Massimo Cacciari non è il tipo di uomo che rassicura. Non consola, non addolcisce, non semplifica. Se potesse, probabilmente toglierebbe anche le istruzioni di montaggio alla vita. Eppure, proprio per questo, quando parla di desiderio riesce a dire qualcosa che resta addosso. Qualcosa che non ti fa sentire più tranquillo, ma più vivo. Perché per Cacciari il desiderio non è un poster motivazionale appeso al muro, ma una forza inquieta, rischiosa, destabilizzante. Una di quelle cose che, se le prendi sul serio, ti cambiano la traiettoria.

Chi è Massimo Cacciari
Massimo Cacciari è insieme filosofo, intellettuale pubblico, ex sindaco di Venezia e, diciamolo, personaggio mediatico con una certa allergia alle frasi semplici. Il suo modo di parlare è denso, a volte spigoloso, spesso volutamente scomodo. Non cerca l’applauso facile, anzi: sembra quasi diffidarne. Il suo pensiero nasce da una frequentazione profonda della filosofia europea, da Nietzsche a Heidegger, passando per la tradizione teologica e politica. Tutto questo si riflette anche nel modo in cui affronta il tema del desiderio: niente psicologia spicciola, niente consigli da life coach, niente “segui il tuo cuore e andrà tutto bene”.
Che cos’è il desiderio per Cacciari
Per Massimo Cacciari il desiderio non è mancanza da colmare rapidamente, né capriccio da soddisfare. È tensione. È movimento. È apertura. Il desiderio, nel suo pensiero, non nasce da ciò che conosciamo bene, ma da ciò che ci sfugge. Non è una richiesta di sicurezza, ma un’esposizione al possibile. Ed è proprio qui che arriva una delle sue affermazioni più illuminanti e insieme più scomode:
“Desiderare è rischiare: il desiderio implica un’apertura all’ignoto e al possibile.”
Questa frase dice tutto e non consola nessuno. Perché se desiderare è rischiare, allora non esiste desiderio senza paura. E soprattutto non esiste desiderio senza la possibilità di fallire.
Perché desiderare è un rischio
Il rischio, per Cacciari, non è un effetto collaterale del desiderio: è la sua condizione naturale. Desiderare significa ammettere che non controlliamo tutto, che non sappiamo come andrà, che potremmo anche perderci qualcosa per strada. Il desiderio rompe l’equilibrio, incrina le abitudini, mette in crisi le certezze. È una forza che ci spinge fuori dalla zona protetta del “così almeno so come va a finire”. Ed è per questo che spesso preferiamo desideri piccoli, educati, possibilmente garantiti. Ma per Cacciari, quelli non sono veri desideri: sono strategie di sopravvivenza emotiva.
Desiderare vuol dire metterci in gioco
Dire che “desiderare è rischiare” non significa invitarci all’incoscienza. Significa dirci la verità. Ci ricorda che non possiamo volere qualcosa di autentico senza mettere in gioco qualcosa di nostro. Senza accettare l’idea che potremmo cambiare, perdere, sbagliare strada.
Ed è qui che quella frase diventa sorprendentemente utile. Perché se accettiamo che il rischio fa parte del desiderio, smettiamo di chiedere al desiderio di garantirci sicurezza. E iniziamo invece a chiederci se siamo disposti a vivere davvero ciò che vogliamo.
Desiderare senza paura
Cacciari non ci invita a essere coraggiosi nel senso hollywoodiano del termine. Ci invita a essere onesti. A riconoscere che ogni desiderio autentico comporta una perdita: di controllo, di stabilità, di immagine. Ma anche a capire che evitare il rischio non ci protegge davvero: ci immobilizza.
Accettare il rischio del desiderio significa smettere di aspettare il momento perfetto, la garanzia assoluta, l’approvazione universale. Significa sapere che il desiderio non è una polizza assicurativa, ma un atto di esposizione. E che proprio per questo vale la pena. Il desiderio, per Cacciari, non è quindi qualcosa da addomesticare, ma da attraversare. Con intelligenza, certo. Ma anche con una buona dose di inquietudine.
Accettiamo il rischio
Massimo Cacciari ci ricorda una cosa semplice e difficile insieme: desiderare non è per chi cerca tranquillità. È per chi accetta di non sapere tutto, di non controllare tutto, di non vincere sempre. Ma è anche l’unico modo per non vivere in modalità risparmio energetico. Perché se è vero che desiderare è rischiare, è altrettanto vero che non desiderare è rinunciare in partenza. E quello sì che è un rischio enorme.
Frasi di Cacciari sul desiderio
- “Il desiderio è la spinta originaria che muove l’uomo verso l’altro, verso ciò che non ha, verso l’oltre.”
- “Il desiderio è sempre contraddittorio: vuole ciò che non può avere, e questa sua stessa impossibilità lo rende vivo.”
- “Non c’è libertà senza desiderio, perché è nel desiderio che si misura la possibilità dell’autenticità.”
- “Il desiderio ha una natura paradossale, è insieme forza creatrice e fonte di frustrazione.”
- “Nella tradizione filosofica, il desiderio è sempre stato legato al problema del limite, dell’infinito che cerca il finito.”
- “Il desiderio autentico è quello che si alimenta di mancanza, ed è questa mancanza che dà senso alla vita.”
- “Desiderare significa non accontentarsi mai, significa vivere nell’anelito dell’assenza.”
- “Il desiderio è una tensione verso l’oltre, che si apre alla possibilità e all’incertezza.”
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