Frasi di Erri De Luca sulla nostalgia, ti aiutano non andare in apnea quando pensi a tutto quello che non hai più

La nostalgia, di solito, la immaginiamo così: una specie di buco allo stomaco, un vuoto che fa eco, una lista infinita di cose perdute che tornano a chiedere il conto. Erri De Luca, invece, la prende di traverso. La guarda negli occhi e le dice: “Accomodati”. Perché per lui la nostalgia non è mancanza, ma presenza. Non è un’assenza che pesa, ma una visita che arriva senza preavviso, si siede accanto a te e, per un po’, ti tiene compagnia. Una compagnia discreta, certo, ma reale. Ed è proprio da qui che nasce una delle sue frasi più citate e più fraintese:

Quando ti viene una nostalgia, non è mancanza, è presenza, è una visita, arrivano persone, paesi da lontano, e ti tengono un poco di compagnia.”

Capirla davvero significa cambiare postura davanti al passato. E magari smettere di andare in apnea ogni volta che pensiamo a tutto quello che non abbiamo più.

Frasi di Erri De Luca sulla nostalgia

Chi è Erri De Luca

Erri De Luca non è uno scrittore che si è inventato una poetica a tavolino. È uno che ha vissuto molto, spesso in salita, e ha imparato a usare le parole come si usano gli attrezzi: senza sprechi. Ex operaio, ex militante, traduttore della Bibbia dall’ebraico antico, alpinista, camminatore ostinato, De Luca scrive come parla uno che ha fatto pace con l’essenziale. Anche quando parla di nostalgia, non indulge mai nel sentimentalismo da salotto. Non la trasforma in una lagna elegante. La tratta come una forza naturale: arriva, soffia, e tu puoi solo decidere se resisterle o lasciarla passare.

Cos’è la nostalgia, per Erri De Luca

Per Erri De Luca la nostalgia non è un rimpianto appiccicoso, ma una forma di presenza che si manifesta quando meno te l’aspetti. È un ritorno, non una sottrazione. Quando dice che “non è mancanza, è presenza”, sta ribaltando l’idea comune secondo cui la nostalgia sarebbe la prova che qualcosa ci è stato tolto. Per lui è l’esatto contrario: è la prova che qualcosa è stato. E che, in qualche modo, continua a essere.

Le persone, i luoghi, i giorni lontani non bussano per farti soffrire, ma per ricordarti che hanno lasciato un segno. Arrivano “da lontano”, sì, ma arrivano vivi, con i loro odori, le loro voci, le loro stagioni. Non ti portano via aria: te ne restituiscono un po’.

La nostalgia come abrasione, non come ferita

In una sua riflessione De Luca scrive:

Molte volte ho pensato con nostalgia che le generazioni si sono trasmesse questo medesimo libro… essendo molto sfiorato: la somma di molte carezze è un’abrasione.”

Qui la nostalgia non è un colpo secco, ma un consumo lento. Non sanguina, ma segna. Come un libro passato di mano in mano, toccato, accarezzato, vissuto. Non è distrutto: è abitato. La nostalgia, allora, è l’usura dell’amore. Non il suo fallimento. Fa male? A volte sì. Ma è un dolore che nasce dall’eccesso di contatto, non dalla sua assenza.

L’assenza che arriva come vento

Erri De Luca non nega il dolore della perdita. Lo conosce bene. E lo dice senza giri di parole quando scrive:

In quei giorni io sento la loro assenza, mi salta addosso come la tramontana… per me ogni giorno è il giorno uno della loro assenza.”

Qui la nostalgia è vento freddo, improvviso, che non puoi fermare. Ma anche il vento, per quanto fastidioso, è una presenza. Non è il nulla. È qualcosa che si muove, che ti tocca, che ti attraversa. Anche l’assenza, in De Luca, non è mai vuota: è piena di memoria.

Perché questa idea di nostalgia ci è utile

La frase sulla nostalgia come presenza ci serve perché ci toglie dalla logica del conto in perdita. Quando pensiamo solo a ciò che non abbiamo più, tratteniamo il fiato. Andiamo in apnea emotiva. Ci concentriamo sul vuoto e dimentichiamo il pieno che c’è stato. De Luca ci suggerisce un’altra strada: accogliere la nostalgia come una visita temporanea, non come un’invasione permanente.

Se la nostalgia è una visita, non sei obbligato a scacciarla né a farla restare per sempre. Puoi offrirle una sedia, ascoltarla un momento, e poi lasciarla andare. Non ti ruba il presente: te lo rende più spesso, più consapevole. Ti ricorda che hai vissuto, che hai amato, che sei stato parte di qualcosa. E questo, in un mondo ossessionato da ciò che manca, è quasi un atto rivoluzionario.

Frasi di Erri De Luca sulla nostalgia

  1. Molte volte ho pensato con nostalgia che le generazioni si sono trasmesse questo medesimo libro… essendo molto sfiorato: la somma di molte carezze è un’abrasione.”
  2. In quei giorni io sento la loro assenza, mi salta addosso come la tramontana… per me ogni giorno è il giorno uno della loro assenza.”
  3. Quando ti viene una nostalgia, non è mancanza, è presenza… arrivano persone, paesi, da lontano e ti tengono un po’ di compagnia.”

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