La frase di Anna Mazzamauro che affonda Paolo Villaggio: “Disse che ero un cesso e mi snobbava perché non ero ricca”

C’è un momento, nella vita di ogni attore, in cui il personaggio rischia di mangiarsi la persona. Anna Mazzamauro quel momento lo ha vissuto, attraversato, digerito e – a modo suo – anche restituito al mittente. Perché sì, per milioni di italiani lei sarà sempre e comunque la Signorina Silvani, la vamp improbabile e irresistibile dei film di Fantozzi. Ma Anna Mazzamauro è molto di più: è una donna intelligente, ironica, coltissima, con una memoria affilata e una lingua che non fa sconti a nessuno, nemmeno (e soprattutto) ai miti intoccabili.

frase di Anna Mazzamauro che affonda Paolo Villaggio

Il rapporto di Anna Mazzamauro con Paolo Villaggio

Negli ultimi anni, e ancora di più nelle sue interviste più recenti, Anna Mazzamauro ha raccontato senza nostalgia e senza zucchero il suo rapporto con Paolo Villaggio. Un rapporto fatto di lavoro, stima artistica, ma anche distanza emotiva, fraintendimenti e qualche colpo basso incassato con stile. Uno su tutti, diventato ormai una frase-manifesto del suo modo di stare al mondo e nello spettacolo:

Villaggio in tv disse di me che mi aveva scelta come si sceglie un cesso, e gli replicai a muso duro: poi, a telecamere spente, mi disse che ero bellissima. Però non mi frequentava perché lui si vedeva solo con i ricchi.”

Una frase che fa ridere, certo. Ma che, se la si ascolta bene, racconta molto di più.

La Silvani e il peso di una scelta “da cesso”

Quando Paolo Villaggio raccontò in televisione di aver scelto Anna Mazzamauro “come si sceglie un cesso”, lo fece con quella brutalità comica che era parte integrante del suo personaggio pubblico. Una battuta feroce, figlia di un’epoca in cui certe cose si dicevano, si rideva e si andava avanti. Ma Anna Mazzamauro non era – e non è mai stata – una comparsa muta.

La sua reazione fu immediata, diretta, “a muso duro”, come lei stessa racconta. Perché dietro quella battuta c’era il rischio di ridurre una carriera, un talento e una donna a una scelta casuale, quasi igienica. E invece no: la Signorina Silvani non funzionava per caso. Funzionava perché Anna Mazzamauro le aveva dato corpo, voce, tempi comici, disperazione, erotismo grottesco e una profondità che spesso viene dimenticata.

E qui arriva il paradosso: a telecamere spente, Paolo Villaggio le dice che è bellissima. Un complimento tardivo, privato, quasi riparatore. Ma che non cancella la distanza.

Paolo Villaggio: stima artistica, zero confidenza

Anna Mazzamauro non ha mai detto di odiare Paolo Villaggio. Anzi, lo riconosce come un genio assoluto, un intellettuale travestito da comico, un osservatore spietato dell’Italia. Ma non lo ha mai definito un amico. Perché non lo era.

Lei stessa lo dice con una semplicità che fa quasi male: Paolo Villaggio frequentava solo persone ricche. Gente del suo giro, del suo status, del suo mondo. Anna no. Anna era una lavoratrice dello spettacolo, colta ma non mondana, ironica ma non servile. E soprattutto non faceva parte di quel club.

Questo non ha impedito loro di lavorare insieme in modo straordinario, ma ha segnato un confine umano che Anna Mazzamauro non ha mai cercato di superare forzatamente. Nessuna rivendicazione, nessuna lagna: solo un dato di fatto raccontato con lucidità e una punta di amaro sarcasmo.

Una carriera molto più ampia di quanto si ricordi

Ridurre Anna Mazzamauro alla Silvani è uno degli errori più comuni del pubblico. La sua carriera teatrale è vastissima, raffinata, spesso colta e coraggiosa. Ha lavorato con testi impegnativi, con monologhi complessi, portando in scena donne fragili, feroci, ironiche, sempre profondamente umane.

Per lei il teatro non è mai stato un ripiego rispetto al cinema, ma un luogo di verità. Lo ha raccontato più volte, anche nei suoi libri, dove ha messo nero su bianco ricordi, riflessioni e osservazioni sul mondo dello spettacolo, senza mai indulgere nell’autocommiserazione. Scrivere, per Anna Mazzamauro, è un altro modo di stare in scena: più silenzioso, ma non meno incisivo.

Anche la televisione, con i suoi programmi e le sue apparizioni, è sempre stata vissuta con un certo distacco. Non come fine ultimo, ma come mezzo. Uno strumento utile, a volte necessario, spesso deludente.

L’ironia come forma di autodifesa

Se c’è una cosa che Anna Mazzamauro non ha mai perso è l’ironia. Un’ironia intelligente, spesso tagliente, mai consolatoria. Ridere, per lei, non significa addolcire la realtà, ma renderla più sopportabile senza mentire.

Quando parla di Paolo Villaggio, del successo, delle occasioni mancate o delle etichette appiccicate addosso, non cerca assoluzioni né colpevoli. Racconta. E nel racconto lascia che il pubblico capisca da solo.

Forse è questo che la rende ancora così attuale: la capacità di dire cose scomode con leggerezza, di smontare i miti senza distruggerli, di parlare di ferite senza trasformarle in spettacolo. Anna Mazzamauro, oggi, è una donna che si è ripresa la sua voce. E lo fa come ha sempre fatto: con intelligenza, sarcasmo e una verità che, a volte, fa più rumore di mille risate.

Frasi celebri di Anna Mazzamauro

  1. È colpa sua: lei è vecchio e c’ha il seme lento, ci mette di più.”
  2. Mi conquisti, mi seduchi. Ecco… mi colghi una stella alpina.”
  3. Mortacci sua! Che me so’ persa per trent’anni! E chi lo sapeva che era così? Che me so’ persa!

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