Frasi di Cesare Pavese sul desiderio, ti aiutano a convincere quei testoni dei tuoi figli a prendersi ciò che vogliono

Cesare Pavese non è uno di quegli autori che ti accarezzano. Ti guarda, ti misura, e poi ti dice una cosa scomoda mentre tu stavi ancora cercando un alibi. Parla di desiderio, sì, ma non come fanno i manuali motivazionali con la copertina patinata. Il desiderio, per Pavese, è fame, bruciore, mancanza. È ciò che ti tiene in piedi e allo stesso tempo ciò che ti stanca. E proprio per questo, forse, oggi può dirci qualcosa di tremendamente utile. Anche quando dobbiamo spiegare ai nostri figli – quegli splendidi testoni – che niente cade dal cielo e che se vuoi qualcosa, devi avere il coraggio di volerla davvero.

Frasi di Cesare Pavese sul desiderio
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Cesare Pavese: un uomo fragile, lucido, ostinatamente vivo

Prima ancora che scrittore, Cesare Pavese è stato un uomo che ha desiderato male, troppo, in modo storto. Amore, riconoscimento, appartenenza. Nei suoi diari, raccolti ne Il mestiere di vivere, non fa sconti a se stesso. Scrive per capirsi, per resistere, per non mentirsi. Il desiderio, nella sua vita, non è mai stato un capriccio: è sempre stato una necessità. E quando manca, quando viene frustrato, lascia il segno.

Pavese non crede nel destino come scusa. Non è uno che dice “è andata così”. Al contrario, scava, insiste, si accanisce. Ed è proprio da questa ostinazione che nasce una delle sue frasi più provocatorie:

Il problema non è la durezza della sorte, poiché tutto quello che si desidera con bastante forza, si ottiene.”

Letta così, sembra quasi uno slogan da palestra dell’anima. Ma Pavese non era il tipo.

Cos’è il desiderio per Cesare Pavese

Per Cesare Pavese il desiderio non è volere qualcosa perché ce l’hanno gli altri. È una tensione profonda, spesso dolorosa. È legato all’amore, alla conoscenza, all’identità. Non a caso scrive:

Amore è desiderio di conoscenza.”

Desiderare, quindi, non significa solo possedere, ma capire, entrare in relazione, esporsi. E quando parla di amore lo fa con una lucidità quasi crudele:

Non si desidera possedere una donna, si desidera possederla noi soli.”

Qui il desiderio non è romantico, è egoista, totalizzante, umano fino all’osso. Pavese non lo giustifica, lo osserva. Sa che il desiderio può renderci migliori, ma anche ridicoli. E spesso entrambe le cose insieme.

Il desiderio attraversa tutta l’opera di Pavese: nei romanzi, nelle poesie, ma soprattutto nel diario. Il mestiere di vivere è un laboratorio emotivo in cui il desiderio viene analizzato, smontato, rimesso insieme. È lì che Pavese arriva a una conclusione scomoda: non è il mondo che ci nega le cose, siamo noi che spesso non le desideriamo fino in fondo. Quando scrive:

Le cose si ottengono quando non si desiderano più

non sta contraddicendo se stesso. Sta dicendo che il desiderio vero non è l’ansia del risultato, ma un movimento interno che ti cambia, ti prepara, ti rende capace. Quando smetti di voler possedere e inizi a essere, allora – forse – le cose arrivano.

Quella frase scomoda sulla sorte

Torniamo alla frase chiave: “Il problema non è la durezza della sorte, poiché tutto quello che si desidera con bastante forza, si ottiene.” Pavese non sta dicendo che basta desiderare per avere. Sta dicendo che il desiderio autentico non è passivo. Se desideri davvero qualcosa, sei disposto a pagarne il prezzo: fatica, fallimenti, attese, figuracce. La “sorte” diventa dura soprattutto quando la usiamo come scusa per non rischiare. È una frase che dà fastidio perché toglie alibi. E infatti funziona benissimo anche con i figli.

Pavese come alleato educativo

Quando i nostri figli dicono “non ce la faccio”, “tanto non serve”, “è inutile provarci”, Cesare Pavese ci suggerirebbe di tradurre: forse non lo desideri abbastanza. Non nel senso di volerlo con rabbia, ma di volerlo sul serio.

Il desiderio, per Pavese, è una scelta. È decidere che una cosa conta più della paura di sbagliare. Ed è un messaggio potente da passare ai ragazzi: non tutto si ottiene, ma niente si ottiene senza esporsi. E qui Pavese diventa quasi un coach ruvido, di quelli che non ti fanno sconti ma ti rispettano. Non promette felicità. Promette verità.

Il desiderio va ascoltato

Cesare Pavese ci lascia una lezione scomoda ma preziosa: il desiderio non va addomesticato, va ascoltato. Fa male, confonde, mette in crisi. Ma è anche ciò che ci spinge fuori dalla tana. E forse, se impariamo a spiegarlo così ai nostri figli – senza frasi fatte, senza morale – smetteranno di aspettare il momento giusto. Capiranno che il momento giusto, spesso, è quello in cui decidi di desiderare davvero. Anche tremando un po’.

Frasi di Cesare Pavese sul desiderio

  1. Non si desidera possedere una donna, si desidera possederla noi soli.”
  2. Le cose si ottengono quando non si desiderano più.”
  3. Amore è desiderio di conoscenza.”
  4. Pensiero d’amore: ti voglio tanto bene che desidero esser nato tuo fratello, o averti messo al mondo io stesso.”
  5. Il desiderio mi brucia: il desiderio di cose belle che ho viste e non vissute.”
  6. Il problema non è la durezza della sorte, poiché tutto quello che si desidera con bastante forza, si ottiene.”
  7. La vera confidenza è sapere quel che desidera un altro, e quando piacciono le stesse cose una persona non dà più soggezione.”
  8. Senza una donna da serrarmi al cuore! Mai l’ebbi e mai l’avrò. Solo, stremato da desideri immensi…

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