Fin dall’infanzia abbiamo iniziato a gettare le fondamenta su cui costruire il nostro futuro. Non solo attraverso abitudini e stili di vita ereditati dai nostri genitori, ma soprattutto grazie a passioni, interessi e scelte quotidiane che, giorno dopo giorno, diventano autenticamente nostri. Con consapevolezza e impegno abbiamo imparato a conoscerci e, grazie a una virtù rara e preziosa come la pazienza, abbiamo coltivato noi stessi, dando forma alla nostra esistenza. La riflessione di Susanna Tamaro risuona allora con particolare forza, invitandoci a fermarci e a interrogarci su ciò che rischiamo di perdere quando smettiamo di prenderci cura di ciò che davvero conta.

Lo specchio di due idee
La penna di Susanna Tamaro invita sempre alla riflessione e, anche questa volta, ci conduce verso un pensiero profondo che tocca da vicino la nostra quotidianità:
“Coltivare la vita ci rende liberi. Ma che cosa ci fa perdere questa libertà e ci espone alla manipolazione?”
Coltivare significa prendersi cura di sé: del modo in cui ci relazioniamo agli altri, di come trattiamo le persone, delle passioni e dei valori che ci definiscono. Significa custodire la nostra identità e la nostra interiorità.
La nostra vita scorre sospesa tra ciò che crediamo di sapere e i pochi spazi che concediamo al dubbio. Sembra quasi che non sia più di moda vivere le inquietudini, le paure, la tristezza e le incertezze: eppure sono proprio questi sentimenti a renderci umani, come hanno sempre raccontato poeti e letterati. In un flusso continuo che non lascia spazio a nulla se non al consumo, viene meno anche una pratica antica e nobile: il tempo per fermarsi, pensare, interrogarsi sembra dissolversi.
Torniamo allora all’inizio della riflessione: perché coltivare la vita ci rende liberi? Paradossalmente, coltivare significa prima di tutto fermarsi, sottrarsi al vortice frenetico e preconfezionato in cui siamo immersi. Chi coltiva, spinto dalla curiosità, rifiuta idee prefabbricate e non si rifugia in verità comode: sceglie invece di abitare il dubbio, trasformandolo in una forza viva di crescita e consapevolezza. È così che nasce la libertà. Solo chi crede nella vita senza cedere alla fretta, chi accetta di dubitare per cercare, scoprire e desiderare la verità, può davvero sottrarsi alla manipolazione.
La pazienza è la virtù di chi coltiva
Susanna Tamaro, nella sua riflessione, si concede anche una breve ma illuminante lezione, costruita su un parallelismo tanto semplice quanto efficace: quello tra la coltivazione della terra e la coltivazione di noi stessi. In fondo, le differenze sono minime e gli strumenti essenziali: non servono attrezzi, ma una virtù fondamentale, la pazienza. Ogni gesto che smuove la terra può generare qualcosa di nuovo, ma mai nell’immediato.
Occorrono tempo, attenzione, capacità di osservare e sperimentare, oltre alla consapevolezza che l’impegno non è sempre ricompensato subito. Allo stesso modo, coltivare la propria interiorità richiede pazienza: davvero pensiamo che per rialzarsi, comprendersi e ritrovarsi basti poco? Così come si rispettano i tempi della natura nell’attesa che da un seme nasca un fiore, anche l’essere umano deve imparare ad attendere i propri ritmi di crescita.
In un’epoca dominata dalla fretta, la pazienza torna a essere una virtù rara e preziosa: non per eliminarci la fragilità, ma per impedirle di renderci manipolabili. Perché se è vero che la libertà è una conquista personale, non è detto che ci renda automaticamente invulnerabili. È proprio coltivando che impariamo a riconoscere i nostri confini e a sviluppare uno sguardo critico, capace di restituirci misura e dignità.
La lezione di Tamaro è chiara: la vita ci rende liberi se la coltiviamo con consapevolezza, ma la libertà si difende anche scegliendo, ogni giorno, da chi e da cosa lasciarsi influenzare.
Frasi di Susanna Tamaro sulla vita
- “L’esperienza non è niente, si rifà sempre tutto daccapo.”
- “Se la vita è un percorso, è un percorso che si svolge in salita.”
- “La vita non è una corsa ma un tiro al bersaglio: non è il risparmio del tempo che conta, bensì la capacità di trovare un centro.”
- “Non mi chiedo niente, non aspetto niente: respiro. Sono felice così e basta. Per un istante ho la sensazione non solo di capire il mondo ma anche di esservi compreso dentro. Cosa quieta tra le quiete cose.”
- “Bisognava essere coraggiosi per amare.”
- “Gran parte dell’infelicità dipende dalla strada sbagliata.”
- “I morti non esistono, esiste soltanto una maniera diversa in cui essere vivi.”
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