La bellezza è un concetto che, nel corso dei secoli, ha impegnato filosofi e storici dell’arte. Ma è qualcosa di soggettivo o di oggettivo? Riflettere su questa domanda è fondamentale per superare molte delle nostre paure, in particolare quelle legate all’aspetto fisico – ergo, alla bellezza esteriore. E chi meglio di Voltaire può aiutarci a comprendere la vera natura della bellezza?

Un mondo di specchi e confronti
Con l’avvento dei social, la società appare sempre più orientata verso un ideale di bellezza effimero e stereotipato. Dopo i faticosi tentativi di ridimensionare l’importanza dell’estetica, si assiste oggi a un evidente passo indietro: l’aspetto esteriore viene costantemente esaltato.
Considerando la bellezza come un valore oggettivo, ci si confronta continuamente con modelli proposti da celebrità e influencer, prendendo a riferimento il corpo, l’immagine e lo stile. Questo confronto può trasformarsi in ossessione, spostando l’attenzione dal benessere e dall’accettazione di sé al bisogno di essere considerati belli secondo canoni estetici prefabbricati e venuti. Il risultato è l’incapacità di riconoscere che la vera bellezza è ben diversa da quella interiorizzata attraverso i social, ed è proprio su questo punto che il pensiero di Voltaire ci offre una chiave di lettura.
Chi era Voltaire
Voltaire e il suo Dizionario filosofico non hanno bisogno di presentazioni. Difensore delle libertà civili e sostenitore delle riforme, ha influenzato profondamente numerosi intellettuali, sia del suo tempo sia delle epoche successive. La sua opera, vasta e di grande rilievo, si distingue per l’ironia e lo stile incisivo, ma soprattutto per la vivacità del pensiero e l’uso di esempi, con cui chiarisce concetti complessi come quello del bello e della bellezza.
Il rospo vi dice cos’è la vera bellezza
È nel Dizionario filosofico – opera tanto ricca di insegnamenti quanto piacevole da leggere – che Voltaire, esponente dell’Illuminismo, affronta la relatività del concetto di bellezza.
Celebre è l’incipit:
“Chiedete a un rospo cos’è la bellezza, il bello assoluto, il to kalón. Vi risponderà che è la sua femmina, con i suoi due grossi occhi rotondi sporgenti dalla piccola testa, la gola larga e piatta, il ventre giallo, il dorso bruno.”
Poco dopo, aggiunge:
“Interrogate il diavolo: vi dirà che la bellezza è un paio di corna, quattro artigli e una coda.”
Con sottile ironia, Voltaire mostra come il bello sia sempre relativo allo sguardo di chi osserva, escludendo l’esistenza di un modello universale e valido per tutti. Da qui nasce il suo insegnamento: accettare e valorizzare se stessi per ciò che si è, perché solo una bellezza autentica, interiore ed esteriore, può essere riconosciuta e vista da chi ci vede per ciò che siamo davvero.
Frasi di Voltaire sulla bellezza
- “Consultate infine i filosofi: vi risponderanno con argomenti senza capo né coda; han bisogno di qualcosa conforme all’archetipo del bello in sé, al to kalòn.”
- “L’apprezzamento è una cosa meravigliosa; fa si che ciò che è eccellente negli altri appartenga anche a noi.”
- “Gli uomini sono eguali; non la nascita, ma la virtù fa la differenza.”
- “L’amore è di tutte le passioni la più forte perché attacca contemporaneamente la testa, il cuore e il corpo.”
Leggi altre frasi celebri di Voltaire e le frasi celebri sulla bellezza