Umberto Galimberti non è un pensatore che espone i concetti in modo rigido e astratto, ma un filosofo capace di coinvolgere il pubblico, portando davanti agli occhi di tutti temi moderni e universali come il tempo, le illusioni e l’amore. Dai matrimoni all’innamoramento, Galimberti attraversa anche la dimensione di un amore più maturo e consapevole: un amore che si costruisce nel tempo, con pazienza e attenzione. È un amore in cui lo scatto improvviso della scintilla non è più centrale, ma resta come un ricordo da contemplare, come una vecchia fotografia tenuta tra le mani, mentre si riflette sul tempo trascorso e su ciò che, passo dopo passo, è stato costruito.

L’amore secondo Umberto Galimberti
La filosofia è spesso considerata una disciplina riservata agli addetti ai lavori, distante e astratta. Eppure, quando a raccontarla sono pensatori come Umberto Galimberti, riesce a catturare l’attenzione di un pubblico ampio e trasversale. Galimberti affronta temi complessi – come l’amore – con un linguaggio quasi universale, capace di parlare all’animo di chiunque. Tuttavia, non si sofferma sull’amore passionale tipico dell’innamoramento, quello stato in cui la persona amata occupa ogni pensiero e sembra farci camminare tre metri sopra il cielo. Galimberti concentra invece la sua riflessione su un amore maturo, più raffinato e consapevole.
L’amore di cui parla è una dimensione diversa, in cui l’altro viene accolto per ciò che è, senza la necessità di modificarsi per piacere o di svelarsi completamente e subito. È un amore che si costruisce lasciandosi scoprire lentamente, angolo dopo angolo, perché come afferma Galimberti:
“L’amore è essere affascinati dal segreto. Quando l’altro non è un punto d’arrivo ma una scoperta continua.”
Se tutto viene svelato fin dall’inizio, la relazione rischia infatti, col tempo, di diventare statica e noiosa, come se si fosse già raggiunto un traguardo oltre il quale non c’è più nulla da scoprire. Questo non significa nascondersi né tantomeno mentire. Il “segreto” non è qualcosa che si cela deliberatamente perché sbagliato o inconfessabile. Non è una bugia. Al contrario, rappresenta il nucleo irriducibile dell’altro: ciò che non può essere spiegato fino in fondo né posseduto completamente.
Non si ama ciò che si conosce completamente, ma ciò che continua ad affascinare proprio perché in parte sfugge. È una visione dell’amore complessa, forse difficile per chi è abituato a voler controllare tutto e a sapere ogni cosa. Eppure, accettare che l’altro non sia mai totalmente “nostro” è il prezzo – e al tempo stesso il dono – di un amore autentico, vivo e vero.
Perché bisogna continuare a scoprire l’altro
Per Galimberti, “l’altro” è il partner: un’affermazione apparentemente ovvia, ma che va compresa fino in fondo. L’altro non è un oggetto da conoscere una volta per tutte, bensì un soggetto irriducibile e in continua trasformazione. Quando si smette di scoprire l’altro, la relazione si impoverisce, perché la scoperta in amore implica il riconoscimento che qualcosa, inevitabilmente, ci sfuggirà sempre. Amare significa accettare questa zona d’ombra e far comprendere all’altro che non saremo mai del tutto conosciuti, perché l’amore è, per sua natura, una scoperta continua.
Tutte le relazioni, in misura diversa, rischiano col tempo di spegnersi: la passione si attenua sotto il peso dell’abitudine e dell’ordinarietà. Ciò che può salvare l’amore e renderlo duraturo è proprio la consapevolezza che la persona che abbiamo scelto – e che ci ha scelti – è fatta anche di pensieri, desideri e profondità che forse non riusciremo mai a comprendere fino in fondo.
Diventa allora fondamentale preservare la propria essenza, ciò che siamo davvero: mostrarsi, sì, come un libro aperto, ma senza permettere che ogni pagina venga letta fino all’ultima riga. Se la passione può affievolirsi, la curiosità deve restare sempre accesa, affinché non ci si stanchi mai di ritrovare, ogni mattina e ogni sera, l’amore della propria vita.
Frasi di Umberto Galimberti sulle relazioni
- “L’amore non è possesso, perché il possesso non tende al bene dell’altro, né alla lealtà verso l’altro, ma solo al mantenimento della relazione, che, lungi dal garantire la felicità, che è sempre nella ricerca e nella conoscenza di sé, la sacrifica in cambio di sicurezza.”
- “In un certo senso l’amore è uno stato di passività (per questo si parla di passione) dove, per il tempo che siamo innamorati, non affermiamo la nostra identità, ma comodamente, la riceviamo dal riconoscimento dell’altro.”
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