La frase di Oscar Wilde che ti mostra come fare a non invecchiare mai del tutto: “Non rinunciare mai all’entusiasmo”

C’è chi teme la vecchiaia come una condanna inevitabile e chi la considera un privilegio. Poi c’è Oscar Wilde, che riesce a fare entrambe le cose: temerla e prenderla in giro, osservarla e smascherarla. Con la sua ironia tagliente e la sua eleganza provocatoria, Oscar Wilde non parla della vecchiaia come di un fatto biologico, ma come di un fatto spirituale. La sua frase più celebre sul tema è una piccola bomba esistenziale:

Nessuno invecchia semplicemente vivendo un numero di anni. Invecchiamo abbandonando i nostri ideali. Gli anni possono rugare la pelle, ma rinunciare all’entusiasmo mette le rughe all’anima.”

Queste parole non sono solo belle da leggere o da condividere sui social. Sono un invito a guardarci allo specchio; non quello del bagno, ma quello interiore. E a farci una domanda scomoda: sto davvero vivendo, o sto solo accumulando anni?

frase di Oscar Wilde che ti mostra come fare a non invecchiare
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Invecchiamo abbandonando i nostri ideali”: cosa significa

La prima parte della frase è quasi consolatoria: “Nessuno invecchia semplicemente vivendo un numero di anni”. Oscar Wilde ribalta la prospettiva. Il tempo, da solo, non basta a renderci vecchi. Il punto centrale è l’abbandono degli ideali.

Gli ideali sono ciò che ci fa alzare la mattina con una scintilla negli occhi. Possono essere grandi (cambiare il mondo) o piccoli (imparare a suonare il pianoforte a 60 anni). Quando smettiamo di crederci, iniziamo a invecchiare dentro.

Gli studi moderni sembrano dargli ragione. Diverse ricerche in ambito psicologico – come quelle sulla “purpose in life” condotte in università americane – mostrano che avere uno scopo nella vita è correlato a una maggiore longevità e a un miglior benessere psicologico. Non è magia: è motivazione.

In altre parole, Oscar Wilde aveva intuito con l’arte ciò che oggi la scienza conferma: senza ideali, ci spegniamo.

Le rughe dell’anima

Rinunciare all’entusiasmo mette le rughe all’anima.”

Questa è la parte più poetica e più feroce. Le rughe sulla pelle sono inevitabili. E, diciamolo, anche dignitose. Sono il segno delle risate, delle preoccupazioni, delle esperienze vissute. Ma le “rughe dell’anima”? Quelle fanno più male.

Quando Oscar Wilde parla di entusiasmo, non intende un’allegria superficiale. Intende quella forza vitale che ci spinge a desiderare, a progettare, a innamorarci delle idee. In un’altra sua celebre battuta dice:

La tragedia della vecchiaia non è che si è vecchi, ma che si è giovani.”

Sembra un paradosso, ma non lo è. Oscar Wilde intende che dentro di noi rimane sempre una parte giovane, desiderosa, curiosa. Il dramma nasce quando quella parte viene ignorata, soffocata dalle convenzioni, dalla paura del giudizio, dalla rassegnazione.

Come non invecchiare mai del tutto: la lezione pratica di Oscar Wilde

La frase di Oscar Wilde non è solo filosofia elegante. È una guida pratica. Non invecchiare mai del tutto significa:

  • continuare ad avere desideri (anche se cambiano forma);
  • non smettere di imparare;
  • non lasciarsi definire solo dall’età anagrafica.

Facciamo esempi concreti. Una persona di 70 anni che decide di iscriversi a un corso di pittura non sta “sfidando l’età”: sta difendendo i propri ideali.

Un cinquantenne che cambia lavoro per inseguire una passione non è irresponsabile: sta proteggendo il proprio entusiasmo.

Un nonno che gioca a terra con i nipoti non è “giovanile”: è vivo.

Oscar Wilde, con il suo stile ironico, probabilmente aggiungerebbe che l’unica cosa davvero ridicola è prendere troppo sul serio la propria carta d’identità.

Perché questa frase può salvarci

Viviamo in un’epoca paradossale. Da un lato idolatriamo la giovinezza eterna; dall’altro siamo spesso cinici, disillusi, stanchi già a trent’anni.La frase di Wilde è uno schiaffo elegante: puoi avere vent’anni ed essere già vecchio dentro. Oppure puoi averne ottanta ed essere ancora acceso. La vera giovinezza, secondo Oscar Wilde, non è una questione di collagene. È una questione di ideali.

E allora forse la domanda non è: “Quanti anni ho?” Ma: “Cosa mi entusiasma ancora?” Se la risposta è “nulla”, è il momento di preoccuparsi. Se la risposta è “qualcosa”, anche piccolo, allora sei ancora giovane.

Le rughe giuste

Oscar Wilde ci lascia un’eredità preziosa: il coraggio di restare fedeli a noi stessi. Gli anni passeranno comunque. La pelle cambierà. I capelli pure (quando restano). Ma l’anima può restare liscia, luminosa, curiosa.

Non si tratta di negare il tempo. Si tratta di non tradire i propri ideali. Perché, come ci insegna Oscar Wilde, non invecchiamo contando le candeline. Invecchiamo quando smettiamo di credere che valga ancora la pena accenderle.

Chi era Oscar Wilde

Nato a Dublino nel 1854, Oscar Wilde è stato uno dei più brillanti scrittori dell’età vittoriana. Autore del celebre romanzo Il ritratto di Dorian Gray e di commedie immortali come L’importanza di chiamarsi Ernesto, Wilde è diventato un simbolo dell’estetismo e della libertà intellettuale.

La sua vita fu segnata da uno scandalo clamoroso: processato e condannato per “atti osceni” a causa della sua omosessualità, trascorse due anni in carcere. Ne uscì distrutto economicamente e fisicamente, ma non spiritualmente. Proprio questo rende le sue parole sulla vecchiaia ancora più potenti. Non parla da privilegiato seduto in poltrona. Parla da uomo che ha perso tutto, tranne i propri ideali.

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