Kafka sulla spiaggia, La ragazza dello Sputnik, Norwegian Wood… servono altri titoli per presentare Haruki Murakami? Probabilmente no. Murakami è uno scrittore capace, da solo, di incarnare un vero e proprio genere letterario: un universo narrativo in cui mille storie si intrecciano e segnano un cambiamento profondo. Le sue narrazioni sembrano – anzi, sono – lo specchio di avventure senza confini, sospese tra sogno e realtà. Con uno stile onirico e quasi surreale, Murakami riesce a scalfire la corazza del lettore più ostinato, raggiungendo la sua anima e invitandolo a riflettere sulla vita, sui sogni e sui desideri.

Chi è Haruki Murakami
Nato a Kyoto nel gennaio del 1949, chi ha letto le sue pagine si è subito innamorato di Haruki Murakami. Scrittore diretto, capace con le parole di aprire le porte di una dimensione insieme lontana e profondamente umana, Murakami deve il suo talento all’unicità della sua visione e al modo in cui riesce a raccontare la vita dei suoi personaggi, rendendo ogni storia indimenticabile.
Desideri davvero ciò che vuoi?
Se avete letto anche solo uno dei suoi libri, avrete subito percepito che Murakami non è un autore da salotto letterario, ma da vissuto, da esperienza diretta. I suoi romanzi prendono per mano il lettore e lo accompagnano fino all’ultima pagina, rivelando, solo alla fine, la straordinaria ricchezza accumulata lungo il percorso.
La strada che percorrono i suoi personaggi non è mai lineare né semplice, e ciò che desiderano non è mai scontato, immerso com’è in un vortice di sentimenti contrastanti. Prendiamo, ad esempio, questo passaggio:
“Quando sei abituato al tipo di vita in cui non ottieni mai nulla di ciò che vuoi, smetti di sapere cosa vuoi davvero.”
In queste parole vita e desiderio si intrecciano in un abbraccio complesso, quasi impossibile da sciogliere. Murakami ci mostra come l’esperienza costante di frustrazione e rinuncia modelli la nostra percezione interiore dei desideri: le abitudini, le circostanze difficili, la vita stessa plasmano lentamente la nostra consapevolezza su ciò che davvero vogliamo.
Quando la vita diventa una lunga sequenza di delusioni e occasioni mancate, quando davanti a noi si apre l’infinito eppure non riusciamo a coglierne nemmeno un frammento, la mente si adatta. I desideri non spariscono, ma vengono sepolti così in profondità che ne perdiamo persino la consapevolezza. Così, a volte, dimentichiamo persino ciò che desideriamo davvero.
L’assuefazione della privazione
Ciò che Murakami riesce a far emergere dai suoi libri è una tensione costante tra due opposti, destinati a sfiorarsi, a mescolarsi quasi, ma paradossalmente separati da un velo sottilissimo, così sottile da sfuggire all’occhio. È in questa sottile linea che si esplora il confine tra ciò che desideriamo ardentemente e ciò che, invece, possiamo davvero ottenere. Così, anche il desiderio stesso diventa sfuggente: non sparisce, ma si trasforma, perché ci abituiamo – quasi familiarizzandoci – alla privazione.
Quando non possiamo perseguire ciò che bramiamo, il desiderio rischia di atrofizzarsi. L’unica via per evitarlo è non lasciarsi schiacciare dagli eventi, ma ricordarsi di esercitare sempre la propria capacità di scelta: perché se non scegliamo, nulla potrà mai realizzarsi.
Frasi di Murakami sul desiderio
- “Gli esseri umani hanno bisogno di un equilibrio a metà fra i propri desideri e il proprio orgoglio.”
- “La maggior parte delle persone non cerca verità che si possono dimostrare. La verità, in molti casi, come ha detto lei, comporta sofferenza. E quasi nessuno vuole soffrire. Quello di cui le persone hanno bisogno è una storia bella e piacevole, che renda la loro esistenza almeno un po’ più significativa. È proprio per questo che nascono le religioni.”
- “A unire il cuore delle persone non è soltanto la sintonia dei sentimenti. I cuori delle persone vengono uniti ancora più intimamente dalle ferite. Sofferenza con sofferenza. Fragilità con fragilità.”
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