Arthur Schopenhauer non era certo un uomo che amava la folla, le chiacchiere inutili o le persone superficiali. Filosofo dal carattere spigoloso, spesso sarcastico, aveva un dono particolare: trasformare il silenzio in una forma di intelligenza. Per lui, stare zitti non era segno di debolezza, ma di forza, di saggezza e, soprattutto, di sopravvivenza in un mondo pieno di chiacchieroni inconcludenti. Il suo modo di intendere il silenzio non era quello del monaco zen che medita sotto un albero, ma piuttosto quello del pensatore che sceglie di non sprecare fiato con chi non merita nemmeno una risposta.

Il silenzio come frutto della saggezza
In uno dei suoi aforismi più celebri, Schopenhauer scriveva:
“Dall’albero del silenzio pende per frutto la tranquillità.”
Una frase che sembra quasi un proverbio, e che ci ricorda una verità semplice: parlare meno significa vivere meglio. Meno conflitti, meno malintesi, meno tempo sprecato in discussioni inutili.
Per lui, il silenzio era un’arte raffinata, un esercizio di controllo e di intelligenza. Nella sua opera Aforismi sulla saggezza del vivere, sottolinea come tacere sia spesso più saggio che parlare, perché chi parla troppo finisce per mostrare i propri limiti, mentre chi sa tacere conserva la propria dignità.
L’arte di ignorare gli imbecilli
Ed eccoci al punto forte della sua filosofia quotidiana, condensato in una frase tagliente come una lama:
“Di fronte agli sciocchi e agli imbecilli esiste un modo solo per rivelare la propria intelligenza: quello di non parlare con loro.”
Tradotto in termini moderni? Non rispondere ai commenti acidi sui social, non cadere nelle provocazioni al bar, non perdere tempo a discutere con chi non ha la minima intenzione di capire. Ogni parola sprecata con un imbecille è come gettare acqua nel deserto: non serve a niente, e ti lascia solo più assetato.
Una lezione ancora attuale
Perché questo consiglio è utile anche a noi, nel 2025? Perché viviamo in un’epoca in cui chiunque può dire qualunque cosa, spesso senza filtro e senza freni. E la tentazione di rispondere è fortissima. Ma Schopenhauer ci suggerisce la strategia più elegante e più efficace: il silenzio.
Il silenzio è un modo di levare di torno gli imbecilli senza alzare la voce, senza litigare e senza abbassarsi al loro livello. In altre parole: non discutere con chi non merita, perché così facendo gli neghi ciò che più desidera attenzione.
Il silenzio come superpotere
Schopenhauer non era certo il tipo da dispensare zuccherini filosofici: il suo pessimismo era famoso, e il suo carattere pure. Ma dietro la sua durezza c’era un consiglio che può migliorare la vita di chiunque: saper tacere. Non è un invito alla rassegnazione, ma un atto di intelligenza e di autodifesa. Perché, come direbbe lui stesso, la vera vittoria contro gli imbecilli non sta nel batterli a parole, ma nel lasciarli a parlare da soli.
12 frasi di Schopenhauer sul silenzio
- “Dall’albero del silenzio pende per frutto la tranquillità.”
- “Di fronte agli sciocchi e agli imbecilli esiste un modo solo per rivelare la propria intelligenza: quello di non parlare con loro.”
- “È difficile restare in silenzio se non si ha nulla da fare.”
- “Se mantengo il silenzio riguardo al mio segreto, esso è mio prigioniero; se lo lascio scivolare dalla mia lingua, io sono il suo prigioniero.”
- “Come regola generale, è più consigliabile mostrare la propria intelligenza rimanendo in silenzio che parlando; poiché il silenzio è una questione di prudenza, mentre la parola ha qualcosa di vanità.”
- “Ho da tempo l’opinione che la quantità di rumore che una persona può sopportare senza disturbarsi stia in proporzione inversa alla sua capacità mentale.”
- “Il silenzio è una delle grandi arti della conversazione.”
- “Il silenzio è una fonte di grande forza.”
- “Il silenzio è grande; tutto il resto è debolezza.”
- “Il silenzio è un’arte che pochi conoscono.”
- “Il silenzio è una virtù che pochi possiedono.”
- “Il silenzio è la lingua dell’anima.”
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