Frasi sul desiderio di Seneca, utili per convincere tuo marito ad accontentare ogni richiesta senza batter ciglio

Lucio Anneo Seneca non era uno che parlava per frasi carine da incidere sui muri. Era uno che i muri li aveva visti da vicino, spesso metaforicamente, qualche volta quasi letteralmente. Filosofo, scrittore, uomo di potere, precettore di Nerone e, infine, vittima dello stesso potere che aveva frequentato: Seneca è uno di quei personaggi che non puoi liquidare con un “era un saggio”. Era molto di più. Era uno che conosceva benissimo il desiderio, perché lo aveva osservato negli altri, ma soprattutto perché lo aveva combattuto dentro di sé. E quando Seneca parla di desiderio, non lo fa mai con tono romantico o indulgente. Niente cuoricini, niente “segui i tuoi sogni”. Il suo approccio è più simile a: “Ok, desiderare è umano, ma se non impari a tenere a bada quello che vuoi, finirai male. Molto male”.

Frasi sul desiderio di Seneca
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Seneca: un uomo che il desiderio lo conosceva bene

Seneca nasce a Cordova, cresce a Roma, studia retorica e filosofia, frequenta i palazzi del potere e accumula ricchezze. Non esattamente la vita monastica che ci aspetteremmo da uno stoico modello. E infatti è proprio questa contraddizione a renderlo interessante. Seneca non scrive da una cattedra astratta, ma da una vita vissuta tra ambizione, successo, paura di perdere tutto e costante senso di precarietà.

Ne parla soprattutto nelle Lettere a Lucilio e nei trattati morali, dove il desiderio diventa uno dei grandi nemici interiori dell’uomo. Non perché sia sbagliato desiderare, ma perché il desiderio, se lasciato libero, non conosce mai la parola “basta”.

E qui Seneca è chiarissimo:

Il desiderio e la paura sono le catene dell’anima.”

Una frase che sembra scritta ieri, magari dopo aver visto qualcuno aggiornare compulsivamente il carrello di un sito di shopping online.

Cos’è il desiderio per Seneca

Per Seneca il desiderio non è semplicemente voler qualcosa. È uno stato mentale che nasce dall’illusione che ci manchi sempre qualcosa per essere completi. Ed è un’illusione pericolosa, perché più ottieni, più vuoi. Lui lo dice senza giri di parole:

Chi ha molto desidera di più: questo è segno che non ha ancora abbastanza. Chi ha abbastanza ha raggiunto quel che mai capita a un ricco: la fine dei desideri.”

Il problema, quindi, non è la povertà o la ricchezza, ma il rapporto che abbiamo con ciò che vogliamo. Non a caso scrive anche:

Non è povero chi ha poco, ma chi desidera di più.”

E qui Seneca colpisce dritto allo stomaco dell’ego umano, quello che non è mai soddisfatto, neanche quando dovrebbe esserlo.

Mortali nelle paure, immortali nei desideri

Ed eccoci alla frase che riassume tutto il suo pensiero sul tema:

Temiamo tutto in quanto mortali, ma desideriamo tutto come se fossimo immortali.”

Questa frase è un capolavoro di lucidità. Seneca ci sta dicendo che viviamo in una contraddizione permanente. Da una parte abbiamo paura di tutto: della malattia, del fallimento, della vecchiaia, del tempo che passa. Dall’altra, desideriamo come se il tempo non esistesse, come se avessimo infinite possibilità, infinite occasioni, infinite rate mensili da pagare. Desideriamo tutto e subito, rimandando il limite a un futuro che non arriva mai. E intanto l’anima si stanca, si agita, si incatena. Perché, come scrive Seneca:

 “Chi non limita i suoi desideri, sarà sempre schiavo di ciò che vuole.”

Perché Seneca può esserci sorprendentemente utile… anche in coppia

Ora, prendiamo questa frase e usiamola con un pizzico di creatività pratica. Se desideriamo tutto come se fossimo immortali, perché mai dovremmo limitarci quando si tratta di convincere i mariti a realizzare i nostri desideri senza battere ciglio?

Il ragionamento è semplice, quasi senecano: se tanto desideriamo comunque, se il desiderio è una forza naturale e inarrestabile, tanto vale assecondarlo… soprattutto quando riguarda viaggi, cene, ristrutturazioni, scarpe “assolutamente necessarie” e piccoli grandi sogni quotidiani.

Dopotutto, come dice Seneca, “Nessuno è contento della sua sorte, anche se la sorte lo fa contento.” Quindi tanto vale migliorare quella sorte, no? E se il desiderio è inevitabile, meglio condividerlo e realizzarlo insieme, invece di combatterlo inutilmente.

Desideriamo meno, viviamo meglio

Attenzione però: Seneca non ci sta dicendo di diventare capricciosi cronici. Il suo messaggio finale è molto più sottile:

Non c’è uomo più infelice di colui che non conosce il limite dei propri desideri. Il limite non serve a spegnere la felicità, ma a renderla possibile.”

Perché, come conclude con disarmante semplicità:

La povertà, quando è contenta, è vera ricchezza.”

E forse è proprio qui la lezione più attuale di Seneca: desiderare meno non significa vivere meno, ma vivere meglio. E magari, nel frattempo, ottenere anche quello che vogliamo…

Frasi sul desiderio di Seneca

  1. Chi ha molto desidera di più: questo è segno che non ha ancora abbastanza. Chi ha abbastanza ha raggiunto quel che mai capita a un ricco: la fine dei desideri.”
  2. Non è povero chi ha poco, ma chi desidera di più.”
  3. Nessuno è contento della sua sorte, anche se la sorte lo fa contento.”
  4. La povertà, quando è contenta, è vera ricchezza.”
  5. Il desiderio e la paura sono le catene dell’anima.”
  6. Chi non limita i suoi desideri, sarà sempre schiavo di ciò che vuole.”
  7. Non c’è uomo più infelice di colui che non conosce il limite dei propri desideri.”

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