza sarà un altro noioso libro nella biblioteca della vita.”
- “C’è qualcosa che ferisce più di una donna che non ti vuole? Sì, è una donna che ti vuole e tu non la vuoi.”
- “Non c’è niente da fermare un uomo dal scrivere a meno che quell’uomo non si fermi da solo. Se un uomo desidera veramente scrivere, allora lo farà.”
- “Non è la solitudine che mi uccide, è il desiderio di compagnia.”
- “Il desiderio è una cosa strana. Quando lo ottieni, non è mai come pensavi.”
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