La frase di Crepet che ci spinge a rischiare per non spegnerci: “Senza rischi non si cresce: sogna, ama, sbaglia!”

Paolo Crepet non accarezza. Paolo Crepet scuote. A volte infastidisce, spesso divide, quasi sempre costringe a fermarsi un attimo e pensare: “E se avesse ragione lui?”. Psichiatra, sociologo, saggista e instancabile conferenziere, Crepet è diventato negli anni un personaggio pubblico riconoscibile, diretto, ironico e talvolta spietato. Uno che non ama i giri di parole, soprattutto quando si parla di paure, sogni e rischi. Temi che per lui non sono concetti astratti da manuale di psicologia, ma nervi scoperti della nostra società. Tra le sue frasi più citate c’è questa, che riassume perfettamente il suo pensiero:

Senza rischi non si cresce, la paura di sbagliare sta spegnendo sogni, ambizioni e unicità.

Una frase che non consola, ma sveglia. E che, proprio per questo, può diventare una spinta potente per rimettere in moto desideri e coraggio.

frase di Crepet che ci spinge a rischiare

Chi è Paolo Crepet

Crepet non è mai stato lo psicologo da frasi dolci e rassicuranti. Nei suoi libri, nei suoi interventi pubblici e nelle conferenze che riempiono teatri, insiste su un punto preciso: la vita è complessa, faticosa e imperfetta. E fingere il contrario è una forma di autoinganno.

Crepet porta con sé una formazione solida e un’esperienza lunga, maturata tra clinica, ricerca e osservazione sociale. Come personaggio, ha scelto di parlare chiaro, anche a costo di risultare antipatico. Il suo stile è diretto, talvolta provocatorio, spesso ironico. Ma sempre coerente con un’idea centrale: stiamo crescendo una società iperprotetta, terrorizzata dall’errore, incapace di immaginare il futuro.

Rischio, paura e sogni: cosa rappresentano per Crepet

Per Crepet il rischio non è un capriccio né una sfida inutile. È una necessità. Rischiare significa esporsi, sbagliare, cadere e rialzarsi. In altre parole, significa vivere davvero. La paura, invece, non è il nemico in sé. Diventa un problema quando prende il controllo, quando paralizza, quando impedisce di fare il primo passo.

Nei suoi scritti e interventi, Crepet denuncia una paura diffusa di fallire, di non essere all’altezza, di deludere aspettative spesso imposte da altri. Una paura che nasce presto, già nell’infanzia, alimentata da adulti che vogliono proteggere da tutto: dalle delusioni, dai voti bassi, dalle scelte sbagliate. Peccato che, così facendo, si spenga anche il desiderio di osare.

I sogni, per Crepet, non sono fantasie ingenue. Sono progetti vitali. Sono ciò che dà direzione, identità, unicità. Quando una persona smette di sognare, non diventa più realista: diventa più povera, interiormente.

Senza rischi non si cresce

Quando Crepet afferma che senza rischi non si cresce, non sta invitando all’incoscienza. Sta ricordando una verità semplice e scomoda: ogni crescita comporta una perdita di sicurezza. Imparare significa uscire da ciò che si conosce. Cambiare significa rinunciare a qualcosa. Scegliere significa escludere.

Secondo Crepet, oggi viviamo in una cultura che ha trasformato l’errore in una colpa. Sbagliare non è più parte del percorso, ma una macchia da evitare a ogni costo. Il risultato? Persone prudentissime, preparatissime, informate… e immobili. Giovani che hanno mille possibilità ma pochissimo coraggio. Adulti che restano in vite che non li rappresentano più, per paura di perdere ciò che hanno, anche se non li rende felici. La paura di sbagliare, dice Crepet, sta spegnendo sogni e ambizioni perché rende tutto provvisorio, timido, trattenuto. E soprattutto sta cancellando l’unicità, perché seguire strade già battute sembra più sicuro che inventarne una propria.

Perché questa frase può esserci utile

La forza di questa frase sta nel suo essere scomoda. Non promette risultati, non garantisce successi. Dice solo una cosa: se non rischi, non cresci. Ed è una responsabilità tutta nostra. Può esserci utile perché ribalta la prospettiva. Il problema non è avere paura, ma lasciare che la paura decida al posto nostro. Il problema non è fallire, ma non provarci nemmeno. In un’epoca in cui siamo ossessionati dalla performance e dal giudizio, Crepet ci ricorda che la crescita non è una linea retta, ma un percorso pieno di deviazioni.

Questa frase ci sprona a sognare perché restituisce dignità al tentativo. A quel “ci provo” che oggi sembra quasi imbarazzante. Ci invita a rischiare non per dimostrare qualcosa agli altri, ma per non tradire noi stessi. E, in fondo, ci dice che la vera sconfitta non è sbagliare, ma smettere di desiderare.

Crepet non offre ricette facili. Offre domande. E forse è proprio questo il suo valore più grande: costringerci a chiederci se stiamo vivendo per paura o per scelta. Perché crescere fa paura, sì. Ma restare fermi, alla lunga, fa molto più male.

Frasi sui sogni di Paolo Crepet

  1. I sogni sono fondamentali: non vanno mai abbandonati. Sono la nostra essenza, la nostra identità.”
  2. Un sogno non è qualcosa che si realizza da solo, ma è il frutto di un percorso, di una fatica, di un impegno.”
  3. I sogni hanno bisogno di essere alimentati ogni giorno con la passione e la determinazione.”
  4. Senza sogni non c’è futuro. Senza desideri non c’è crescita.”
  5. I genitori devono lasciare che i figli inseguano i propri sogni, non imporre i propri.”
  6. La società moderna ci vuole tutti uguali, ma è nei sogni che si manifesta la nostra unicità.”

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