C’è chi scappa dal passato come da una bolletta non pagata e chi, invece, lo guarda negli occhi, sospira e riparte. Susanna Tamaro appartiene senza dubbio alla seconda categoria. Nei suoi libri, nelle interviste e nel suo modo di stare al mondo, la nostalgia non è mai una lagna da divano o una malinconia da domenica pomeriggio. È qualcosa di più serio. E anche di più utile. Una specie di bussola emotiva che, se la sai ascoltare, ti dice dove andare. Non a caso una delle sue frasi più citate è:
“Per mettersi in viaggio c’è bisogno della nostalgia di qualcosa.”
E no, non parla solo di valigie, treni e biglietti di sola andata. Parla soprattutto di scelte di vita. E di ritorni.

Chi è Susanna Tamaro
Susanna Tamaro non ha mai amato le pose da intellettuale inamidato. È una scrittrice che ha sempre scelto la strada della semplicità, anche quando dice cose scomode. Nei suoi libri c’è il silenzio, l’ascolto, il bisogno di rallentare in un mondo che corre come se fosse inseguito da un cane rabbioso. La sua scrittura nasce da una profonda attenzione per la vita interiore, per le ferite, per ciò che resta quando il rumore si spegne. La nostalgia, in questo quadro, non è un rimpianto sterile. È una traccia. Un segnale. Una voce che insiste, anche quando facciamo finta di non sentirla.
Cos’è la nostalgia per Susanna Tamaro
Per Susanna Tamaro la nostalgia non è il “si stava meglio quando si stava peggio”, frase che lei probabilmente bandirebbe con una certa soddisfazione. È piuttosto il richiamo di qualcosa che ci ha fatto veri. Un luogo, una persona, un tempo in cui eravamo più allineati con noi stessi.
La nostalgia, nelle sue parole e nei suoi racconti, non chiede di tornare indietro per restarci. Chiede di partire. Di muoversi. Di fare un viaggio, interiore prima ancora che geografico. Ed è qui che entra in gioco la frase chiave: “Per mettersi in viaggio c’è bisogno della nostalgia di qualcosa.”
Perché senza nostalgia non si parte
Susanna Tamaro dice una cosa semplice eppure rivoluzionaria: non ci muoviamo verso ciò che non desideriamo. E non desideriamo davvero qualcosa se non ne sentiamo la mancanza. La nostalgia è quella mancanza che brucia piano, che non urla ma non tace mai. È ciò che ti fa capire che sei fermo da troppo tempo o che sei andato troppo lontano da ciò che conta.
In questo senso, la nostalgia non è debolezza. È energia compressa. È il motivo per cui si prende una decisione difficile, si cambia strada, si lascia una vita che non somiglia più a noi. Senza nostalgia restiamo immobili. Con la nostalgia, prima o poi, partiamo.
Quella frase e l’amore a distanza
Ed eccoci al punto più delicato, e forse più utile. “Per mettersi in viaggio c’è bisogno della nostalgia di qualcosa.” Questa frase può diventare un’alleata potente quando amiamo qualcuno che vive lontano. Perché non parla di obblighi, sensi di colpa o ricatti emotivi. Parla di desiderio.
Convincere qualcuno a tornare non funziona se lo fai con la pressione. Funziona se riaccendi la nostalgia. Se fai ricordare cosa vi ha resi casa l’uno per l’altro. Non il dovere di stare insieme, ma la mancanza. Quella che punge quando sei solo, quella che ti fa pensare “qui sto bene, ma non è abbastanza”.
La nostalgia, dice Susanna Tamaro senza dirlo apertamente, è più persuasiva di mille argomenti razionali. Perché parla al cuore, e il cuore è notoriamente pessimo in matematica, ma bravissimo a decidere dove tornare.
La nostalgia è una forza da riconocere
Susanna Tamaro ci insegna che la nostalgia non è una debolezza da nascondere, ma una forza da riconoscere. È ciò che ci mette in viaggio quando restare fermi sarebbe più comodo. È il filo invisibile che lega ciò che siamo stati a ciò che possiamo ancora essere.
E se qualcuno che amiamo è lontano, forse non dobbiamo chiedergli di tornare. Dobbiamo solo aiutarlo a ricordare cosa gli manca davvero. Perché, come direbbe Susanna Tamaro, senza nostalgia non si parte. Ma quando arriva, il viaggio comincia da solo.
Frasi di Susanna Tamaro sulla nostalgia
- “Per mettersi in viaggio c’è bisogno della nostalgia di qualcosa.”
- “Vivremmo come automi, senza ricordi, senza speranze, né rimpianti, rimorsi o nostalgie. Niente ci toccherebbe il cuore né ci farebbe sentire meno soli.”
- “I ricordi tristi sonnecchiano per tanto tempo in una delle innumerevoli caverne del ricordo, stanno lì anche per anni. Per decenni, per tutta una vita.”
- “È il ricordo che costituisce l’essere umano, e le parole sono le tracce che lasciamo dietro di noi.”
- “Non piangere, ti dicevo, è vero che me ne andrò prima di te, ma quando non ci sarò più ci sarò ancora… e ti verranno in mente tutti i bei momenti passati insieme…”
- “Il passato non si può più modificare e il futuro non ci appartiene di diritto. Ciò che esiste davvero è il presente.”
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