Frasi di Haruki Murakami sul rimpianto, ti spronano ad afferrare tutto quello che ti rende felice, senza rinunciare

Haruki Murakami non è uno scrittore che ti prende per mano e ti accompagna dolcemente verso il lieto fine. Piuttosto, ti offre un whisky, mette un disco jazz sul piatto, ti guarda negli occhi e ti dice: “La vita funziona così, vedi tu che fartene”. Nei suoi romanzi si cammina spesso dentro stanze vuote, si inseguono amori incompiuti, si ascoltano silenzi più rumorosi delle parole. E, quasi sempre, aleggia una presenza costante e fastidiosa: il rimpianto. Murakami non lo urla mai, non lo drammatizza in modo teatrale. Il rimpianto, per lui, è una condizione naturale dell’esistenza. Sta lì, silenzioso, come un’ombra che ti segue anche quando pensi di aver fatto pace con tutto. Ed è proprio da questa visione che nasce una delle sue frasi più potenti e più scomode:

Bisogna afferrare ogni occasione di felicità quando si presenta perché, se la lasciamo andare, la rimpiangeremo per il resto della vita.”

Frasi di Haruki Murakami sul rimpianto
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Haruki Murakami: un uomo che ha rischiato davvero

Prima di essere un’icona letteraria mondiale, Haruki Murakami è stato un uomo che ha fatto una scelta netta. Gestiva un jazz bar a Tokyo, aveva una vita tutto sommato stabile, ma sentiva che non era abbastanza. A un certo punto ha mollato tutto per scrivere. Senza garanzie, senza paracadute, senza la certezza che qualcuno lo avrebbe mai letto. Se oggi parla di occasioni da afferrare, è perché lui per primo lo ha fatto.

Non è il classico guru motivazionale da palco illuminato. È uno che sa benissimo quanto faccia paura scegliere, quanto sia comodo restare fermi. Ma sa anche che la comodità è una grande fabbrica di rimpianti.

Il rimpianto nei suoi libri: una presenza costante

Nei romanzi di Murakami il rimpianto non nasce quasi mai da grandi tragedie, ma da piccole rinunce quotidiane. Una parola non detta, una relazione lasciata scivolare via, una decisione rimandata “a quando sarà il momento giusto”. Spoiler: il momento giusto non arriva mai.

Lo dice chiaramente in una frase che suona come una sentenza:

Occasioni perdute, possibilità perdute, sentimenti che non potremo mai più recuperare. Anche questo fa parte dell’essere vivi.”

Non c’è consolazione facile, ma c’è lucidità. Vivere significa anche perdere, ma perdere per paura è un altro discorso. E quando parla del tempo, Murakami è ancora più spietato:

Purtroppo l’orologio continua a ticchettare, le ore scorrono. Il passato aumenta, il futuro si ritira. Le possibilità diminuiscono, i rimpianti si accumulano.”

Tradotto: se continui a rimandare, non stai conservando opzioni. Le stai buttando.

Perché afferrare la felicità è un atto di coraggio

La frase centrale di questo discorso non parla di felicità come stato permanente, da cartolina motivazionale. Murakami non promette felicità eterna, ma occasioni. Attimi. Finestre che si aprono e si chiudono. E se non fai in tempo a passarci, resti fuori a guardare:

Ma chi può dire che cosa sia davvero la cosa migliore? Ecco perché bisogna afferrare ogni occasione di felicità quando si presenta…

Qui sta il punto chiave: aspettare di essere sicuri al cento per cento è il modo migliore per non fare nulla. Haruki Murakami ci dice che la felicità non arriva con il libretto di istruzioni. Devi provarci anche quando hai paura di sbagliare.

E sì, potresti fallire. Ma il fallimento, nei suoi libri, fa meno male del rimpianto. Perché il rimpianto non ti molla più. Ti riscalda e ti distrugge allo stesso tempo, come i ricordi:

I ricordi ti scaldano dall’interno. Ma allo stesso tempo ti lacerano.”

La felicità non aspetta

Il messaggio di Murakami è chiaro e un po’ fastidioso: se qualcosa ti rende felice, e non fa male a nessuno, perché stai ancora aspettando? Perché stai cercando scuse, approvazioni, condizioni ideali che non esistono?

Afferrate ciò che vi rende felici, sembra dirci, perché il tempo non è dalla vostra parte. E quando sarà passato, non basterà dire “non era il momento”. Il rimpianto non accetta giustificazioni.

In fondo, Murakami non ci chiede di essere temerari, ma onesti. Onesti con noi stessi, con i nostri desideri, con quella voce interna che sappiamo benissimo di stare ignorando. E lo fa senza prediche, con una calma quasi crudele. Perché alla fine, come scrive lui, “quando si supera un certo punto, non si può più tornare indietro”. E allora tanto vale provarci adesso. Prima che il jazz finisca, il bicchiere sia vuoto e resti solo il silenzio. E, naturalmente, il rimpianto.

Frasi di Haruki Murakami sul rimpianto

  1. Purtroppo l’orologio continua a ticchettare, le ore scorrono. Il passato aumenta, il futuro si ritira. Le possibilità diminuiscono, i rimpianti si accumulano.”
  2. La vita è molto più fragile di quanto pensiamo. Per questo dovremmo trattare gli altri in modo da non avere rimpianti. Con equità e, se possibile, con sincerità.”
  3. Ma chi può dire che cosa sia davvero la cosa migliore? Ecco perché bisogna afferrare ogni occasione di felicità quando si presenta… perché, se la lasciamo andare, la rimpiangeremo per il resto della vita.”
  4. Occasioni perdute, possibilità perdute, sentimenti che non potremo mai più recuperare. Anche questo fa parte dell’essere vivi.”
  5. I ricordi ti scaldano dall’interno. Ma allo stesso tempo ti lacerano.”
  6. Col passare del tempo capirai. Ciò che resta, resta; ciò che non resta, non resta. Il tempo risolve molte cose. E ciò che il tempo non riesce a risolvere, devi risolverlo tu.”
  7. Finora hai perso molte cose. E quando si supera un certo punto, non si può più tornare indietro. È troppo tardi.”

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