La frase di Gabriella Tupini che ci aiuta a fregarcene delle critiche: “Non devi piacere a tutti, smetti di difenderti”

C’è un momento, nella vita di tutti, in cui scatta una rivelazione: non importa quanto tu sia educato, competente, disponibile o persino brillante, qualcuno avrà comunque qualcosa da ridire. Gabriella Tupini questo momento non solo lo ha vissuto, ma lo ha anche messo nero su bianco, raccontandolo con lucidità e una buona dose di sano realismo. Il suo messaggio è semplice, quasi disarmante, eppure profondamente rivoluzionario:

Non devi piacere a tutti. Quando smetti di difenderti dalle critiche cominci davvero a stare bene.”

Una frase che consola, provoca e, soprattutto, libera.

frase di Gabriella Tupini che ci aiuta a fregarcene delle critiche

Chi è Gabriella Tupini

Gabriella Tupini è una voce che non cerca il consenso a tutti i costi. Ed è proprio questo che la rende interessante. Nei suoi scritti e nei suoi interventi pubblici emerge una donna che osserva il mondo – e le persone – senza filtri superflui, ma anche senza cinismo. Non indulge nel vittimismo, non santifica la sofferenza e non vende soluzioni miracolose. Parla di vita reale, fatta di giudizi, commenti non richiesti, critiche spesso travestite da consigli.

Il personaggio pubblico e la persona coincidono in un punto fondamentale: la consapevolezza che il giudizio altrui dice molto più di chi lo esprime che di chi lo riceve. Ed è qui che la critica smette di essere una minaccia e diventa uno strumento di lettura.

Cosa sono le critiche per Gabriella Tupini

Per Gabriella Tupini le critiche non sono tutte uguali. Non sono un mostro da combattere né un veleno da ingoiare in silenzio. Sono segnali. Rumori di fondo. A volte utili, spesso inutili, talvolta tossici. Il problema, spiega, non è la critica in sé, ma il modo in cui noi le attribuiamo potere.

Difendersi sempre, giustificarsi continuamente, spiegare ogni scelta come se fosse sotto processo è stancante. E, alla lunga, inutile. Perché chi attacca non cerca davvero spiegazioni: cerca conferme, sfoghi o semplicemente attenzione. Continuare a difendersi significa restare intrappolati nel gioco dell’altro.

Non devi piacere a tutti“: una frase che fa bene alla salute mentale

La frase chiave su cui ruota questo pensiero – “Non devi piacere a tutti. Quando smetti di difenderti dalle critiche cominci davvero a stare bene” – non è un invito alla maleducazione o al menefreghismo. È un richiamo alla realtà. Piacere a tutti non è solo impossibile, è anche sospetto. Se nessuno ti critica, probabilmente non stai facendo nulla di significativo.

Smettere di difendersi non significa accettare tutto passivamente, ma scegliere con cura a cosa dare spazio. Significa smettere di spiegare la propria vita a chi non ha alcun interesse a capirla. È una forma di risparmio energetico emotivo, e anche un atto di maturità.

Guardare chi ci attacca prima delle sue parole

Uno dei passaggi più interessanti del pensiero di Gabriella Tupini è questo: prima di ascoltare le parole, osserva la persona che le pronuncia. Chi è? Da dove parla? Che tipo di relazione ha con sé stesso e con il mondo?

Quando impariamo a fare questo, le critiche perdono gran parte del loro potere. Un attacco gratuito, detto con rabbia o frustrazione, smette di sembrare una sentenza e diventa ciò che è: uno sfogo. Un commento velenoso, se arriva da chi vive costantemente nel giudizio, racconta più una prigione interiore che una verità oggettiva. Questo cambio di prospettiva è fondamentale, perché ci sposta dal contenuto emotivo delle parole alla loro origine. E quando capiamo l’origine, diventiamo automaticamente meno vulnerabili.

Meno vulnerabili, non più duri

Attenzione: diventare meno vulnerabili non significa diventare freddi o insensibili. Gabriella Tupini non invita a costruire muri, ma a rafforzare i confini. La vulnerabilità sana resta, perché è ciò che ci permette di crescere, imparare e cambiare. Quella tossica, invece, nasce quando ogni critica diventa un colpo diretto all’autostima.

Imparare a distinguere tra le due è un’abilità che si costruisce nel tempo, anche sbagliando. E va bene così. Perché, come suggerisce implicitamente il suo pensiero, stare bene non è uno stato permanente, ma una pratica quotidiana.

La libertà di essere indigesti

Gabriella Tupini ci ricorda una verità scomoda ma liberatoria: a volte essere fedeli a sé stessi significa risultare indigesti a qualcuno. E va bene così. Non siamo al mondo per essere approvati in massa, ma per vivere con coerenza.

Smettere di difendersi dalle critiche non ci rende deboli, ci rende selettivi. E quando iniziamo a guardare chi ci attacca prima di ascoltare cosa dice, smettiamo di farci male con parole che non ci appartengono. Forse non piaceremo a tutti. Ma, finalmente, piaceremo a noi stessi. E, sorprendentemente, questo basta.

Frasi di Gabriella Tupini sulla consapevolezza

  1. La consapevolezza è quella cosa che si sente senza bisogno di prove all’esterno. Naturalmente è importante non essere creduli, perché la maggior parte dell’umanità lo è.”
  2. Riconoscere in modo decondizionato indica un processo in cui alcuni dogmi della mente cadono, cioè si comincia a mettere in dubbio tutto quello che ci hanno raccontato, e questo fa cadere dei dogmi.”
  3. Man mano che cade la mente condizionata, noi cominciamo a vedere con occhi diversi il mondo.”
  4. Il capire profondamente, veramente le cose, non dipende dalla cultura, anche se ad alcune persone la cultura serve ad aprire un pochino la coscienza.”
  5. La consapevolezza è liberarsi dei credo che ci hanno dato gli altri e poter dubitare di tutto.”

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