Massimo Cacciari non è il tipo che consola con frasi da cioccolatino. Non addolcisce, non semplifica troppo, non ti prende per mano dicendo “andrà tutto bene”. Eppure, quando parla di amicizia, riesce a colpire dritto allo stomaco – e al cervello – con una lucidità che fa quasi male. Perché dice cose che sappiamo già, ma che fingiamo di non sapere. Una delle sue frasi più potenti sull’argomento è questa:
“L’amicizia è ciò che supera in qualche modo la solitudine, è quell’energia che non ti fa sentire solo.”
Non è una definizione romantica. È quasi fisica. L’amicizia come energia. Come forza che rompe l’isolamento. Come qualcosa che non elimina la solitudine – perché quella fa parte dell’essere umani – ma la attraversa, la rende abitabile. E oggi, in un mondo iperconnesso eppure pieno di persone che si sentono sole anche in mezzo agli altri, questa frase è una specie di pugno gentile.

Chi è Massimo Cacciari
Massimo Cacciari è filosofo, saggista, accademico, ex sindaco di Venezia, intellettuale scomodo per definizione. Ha insegnato filosofia nelle università più importanti, ha scritto decine di libri, ha discusso di politica, etica, religione, crisi della modernità. Non parla mai per riempire silenzi. Parla per aprirli.
Quando Cacciari parla di amicizia, non lo fa come chi dispensa consigli relazionali, ma come chi conosce bene il peso della solitudine contemporanea: quella dell’individuo che corre, produce, comunica, ma spesso non incontra davvero nessuno.
Cosa intende Cacciari quando parla di amicizia
Torniamo alla nostra frase: “L’amicizia è ciò che supera in qualche modo la solitudine, è quell’energia che non ti fa sentire solo.”
Qui c’è una parola fondamentale: supera. Non cancella, non nega, non elimina. La solitudine resta. Perché ognuno di noi, prima o poi, deve fare i conti con se stesso. Ma l’amicizia introduce un’energia nuova: la presenza dell’altro che non ti invade e non ti giudica, ma ti accompagna.
Per Cacciari, l’amico non è chi ti distrae dalla tua solitudine, ma chi la rende meno pesante. È qualcuno con cui puoi stare anche in silenzio senza sentirti sbagliato. E questa è una lezione enorme, soprattutto oggi, quando spesso confondiamo l’amicizia con l’intrattenimento reciproco.
In altre riflessioni, Cacciari ha spiegato che l’amicizia autentica non nasce dall’utilità, ma dal riconoscimento. Non serve a “fare qualcosa”, ma a essere qualcosa per l’altro. Un’idea antica, quasi greca, che oggi suona rivoluzionaria.
Perché questa frase parla anche ai nostri figli
Se sei un genitore, questa frase può diventare uno strumento potentissimo. Non per fare la predica, ma per aprire un dialogo.
Dire a un figlio “devi uscire di più” funziona poco. Dire “non stare sempre chiuso in camera” funziona ancora meno. Ma spiegare che l’amicizia è un’energia che ti aiuta a non sentirti solo – anche quando stai male, anche quando non hai voglia di parlare – è un altro discorso.
Viviamo un’epoca in cui l’isolamento giovanile è in aumento. Lo dicono gli studi: ricerche psicologiche e sociologiche mostrano che una vita sociale povera aumenta il rischio di ansia, depressione e ritiro sociale negli adolescenti. Al contrario, relazioni amicali stabili migliorano l’autostima e la capacità di affrontare le difficoltà.
Cacciari, senza fare lo psicologo, arriva allo stesso punto: l’amicizia non è un passatempo, è una risorsa vitale. E questo possiamo dirlo ai nostri figli senza sembrare noiosi, perché è vero.
L’amicizia nella vita reale: esempi concreti
Pensiamo a quando attraversiamo un momento difficile. Un lutto, una crisi lavorativa, una separazione. In quei momenti, non ci serve qualcuno che risolva il problema. Ci serve qualcuno che resti.
Un amico che ti manda un messaggio semplice. Uno che viene a trovarti senza chiederti di essere brillante. Uno che non ti dice “forza”, ma “sono qui”. Quella è l’energia di cui parla Cacciari.
E vale anche per i ragazzi: un compagno che ti difende, uno con cui condividi una passione, uno con cui puoi essere goffo senza paura. Non mille follower, ma una presenza vera.
Una lezione per tutti noi
Cacciari ci ricorda, in modo diretto e a tratti spietato, che non siamo isole autosufficienti. Possiamo essere autonomi, certo. Ma non completi da soli.
L’amicizia, nella sua visione, non è un lusso emotivo. È una forma di resistenza contro l’isolamento, contro l’idea che bastiamo solo a noi stessi. Ed è forse questo il punto più tagliente: l’idea di essere completamente autosufficienti è una grande illusione moderna.
Non attraversiamo la vita da soli
“L’amicizia è ciò che supera in qualche modo la solitudine, è quell’energia che non ti fa sentire solo.”
Questa frase non promette felicità eterna. Promette qualcosa di più realistico: la possibilità di non attraversare la vita da soli. Ed è una promessa enorme.
Ascoltare Massimo Cacciari quando parla di amicizia significa accettare una verità semplice e scomoda: possiamo sopravvivere da soli, ma viviamo davvero solo insieme agli altri. E forse è proprio da qui che dovremmo ripartire.
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