La nostalgia è una trappola raffinata. Profuma di ricordi, si veste di poesia e si presenta come una carezza. Ma spesso è una carezza che ti immobilizza. Oriana Fallaci questo lo aveva capito benissimo e, come suo solito, non ci girava intorno: lo diceva in modo diretto, a volte spietato, sempre lucidissimo.
Per lei la nostalgia non era un rifugio innocente, ma un meccanismo mentale pericoloso, soprattutto quando diventa un modo per non affrontare il presente. La sua frase più illuminante – e ancora oggi scomodissima – è questa:
“La gente fa sempre così. Rimpiange il passato come se il passato equivalesse al concetto del bene e odia il presente come se il presente equivalesse al concetto del male.”
Dentro queste parole c’è una radiografia dell’animo umano. E c’è anche una lezione che possiamo usare non solo per noi stessi, ma per chi amiamo e resta incastrato nel “com’era meglio prima”.

Oriana Fallaci: una voce autorevole, scomoda, necessaria
Giornalista, scrittrice, inviata di guerra, intervistatrice temuta dai potenti, Oriana Fallaci non è mai stata una voce neutra. Era una voce responsabile. Responsabile delle proprie idee, delle proprie parole, delle proprie contraddizioni.
Ha raccontato la guerra dal fronte, ha messo sotto pressione leader mondiali, ha scritto di amore, di morte, di dolore, di identità. E lo ha fatto sempre partendo da una convinzione: la realtà va guardata in faccia, anche quando fa male.
Quando Oriana Fallaci parla di nostalgia, quindi, non lo fa da osservatrice distante, ma da donna che ha vissuto, perso, combattuto, ricordato. Ed è proprio per questo che le sue riflessioni pesano.
Nostalgia: non il passato, ma l’illusione del passato
Quando scrive:
“Ogni oggetto sopravvissuto al passato è prezioso perché porta in sé un’illusione di eternità”
Oriana Fallaci non sta celebrando il passato in modo romantico. Sta smascherando il nostro bisogno di credere che qualcosa resti immutabile.
Gli oggetti, i ricordi, le foto non sono sacri perché “erano migliori”. Sono sacri perché ci illudono di poter fermare il tempo, di strappare qualcosa alla morte. Ma è un’illusione, appunto. Necessaria forse, ma pur sempre un’illusione.
Il problema nasce quando quell’illusione diventa una lente deformante: iniziamo a ricordare solo ciò che ci fa comodo, ripulendo il passato dalle sue fatiche, dai suoi fallimenti, dalle sue paure. Il passato diventa buono per definizione. Il presente, per contrasto, diventa insopportabile.
“La gente fa sempre così“: perché questa frase ci riguarda tutti
Questa frase è un’accusa gentile ma precisa. Oriana Fallaci ci dice: non è il passato a essere migliore, siamo noi a raccontarcelo così.
Rimpiangere ieri è più facile che vivere oggi. Il passato non chiede scelte, il presente sì. Il passato non ci mette alla prova, il presente pretende responsabilità. Ecco perché questa frase è così utile quando parliamo con qualcuno che amiamo e che vive bloccato nei ricordi:
- chi idealizza il passato spesso sta evitando una decisione nel presente;
- chi odia l’oggi, spesso ha paura di fallire domani.
Dirlo apertamente può far male, ma è un atto d’amore. La Fallaci lo avrebbe detto senza zucchero, ma con onestà.
Il futuro? Un’ipotesi. Il presente? L’unica realtà
Un’altra sua frase chiave chiarisce tutto:
“Il passato mi incuriosisce più del Futuro… il Futuro è un’ipotesi, una congettura, una supposizione, cioè una non realtà.”
Qui Oriana Fallaci non invita a vivere nel passato, ma a smettere di usarlo come rifugio. Se il futuro non è reale, l’unica cosa che esiste davvero è il presente. E sprecarlo a rimpiangere ieri è il vero tradimento.
Anche la psicologia moderna lo conferma: diversi studi sulla ruminazione nostalgica mostrano che un eccesso di idealizzazione del passato aumenta ansia, insoddisfazione e senso di impotenza. Al contrario, chi usa i ricordi come base – non come prigione – sviluppa maggiore resilienza emotiva.
Come usare la frase di Oriana Fallaci nella vita quotidiana
Queste idee non sono solo letteratura. Sono strumenti. Per esempio, quando una persona che ami dice “una volta ero felice”, puoi aiutarla a chiedersi: felice rispetto a cosa? Oppure: cosa di quel passato posso portare nel presente, senza viverci dentro?
La Fallaci ci insegna che la nostalgia sana non è rimpianto, ma memoria consapevole. Tutto il resto è paura travestita da poesia.
Smettiamo di usare il passato come alibi
Oriana Fallaci non ci chiede di dimenticare il passato. Ci chiede di smettere di usarlo come alibi. La nostalgia, se non è vigilata, diventa una bugia elegante. Il presente, se affrontato, diventa libertà.
E forse il vero amore – per noi stessi e per gli altri – è proprio questo: aiutare chi amiamo a smettere di guardare indietro non per cancellare ieri, ma per avere finalmente il coraggio di vivere oggi.
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