Socrate ha trasformato il pensiero esistenzialista nella sua stessa esistenza; se vivesse oggi e fosse attivo sui social, probabilmente attirerebbe un seguito invidiabile anche per gli influencer più famosi. E non parlerebbe solo di vita, felicità, desideri e autenticità: anche dell’invidia, sentimento che appartiene all’esperienza umana e che ci spinge a riflettere su noi stessi.

Chi era Socrate, il filosofo che non scrisse nulla
Nato ad Atene nel 470/469 a.C., Socrate è stato uno dei filosofi più importanti della tradizione occidentale. Non lasciò alcuna opera scritta, perché preferì fare della trasmissione orale del sapere il fulcro della sua filosofia. Il suo pensiero ci è giunto principalmente attraverso le opere di Platone e degli altri discepoli.
Secondo il filosofo ateniese, l’uomo deve coltivare le proprie virtù con l’obiettivo di raggiungere la felicità. Tuttavia, già ieri – e oggi ancora di più – l’invidia verso chi è felice o raggiunge un successo può corrodere l’animo. Socrate ci insegna invece come superare sentimenti che possono risultare dannosi per noi e come mostrare compassione verso chi prova questa emozione.
Perché invidiare ha poco senso
Non avendo lasciato scritti, a Socrate vengono spesso attribuite espressioni, massime e frasi che, nella maggior parte dei casi, riflettono comunque il suo pensiero. Una frase di dubbia origine, ma frequentemente riferita a lui, è:
“Non bisogna invidiare chi non è degno di essere invidiato né gli sciagurati, ma averne piuttosto compassione.”
Se ci pensiamo, questa frase è un perfetto esempio di contrapposizione morale. Per Socrate, l’invidia nasce da una valutazione errata del bene: quando invidiamo qualcuno, gli attribuiamo un bene autentico. In realtà, chi non è degno di essere invidiato può apparire felice o fortunato, ma non possiede il vero bene, che per Socrate coincide con la virtù dell’anima. Per questo motivo, l’invidia diventa una forma di ignoranza: chi invidia confonde l’apparenza con il bene reale e dimostra di non conoscere la vera natura della felicità.
Socrate mostra come l’invidia sia ingiustificata, soprattutto verso chi non merita ammirazione. Al contrario, invita a provare empatia e compassione verso chi vive nell’infelicità o nella malvagità, intesa come una ferita dell’anima da comprendere e curare, non da invidiare. Perché, come ricorda Socrate:
“L’invidia è l’ulcera dell’anima.”
Compatisci chi ti invidia
Alla reazione emotiva dell’invidia, Socrate oppone la compassione: un sentimento che nasce dalla conoscenza del vero bene.
Non va confusa con il pietismo, ma intesa come la consapevolezza che chi invidia non merita ammirazione, bensì comprensione e solidarietà.
Il saggio non prova invidia perché è in grado di distinguere il bene autentico dall’apparenza. Per questo cerca di far comprendere a chi lo invidia che ciò che sembra un successo non coincide necessariamente con il vero bene. E cerca di farlo anche con chi invidia senza motivo, ma lo fa pesare con il silenzio o con una battuta di troppo.
Frasi di Socrate sull’invidia
- “La felicità è sempre soggetta all’invidia: la sola miseria non è invidiata da nessuno.”
- “Più gente conosco, e più apprezzo il mio cane.”
- “Accade invece che, quando ci si trovi in disaccordo su qualche punto, e quando l’uno non riconosca che l’altro parli bene e con chiarezza, ci si infuria, e ciascuno pensa che l’altro parli per invidia nei propri confronti, facendo a gara per avere la meglio e rinunciando alla ricerca sull’argomento proposto nella discussione.”
- “L’invidia è l’ulcera dell’anima.”
Leggi altre frasi celebri di Socrate e le frasi celebri sull’invidia