Epicuro è ricordato come il filosofo che fece della propria dottrina un’autentica apologia del piacere, della felicità e del superamento del dolore. Affronta temi complessi con un linguaggio profondamente umano e, a distanza di migliaia di anni, sorprendentemente attuale. Un entusiasmo singolare, celato sotto le vesti del grande pensatore del suo tempo, emerge con particolare evidenza nel suo modo di concepire l’amicizia, se solo si osserva con maggiore attenzione.

Chi era Epicuro
Quando si pensa alla vita dei filosofi, li si immagina spesso come vecchi saggi burberi che, avvolti in candide vesti, vagano per giardini con lo sguardo perso tra le nuvole. Un ritratto quasi caricaturale che potrebbe adattarsi anche a Epicuro, filosofo greco nato a Samo nel 341 a.C. Tuttavia, la sua esistenza presenta sfumature ben diverse rispetto all’immagine del pensatore isolato tra i libri o immerso in passeggiate solitarie nel verde.
Con Epicuro si poteva dialogare, chiedere consiglio, confidarsi. Era un pensatore che portava con sé le paure più autenticamente umane – il timore della morte, il dolore – e allo stesso tempo le speranze, come la ricerca della felicità. Soprattutto, attribuiva un valore profondo all’amicizia.
Epicuro era, e rimane ancora oggi, un filosofo vicino alla gente, capace di parlare al cuore delle persone di temi reali, pratici e quotidiani. E, forse non a caso, anche l’amicizia nasce così: da esigenze concrete o, come sosteneva Epicuro, dall’utile.
L’amicizia ci serve: necessità o bisogno?
L’essere umano è, per natura, un animale sociale, non un eremita capace di fare a meno degli altri. Se da un lato potremmo anche vivere da soli, dall’altro sentiamo il bisogno di circondarci di amici – talvolta persino di legami falsi o immeritati – perché la relazione diventa per noi una necessità:
“Non è tanto dell’aiuto degli amici che abbiamo bisogno, quanto della fiducia che, al bisogno, potremo servircene”.
Questa affermazione non va letta come puro cinismo. Se è vero che l’amicizia nasce spesso dalla necessità e solo raramente da un bisogno immediato, è altrettanto vero che ogni amicizia è, in sé, desiderabile. L’amico non è soltanto utile in senso pratico – magari per colmare un vuoto nella nostra vita – ma col tempo diventa anche fonte di piacere.
Siamo felici quando abbiamo accanto qualcuno che ci accompagna a un esame universitario, al primo colloquio di lavoro, o che condivide con noi un gelato nel momento in cui sentiamo il bisogno di confidarsi. E persino il semplice pensiero di avere qualcuno su cui poter contare è, di per sé, una fonte di serenità.
Nell’amicizia cerchiamo sicurezza; e quando l’amico è sincero, affine a noi, “giusto” per noi, allora quel legame diventa un piccolo tesoro da custodire con cura e da preservare, per quanto possibile, da entrambe le parti.
Il piacere dell’amicizia
Avere un amico ci fa bene e, talvolta, rappresenta uno sfogo positivo dalla routine della vita quotidiana. Epicuro ci lascia, a questo proposito, una massima di grande valore:
“Di tutte le cose che la sapienza procura in vista della vita felice, il bene più grande è l’acquisto dell’amicizia”.
Da una certa prospettiva, l’amicizia è un legame sociale accompagnato da un sentimento affettivo vivo e presente tra due persone, se si è fortunati, in modo reciproco. Ma è anche un modo di porsi verso gli altri, molto vicino all’amore, e caratterizzato da un’intensa partecipazione emotiva.
Si tratta di un rapporto importante e necessario, che talvolta viene frainteso e ridotto a un comportamento egoistico o persino infantile: come quando si esce di casa per giocare a calcetto con gli amici o per bere un tè in compagnia delle proprie amiche. Eppure, in entrambi i casi, si esprime un bisogno umano autentico.
Occorre dunque essere più tolleranti e disponibili a comprendere e ad accettare questo sentimento: un rapporto prezioso e fondamentale, al pari dell’amore, per il raggiungimento della felicità.
Frasi di Epicuro sull’amicizia
- “Non è tanto dell’aiuto degli amici che noi abbiamo bisogno, quanto della fiducia che essi ci aiuterebbero nel caso ne avessimo bisogno.”
- “Non è un buon amico né chi lo è per interesse, ma nemmeno chi non riesce ad unire mai l’interesse all’amicizia; l’uno mercanteggia l’affetto con una contropartita, l’altro si taglia ogni speranza per il futuro.”
- “L’uomo onesto coltiva saggezza e amicizia, l’una è un bene mortale e l’altra immortale.”
- “Tutti coloro che hanno avuto la possibilità di godere della massima sicurezza nei riguardi di coloro che li circondavano, vivono in comunità gli uni con gli altri nel modo più piacevole e nella più sicura fiducia; e, pur nutrendo fra loro i più stretti legami, non piangono la dipartita di quelli di loro che muoiono prematuramente, come se questi fossero da compiangere.”
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