Umberto Galimberti è uno di quei filosofi che, appena apre bocca, ti costringe a guardare la vita in faccia. Non è solo un accademico, non è solo uno scrittore, non è solo un commentatore della società moderna: è uno che riesce a parlare di cose complicate con parole che tutti possiamo capire. E quando parla di matrimonio, beh… è come se ti desse un manuale di sopravvivenza emotiva, condito da qualche colpo di ironia e da un po’ di sano realismo. Perché, secondo lui, sposarsi non è una passeggiata, e l’amore non è la stessa cosa delle passioni che ci travolgono come un tornado in una giornata di vento.

Chi è Umberto Galimberti
Umberto Galimberti è filosofo, sociologo e psicanalista. Scrive libri, tiene conferenze, appare in tv e sui giornali, e riesce sempre a catturare l’attenzione di chiunque, dal liceale curioso al pensionato che cerca di capire perché la gioventù di oggi sembri vivere sempre di passioni esplosive e niente di duraturo.
La sua forza sta nel riuscire a collegare filosofia, psicologia e vita quotidiana. E quando tocca il tema del matrimonio, Galimberti non si tira indietro: ci parla di passione, responsabilità, sacrificio e, soprattutto, di arte. Sì, avete capito bene: arte.
Il matrimonio secondo Galimberti
Per Galimberti il matrimonio non è un gioco, non è un “ti amo oggi, ti amo domani” e basta. È qualcosa che richiede impegno, consapevolezza e la capacità di creare qualcosa di grande, come fa un artista con la sua opera. E qui arriva la frase che fa pensare, riflettere e, ammettiamolo, un po’ spaventare:
“O siete capaci di qualcosa di simile a quello che ha fatto Michelangelo con Mosè o evitate i matrimoni e non imbarcatevi nell’amore, rimanete a quel livello elementare che sono le passioni, lì sono buoni tutti, non dovete far niente, vi rapiscono le passioni.”
Tradotto in parole più semplici: se vuoi sposarti, non puoi improvvisare. Non basta l’emozione del momento, non basta l’innamoramento travolgente, non basta lasciarsi guidare dalle pulsioni più immediate. Il matrimonio è come scolpire il Mosè di Michelangelo: richiede pazienza, dedizione, competenza e amore vero, inteso come capacità di creare qualcosa che duri nel tempo. Se non sei pronto a questo, meglio fermarsi alle passioni, che sono belle, intense, travolgenti, ma fragili e spesso effimere.
Perché questa frase è utile
La frase di Galimberti non è solo filosofica, è anche pratica. Ci ricorda che l’amore senza responsabilità è un fuoco di paglia. Se ci si limita alle passioni, tutto sembra facile, bello e divertente: ma prima o poi, quando la vita vera bussa alla porta, l’incendio delle passioni si spegne e restano soltanto macerie. Capire il matrimonio come un’opera d’arte significa imparare a lavorarci giorno dopo giorno, a modellarlo con cura, a gestire i conflitti, a coltivare la complicità e a non aspettarsi che tutto sia sempre emozionante.
Il filosofo non dà ricette magiche, ma con le sue parole ci indica una strada chiara: non confondere l’amore con le passioni, non fare del matrimonio un salto nell’ignoto solo perché l’emozione lo chiede, e soprattutto, impegnati a creare qualcosa di duraturo. Come un artista, osserva, valuta, scolpisce, corregge e rifinisce. E quando l’opera è finita, quando il Mosè è completo, puoi ammirarlo, orgoglioso del lavoro fatto. Nel matrimonio è lo stesso: l’opera siete voi due insieme, la vostra vita condivisa.
L’amore e le passioni
Galimberti è chiaro anche su un punto fondamentale: le passioni sono buone, ma non sono sufficienti per costruire un matrimonio. Le passioni travolgono, emozionano, fanno battere il cuore, ma come dice lui, “vi rapiscono”. E chi si lascia rapire troppo spesso scopre, con amarezza, che il matrimonio non è un romanzo rosa: è un impegno reale, quotidiano, che richiede attenzione, sacrificio e, soprattutto, arte nel senso più alto della parola.
Il matrimonio deve essere un capolavoro
Leggere Galimberti sul matrimonio è come ricevere una sveglia filosofica: ti ricorda che l’amore è bello, le passioni sono irresistibili, ma se vuoi sposarti e farlo bene, devi essere capace di creare un capolavoro insieme al tuo partner. Non basta lasciarsi trasportare, non basta emozionarsi: serve impegno, cura e pazienza. Se ci riesci, allora sì, il matrimonio diventa un’opera d’arte che dura nel tempo. Se non ci riesci, meglio non imbarcarsi in questa avventura, godersi le passioni e lasciare che il Mosè resti al suo posto, nella Cappella Sistina, mentre tu… beh, continui a vivere, ma senza illusioni.
Frasi di Umberto Galimberti sul matrimonio
- “Il matrimonio è un’opera d’arte, una sorta di sguardo un po’ simile a quello che Michelangelo aveva per il Mosè; continuava a scolpirlo, mai soddisfatto e alla fine, quando avrebbe raggiunto la perfezione, gli ha scaraventato addosso lo scalpello e gli ha chiesto “perché non parli!’. C’è qualcosa ancora di segreto in quel marmo.”
- “O siete capaci di qualcosa di simile a quello che ha fatto Michelangelo con Mosè o evitate i matrimoni e non imbarcatevi nell’amore, rimanete a quel livello elementare che sono le passioni, lì sono buoni tutti, non dovete far niente, vi rapiscono le passioni.”
- “Con l’innamoramento non dovete far niente, ma il salto mortale è passare dall’innamoramento all’amore e, ancora più difficile, al matrimonio, che è una decisione eterna.”
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