Se c’è uno scrittore che incarna davvero l’idea di vissuto, quello è Erri De Luca. Un intellettuale concreto, lontano dai salotti e dai servizi di porcellana, uno che non ha avuto paura di sporcarsi le mani. Uno scrittore capace, attraverso le parole, di arrivare dritto al cuore dei lettori, come un martello che, con pazienza ostinata, scova le ammoniti nascoste nelle pieghe più profonde della pietra. Con lo stesso impeto racconta qualcosa che oggi appare sempre più raro: il rispetto. Quella forma silenziosa e preziosa di comportamento appresa da nonni e genitori e che, con crescente esitazione, molti faticano ad adottare nella vita quotidiana – verso gli insegnanti, verso gli estranei, nel lavoro.

Chi è Erri De Luca
Nato nel 1950, Erri De Luca è conosciuto da tutti come un grande scrittore, ma la sua vita è stata anche fatta d’altro: ha svolto diversi mestieri e ha portato avanti un intenso impegno politico e sociale. Un uomo profondamente pratico, che ha attraversato il mondo camminando tra la gente, vivendo la realtà sulla propria pelle, senza mai smettere di rivolgere il pensiero alle parole. Non parole ornate o addolcite come carta da caramella, ma parole essenziali, semplici, capaci di toccare il fondo dell’esistenza. Nei suoi libri racconta la solitudine e il coraggio, la nostalgia e la speranza, fino ad arrivare a uno dei valori più fragili e necessari del nostro tempo: il rispetto.
Cos’è il rispetto per Erri De Luca
Partiamo da una sua celebre citazione:
“Il rispetto nasce quando si smette di voler dominare.”
De Luca non descrive il rispetto come un riflesso automatico, privo di consapevolezza o di un ipotetico libretto d’istruzioni, né come un comportamento da imporre dall’alto. Al contrario, il rispetto è qualcosa che si costruisce nel tempo, il risultato di un processo lento e profondo.
Eppure, alla sua origine c’è qualcosa di intimamente umano, quasi biologico: una nascita. Un atto spontaneo che prende forma nel momento in cui comprendiamo – o meglio, ci rendiamo davvero conto – che dobbiamo scegliere di rinunciare al controllo sugli altri, smettendo di dominarli.
L’altro è nostro pari, anche sul lavoro
Bella la lezione di De Luca, vero? Una lezione che suona come una salutare strigliata, rivolta non solo alle persone in generale quando viene a mancare un comportamento, un gesto, una semplice grazia, ma soprattutto al mondo del lavoro. Lì dove spesso i superiori, forti della propria posizione, salgono su un piedistallo, dimenticando una verità elementare: dipendenti e collaboratori sono persone, esattamente come loro.
Questo accade soprattutto nei modelli eccessivamente gerarchizzati, in cui la piramide diventa uno strumento di controllo più che di organizzazione. Il rispetto, però, non si impone con un ruolo. Al contrario, proprio dall’alto di quel ruolo non bisognerebbe mai smettere di esercitarlo verso chi ogni giorno svolge il proprio lavoro.
Ma la strigliata non è rivolta soltanto ai capi. Riguarda anche i colleghi, quando si dimentica che i risultati migliori si ottengono insieme, unendo le forze e riconoscendo che persino la competizione, se vissuta con rispetto, può essere costruttiva.
Frasi di Erri De Luca
- “I tempi che incitano a essere originali, non generano uomini nuovi, ma concorrenti, individui che per distinguersi agiscono tutti nello stesso modo.”
- “La vita non è un destino, ma un cammino che scegliamo.”
- “Ogni passo è un ritorno alla vita, ogni respiro una conquista.”
- “La letteratura è un traguardo che non risponde a generi né a temi. Avviene, e quando avviene è festa per chi legge.”
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