Franco Battiato non è stato solo un cantautore. È stato una specie di maestro zen con il sintetizzatore, un filosofo travestito da popstar, uno che ti parlava di ascese spirituali mentre la radio passava tutt’altro. E tra i tanti temi che ha attraversato, uno ritorna sempre, ostinato come una nota tenuta troppo a lungo: il destino. Non quello fatalista da “vabbè, è andata così”, ma qualcosa di più sottile, scomodo e, paradossalmente, liberatorio. Perché quando Battiato dice che ciò che deve accadere accadrà, non ti sta togliendo potere: ti sta togliendo un alibi.

Franco Battiato e il rifiuto delle scorciatoie
Franco Battiato non amava le spiegazioni facili. Diffidava delle semplificazioni, dei dogmi e delle certezze urlate. Era uno che studiava, meditava, leggeva testi spirituali orientali e occidentali, ma poi ti buttava tutto addosso in una frase semplice, quasi disarmante. Il destino, per lui, non è una forza esterna che ti piove addosso mentre sei innocente e ignaro. È un intreccio tra ciò che sei, ciò che fai e ciò che non vuoi vedere di te stesso. E qui entra in gioco una delle sue affermazioni più chiarificatrici:
“Abbiamo il libero arbitrio, ma siamo vittime anche di tutte le avversità, dei nemici che abbiamo dentro. I nemici non sono fuori, sono dentro di noi.”
Tradotto: puoi scegliere, sì, ma non sei una tabula rasa. Parti con un bagaglio, spesso pesante, e far finta che non esista non lo farà sparire.
Ciò che deve accadere, accadrà
La frase chiave, quella che inquieta e consola allo stesso tempo, è questa:
“Ciò che deve accadere, accadrà, qualunque cosa fai per evitarlo, perché è già accaduto.”
A prima vista sembra una sentenza definitiva, quasi crudele. Come a dire: smettila di agitarti, tanto è inutile. Ma Battiato non parlava mai per scoraggiare. Parlava per svegliare. Quando dice che è già accaduto, non sta parlando di un destino scritto su una tavoletta cosmica. Sta parlando di dinamiche interiori, di scelte già fatte senza rendersene conto, di inclinazioni profonde che prima o poi presentano il conto. Tu puoi rimandare, fare zig zag, fingere di non sentire, ma quella cosa lì – una relazione, una crisi, un cambiamento – ha già messo radici.
Il colpo di fulmine e l’illusione del controllo
Battiato spiegava questa idea con immagini quotidiane, quasi banali. Come quando dice:
“Entri in una stanza e vedi un ragazzo che ti piace da pazzi. Quel colpo di fulmine, no? È già accaduto. A quel punto lì, tu sei già invischiata.”
Qui il destino non ha nulla di mistico. È chimica, psicologia, storia personale. Tu pensi di scegliere, ma in realtà qualcosa in te ha già deciso. E più cerchi di controllare la situazione, più resti intrappolata. Non perché sei debole, ma perché sei umana.
Amare senza possedere: una lezione scomoda
Il destino, per Battiato, si vede benissimo anche nell’amore. Ma non quello da film romantico, bensì quello vero, che spesso non torna indietro il favore.
“Questo vuol dire. Perché uno può amare qualcun altro senza bisogno di attaccamento. Tu ami qualcuno, lui ti detesta e ti resta così.”
Qui c’è tutta la sua visione: il sentimento accade, punto. Non puoi negoziarlo, non puoi spegnerlo a comando. Puoi solo decidere cosa farne. E infatti aggiunge:
“Se tu ami qualcuno, e lo ami veramente, non può più cambiare questo sentimento, è impossibile. Si cambia perché non si può cambiare.”
È una frase tagliente, quasi crudele, ma tremendamente onesta. Il cambiamento non nasce dal controllo, nasce dall’accettazione.
Perché questa idea di destino può aiutarci
Accettare che certe cose debbano accadere non significa smettere di vivere o di scegliere. Significa smettere di combattere guerre inutili contro se stessi. La frase di Battiato ci è utile perché ci toglie dall’ossessione del “se avessi fatto diversamente”. Forse non potevi. Forse dovevi passare da lì. E forse il vero libero arbitrio non sta nell’evitare il dolore, ma nel decidere come attraversarlo. In un mondo che ci ripete che possiamo controllare tutto, Battiato ci ricorda che il controllo è spesso una forma elegante di paura. Accettare il destino, per lui, non era arrendersi: era diventare adulti.
Smettere di scappare dal destino per essere liberi
Franco Battiato ci ha lasciato canzoni, pensieri e frasi che continuano a lavorare dentro di noi, anche quando non vogliamo. La sua idea di destino non è comoda, ma è profondamente umana. Ci dice che alcune cose accadono perché siamo fatti così, e che smettere di scappare può essere il primo vero atto di libertà. E forse, alla fine, capire che “ciò che deve accadere, accadrà” non è una condanna, ma un invito a vivere con più lucidità, meno illusioni e un po’ più di coraggio.
Frasi di Franco Battiato sul destino
- “Ciò che deve accadere, accadrà, qualunque cosa fai per evitarlo, perché è già accaduto.”
- “Abbiamo il libero arbitrio, ma siamo vittime anche di tutte le avversità, dei nemici che abbiamo dentro. I nemici non sono fuori, sono dentro di noi.”
- “Entri in una stanza e vedi un ragazzo che ti piace da pazzi. Quel colpo di fulmine, no? È già caduto. A quel punto lì, tu sei già invischiata.”
- “Questo vuol dire. Perché uno può amare qualcun altro senza bisogno di attaccamento. Tu ami qualcuno, lui ti detesta e ti resta così.”
- “Se tu ami qualcuno, e lo ami veramente, non può più cambiare questo sentimento, è impossibile. Si cambia perché non si può cambiare.”
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