Immaginate di mettere allo stesso tavolo Massimo Recalcati e Paolo Crepet, due delle voci più ascoltate d’Italia su famiglia, figli e genitorialità. Il pranzo sarebbe probabilmente vivace. Non perché i due non si rispettino – al contrario, sono entrambi figure di altissimo profilo intellettuale – ma perché il loro approccio all’educazione parte da presupposti diversi, usa linguaggi diversi e arriva, a volte, a conclusioni che sembrano opposte.
Uno è psicoanalista lacaniano, parla di desiderio, di mancanza, di simbolico. L’altro è psichiatra e sociologo, parla di limiti, autorevolezza, coraggio educativo. Entrambi guardano alla stessa crisi – la famiglia contemporanea – ma con occhiali diversi. E il confronto tra queste due visioni può aiutarci a capire meglio chi siamo come genitori, cosa stiamo facendo bene e cosa, forse, potremmo fare diversamente.

Dove sono d’accordo: i figli hanno bisogno di limiti
Prima di analizzare le differenze, vale la pena notare che su un punto fondamentale Recalcati e Crepet concordano: i genitori di oggi tendono a fare troppo. Proteggono troppo, risolvono troppo, compensano troppo. E questo eccesso – pur partendo dall’amore – produce figli che faticano a tollerare la frustrazione, a costruire autonomia, ad affrontare il mondo reale senza un adulto che spiana la strada.
Crepet lo dice in modo diretto, quasi provocatorio:
“I genitori idioti sono quelli che credono che la felicità dei figli consista nel non farli soffrire mai.”
Recalcati usa un registro diverso, ma il punto di arrivo è simile:
“I genitori sono chiamati a non essere degli eroi, ma a saper dire ‘no’ con amore e fermezza.”
Due frasi che suonano in modo diverso, ma che dicono la stessa cosa: il compito del genitore non è rendere la vita del figlio comoda, ma renderlo capace di affrontarla. E questo richiede, inevitabilmente, qualche “no”; detto bene, detto con amore, ma detto.
La grande differenza: autorità vs desiderio
Qui le strade si separano. Crepet è convinto che la crisi educativa contemporanea sia prima di tutto una crisi di autorevolezza. I genitori hanno smesso di fare i genitori. Si sono messi a giocare agli amici dei figli, a inseguire la loro approvazione, a evitare ogni conflitto. Risultato: figli senza bussola, adulti senza struttura:
“I genitori non devono essere amici dei figli, devono fare i genitori.”
Per Crepet, recuperare l’autorevolezza – non l’autoritarismo, attenzione, c’è una differenza enorme – è la priorità. Il genitore deve essere un punto di riferimento fermo, chiaro, prevedibile. Deve saper stare al suo posto, anche quando questo posto non è popolare.
Recalcati invece sposta il focus: il problema non è l’assenza di autorità ma l’assenza di desiderio. I genitori di oggi, nella sua visione, rischiano di schiacciare il desiderio del figlio con aspettative, proiezioni, protezioni eccessive. Il vero compito genitoriale è accompagnare il figlio verso la scoperta del proprio desiderio, non costruire una versione del figlio ideale e spingerlo dentro:
“Il compito fondamentale dei genitori è quello di accompagnare il desiderio del figlio, non di soffocarlo.”
Dove Crepet dice “sii fermo”, Recalcati dice “sii presente ma non invadente”. Dove Crepet vede il rischio di genitori troppo permissivi, Recalcati vede anche il rischio opposto: genitori troppo presenti, troppo ansiosi, troppo controllanti, che soffocano la crescita nella convinzione di proteggerla.
L’amore come fondamento: la visione di Recalcati
Uno dei contributi più originali di Recalcati al dibattito sulla genitorialità riguarda l’amore come elemento strutturante – non sentimentale, ma quasi archittetonico – della crescita. Lo psicoanalista lo dice con una frase che fa riflettere:
“Se in famiglia manca l’amore, imparare ad amare diventa difficile. È da lì che nasce la fragilità affettiva dei figli e degli adulti.”
Per Recalcati, la fragilità dei giovani di oggi non è causata dalla mancanza di regole o di autorità; è causata, più in profondità, dalla mancanza di un ambiente affettivo caldo, presente, capace di contenere le emozioni del bambino senza giudicarle o sopprimerle. Un genitore anaffettivo – anche se rigorosissimo nelle regole – produce un figlio fragile. Perché l’amore non è un accessorio dell’educazione: è la sua base.
Il senso di colpa: il punto più controverso
C’è un tema su cui Crepet e Recalcati si trovano su posizioni particolarmente distanti: il senso di colpa dei genitori. Crepet è molto critico verso quella cultura del senso di colpa genitoriale che, a suo avviso, paralizza i genitori e li rende inefficaci. “Non voglio che mio figlio mi odi” è, per lui, la frase più pericolosa che un genitore possa pronunciare, perché svela la priorità sbagliata: essere amato prima di educare.
Recalcati è più cauto su questo punto. Non giustifica i sensi di colpa patologici, ma riconosce che la cura emotiva del genitore è importante quanto la sua fermezza. Un genitore che non sente mai il peso del suo ruolo, che non si interroga mai sull’impatto delle sue azioni sul figlio, rischia l’anaffettività, che per Recalcati è uno dei pericoli più seri.
Cosa possiamo imparare da entrambi
La buona notizia è che non dobbiamo scegliere tra Crepet e Recalcati. Possiamo imparare da entrambi. Da Crepet possiamo prendere il coraggio di dire no, di essere impopolari, di non inseguire l’approvazione del figlio a tutti i costi. Da Recalcati possiamo prendere l’attenzione al desiderio del figlio, alla sua vita emotiva, all’importanza di un amore che contenga senza schiacciare.
Il genitore ideale che emerge dal dialogo tra questi due pensatori è qualcuno che sa essere fermo senza essere freddo, amorevole senza essere soffocante, presente senza essere invadente. Non è una formula semplice. Ma è probabilmente la descrizione più onesta di cosa significhi fare bene, oggi, il mestiere più difficile del mondo.
Chi sono Massimo Recalcati e Paolo Crepet
Massimo Recalcati (Milano, 1959) è psicoanalista, professore universitario e uno dei più noti divulgatori del pensiero psicoanalitico in Italia. Tra i suoi libri: Il complesso di Telemaco, Le mani della madre, Il gesto di Caino, Contro il sacrificio. Collabora con quotidiani e televisioni nazionali.
Paolo Crepet (Torino, 1951) è psichiatra, sociologo, saggista e formatore. Autore di numerosi bestseller su famiglia, giovani e società, tra cui Non siamo capaci di ascoltarli, I figli non crescono, Mandatemi pure in prima linea. È una delle voci più presenti nel dibattito pubblico italiano su scuola, educazione e genitorialità.
Frasi di Crepet e Recalcati sui genitori
- “I genitori idioti sono quelli che credono che la felicità dei figli consista nel non farli soffrire mai.” (Paolo Crepet)
- “I genitori sono chiamati a non essere degli eroi, ma a saper dire ‘no’ con amore e fermezza.” (Massimo Recalcati)
- “I genitori non devono essere amici dei figli, devono fare i genitori.” (Paolo Crepet)
- “Il compito fondamentale dei genitori è quello di accompagnare il desiderio del figlio, non di soffocarlo.” (Massimo Recalcati)
- “Se in famiglia manca l’amore, imparare ad amare diventa difficile. È da lì che nasce la fragilità affettiva dei figli e degli adulti.” (Massimo Recalcati)
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