Luciano De Crescenzo non è stato solo uno scrittore di successo, né soltanto un divulgatore capace di spiegare la filosofia greca come se fosse una chiacchierata al bar. È stato, prima di tutto, un uomo che ha preso la vita sul serio senza mai prendersi troppo sul serio. Uno che parlava di tempo, amore, amicizia e felicità con la leggerezza di chi sa che le cose importanti non hanno bisogno di paroloni, ma di esempi chiari, ironia e un pizzico di saggezza napoletana. Tra le sue frasi più citate ce n’è una che oggi suona più attuale che mai:
“Il guaio è che gli uomini studiano quanto allungare la vita, quando invece bisognerebbe allargarla.”
Una frase semplice, ma affilata come un rasoio. E soprattutto utile. Perché dentro c’è una vera e propria istruzione per l’uso della vita.

Chi era Luciano De Crescenzo
Prima di diventare il De Crescenzo che tutti conosciamo, Luciano è stato un ingegnere dell’IBM. Un lavoro serio, preciso, razionale. Ma dentro di lui ribolliva altro: la curiosità per l’uomo, per il senso delle cose, per quel mistero chiamato tempo che ci scorre addosso senza chiedere permesso. Quando decide di lasciare l’ingegneria per scrivere, non scappa dalla realtà: la guarda meglio. E la racconta.
Il suo stile nasce da lì. Non dalla cattedra, ma dal divano di casa, dalla passeggiata per Napoli, dalla battuta detta al momento giusto. De Crescenzo non spiega: conversa. Non insegna: accompagna. E quando parla di tempo, lo fa con l’aria di chi ha capito che l’orologio mente spesso, mentre le emozioni dicono sempre la verità.
Il tempo come emozione, non come condanna
Per Luciano De Crescenzo il tempo non è solo una sequenza di giorni da spuntare sul calendario. È qualcosa di molto più sottile. Lo dice chiaramente:
“Il tempo è un’emozione ed è una grandezza bidimensionale, nel senso che lo puoi vivere in lunghezza e in larghezza.”
E qui arriva il colpo di genio. Perché tutti noi siamo abituati a pensare al tempo solo in lunghezza: anni che passano, compleanni che si accumulano, candeline che aumentano. Una visione aritmetica, quasi burocratica. Nasci, cresci, lavori, vai in pensione, fine. Ma De Crescenzo ci avverte: se vivi così, il conto arriva puntuale. Lo spiega senza giri di parole:
“Se vivi il tempo in lunghezza, in modo monotono, sempre uguale, dopo sessant’anni, tu hai sessant’anni.”
E non lo dice come un complimento.
Vivere in larghezza: una rivoluzione gentile
L’alternativa, secondo De Crescenzo, è vivere il tempo in larghezza. Che non significa fare i pazzi senza criterio, ma permettersi di essere vivi. Emozionarsi, cambiare idea, innamorarsi anche quando “non è il momento giusto”, fare qualche sciocchezza senza trasformarla in un dramma esistenziale. Lo dice con una chiarezza disarmante:
“Se il tempo lo vivi in larghezza, con alti e bassi, innamorandoti, magari facendo pure qualche sciocchezza, allora dopo sessant’anni avrai solo trent’anni.”
Ecco spiegato il segreto dell’eterna giovinezza secondo De Crescenzo. Non creme miracolose, non diete impossibili, non app per contare i passi. Ma esperienze. Emozioni. Vita vissuta, non solo sopravvissuta.
Perché “allungare” la vita non basta
Torniamo allora alla sua frase più famosa: “Il guaio è che gli uomini studiano quanto allungare la vita, quando invece bisognerebbe allargarla.”
Luciano De Crescenzo non era contro il progresso, né contro la medicina. Il punto non è vivere di più, ma vivere meglio. Perché a cosa serve arrivare a cent’anni se poi ci arriviamo stanchi, annoiati e con l’agenda vuota di ricordi felici? Allargare la vita significa riempire il tempo di significato. Dare spazio alle relazioni, alle passioni, alle domande senza risposta. Significa smettere di rimandare tutto a “quando avrò tempo”, perché il tempo non si trova: si decide come usarlo.
Un consiglio attualissimo
Se De Crescenzo fosse qui oggi, probabilmente sorriderebbe vedendoci correre come trottole, sempre di fretta, sempre con l’ansia di non sprecare tempo. E poi ci direbbe, con quella calma ironica tutta sua, che il tempo non si spreca quando lo si vive davvero. Si spreca quando lo si riempie di cose inutili solo per paura di fermarsi.
Il suo invito è chiaro: rallenta dentro, anche se fuori vai veloce. Vivi più storie e meno scadenze. Fai pace con il fatto che invecchiare è inevitabile, ma diventare vecchi dentro è una scelta.
Perché, alla fine, dimostrare trent’anni a sessanta non è una questione di pelle liscia. È una questione di sguardo. E Luciano De Crescenzo, questo, ce lo ha spiegato meglio di chiunque altro. Con una battuta, una riflessione e una grande, meravigliosa lezione di vita.
Frasi di Luciano De Crescenzo sul tempo
- “Il tempo è un’emozione ed è una grandezza bidimensionale, nel senso che lo puoi vivere il lunghezza e in larghezza.”
- “Se vivi il tempo in lunghezza, in modo monotono, sempre uguale, dopo sessant’anni, tu hai sessant’anni.”
- “Se il tempo lo vivi in larghezza, con alti e bassi, innamorandoti, magari facendo pure qualche sciocchezza, allora dopo sessant’anni avrai solo trent’anni.”
- “Il guaio è che gli uomini studiano quando allungare la vita, quando invece bisognerebbe allargarla.”
Leggi altre frasi celebri di Luciano De Crescenzo e le frasi celebri sul tempo