Isabel Allende non scrive per consolare. Scrive per svegliare. Le sue parole non accarezzano, semmai pungono con eleganza, ironia e una buona dose di verità scomoda. Quando parla di rimpianto, non lo fa come chi si piange addosso guardando una foto ingiallita, ma come una donna che ha attraversato l’esilio, il dolore, il successo, l’età che avanza e che, arrivata a un certo punto, ha deciso di dire le cose come stanno: il rimpianto più grande non è ciò che abbiamo fatto, ma ciò che non abbiamo osato fare. Ed è qui che arriva una delle sue frasi più citate, amate, condivise e anche un po’ temute dai fanatici della vita iper-regolata.

Chi è Isabel Allende
Prima di essere un’icona della letteratura mondiale, Isabel Allende è una donna che ha vissuto molte vite in una sola. Nata in Cile, costretta all’esilio, testimone di tragedie personali e collettive, ha trasformato l’esperienza in racconto. Ma soprattutto ha imparato una cosa fondamentale: il tempo non si negozia.
Con il passare degli anni, la sua scrittura si è fatta più diretta, più ironica, persino più spudorata. Non ha mai avuto paura di parlare del corpo, dell’invecchiamento, dei desideri, delle contraddizioni. E nemmeno del rimpianto, che per lei non è un sentimento nobile, ma una perdita di tempo se non serve a imparare qualcosa.
Cos’è il rimpianto per Isabel Allende
Per Isabel Allende, il rimpianto non è poesia malinconica, ma un campanello d’allarme. È il segnale che abbiamo vissuto trattenendoci troppo, seguendo regole che forse non erano nemmeno nostre. È il prezzo da pagare quando confondiamo la prudenza con la rinuncia e la disciplina con l’autopunizione.
Non a caso, quando parla di rimpianti, lo fa con sarcasmo e autoironia. Non si mette su un piedistallo morale. Anzi, si prende in giro. E così facendo, prende in giro anche noi.
La frase che dice tutto
“Rimpiango le follie che non ho fatto, rimpiango di aver smesso di fumare e bere Margarita, di essere vegetariano e di essermi ammazzato di attività fisica. Morirò comunque, ma in forma smagliante.”
Questa frase non è un invito a distruggersi, ma una critica lucidissima all’ossessione contemporanea per il controllo totale. Isabel Allende non sta dicendo che fumare faccia bene o che lo sport sia inutile. Sta dicendo qualcosa di molto più scomodo: vivere solo per arrivare in salute alla morte è un affare piuttosto mediocre.
Il vero bersaglio sono gli eccessi del salutismo moralista, quello che trasforma ogni piacere in una colpa e ogni bicchiere in una confessione. È il “no” detto troppe volte per paura, per conformismo, per sentirsi virtuosi.
Una frase che serve a noi e ai nostri amici salutisti
Quante volte abbiamo amici che non mangiano niente, non bevono niente, non fanno tardi, non sbagliano mai? Amici che guardano il menù come fosse un campo minato e la vita come un piano di prevenzione? Ecco, Isabel Allende ci suggerisce che forse il problema non è vivere meno a lungo, ma vivere meno intensamente. Perché il conto arriva comunque. E quando arriva, non chiede quante calorie abbiamo evitato, ma quanta vita abbiamo assaggiato.
La sua frase è utile proprio per questo: ci ricorda che il rimpianto non nasce dall’eccesso occasionale, ma dall’assenza cronica di gioia. Non nasce da una Margarita bevuta, ma da tutte quelle lasciate sul tavolo “perché non sta bene”.
Il rimpianto va prevenuto con un po’ di coraggio
Isabel Allende ci insegna che il rimpianto non va celebrato, ma prevenuto. Non con regole più rigide, ma con un po’ più di coraggio. Il coraggio di vivere adesso, anche sbagliando un po’, anche concedendosi una Margarita ogni tanto. Perché sì, moriremo comunque. Tanto vale arrivarci non solo in forma smagliante, ma con qualche bel ricordo in più e molti “meno male che l’ho fatto” al posto dei soliti, noiosissimi “avrei potuto”.
Frasi di Isabel Allende sul rimpianto
- “Rimpiango le follie che non ho fatto, rimpiango di aver smesso di fumare e bere Margarita, di essere vegetariano e di essermi ammazzato di attività fisica. Morirò comunque, ma in forma smagliante.”
- “Rimpiango tutte le diete, tutti i piatti deliziosi che ho rifiutato per vanità. Li rimpiango tanto quanto rimpiango le opportunità di fare l’amore che ho lasciato scivolare via, sia per altre priorità, sia per virtù puritana.”
- “Non sprecare energia a piangere per ieri o a sognare domani. La nostalgia è faticosa e distruttiva, è il vizio dell’esiliato.”
- “Il passato non torna. Il suo compito è insegnare, non trattenere.”
- “Guardare indietro è naturale, restarci troppo a lungo è una forma di addio a se stessi.”
- “Di splendido non vi sono che i ricordi, che qualche volta perdono, tuttavia di splendore e diventano rimpianto.”
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