Susanna Tamaro non è una scrittrice che ti prende per mano con delicatezza. Ti afferra piuttosto per le spalle, ti guarda negli occhi e ti dice: “Fermati”. In un mondo che corre, accelera, produce e consuma, Susanna Tamaro è quella voce un po’ controcorrente che ti invita a rallentare, a fare meno, a sentire di più. Non è una posa letteraria, né una nostalgia sterile per il passato: è una posizione esistenziale. Quando dice: “Abbiamo dimenticato come vivere davvero. La lentezza, l’attesa di quei gesti antichi che danno profondità all’esistenza”, non sta facendo poesia. Sta facendo diagnosi. E, come ogni buona diagnosi, fa anche un po’ male.

Chi è Susanna Tamaro
Per capire Susanna Tamaro bisogna guardare prima alla donna e poi al personaggio pubblico. Schiva, allergica ai riflettori, poco incline alle mode culturali e alle passerelle intellettuali, la Tamaro ha sempre rivendicato il diritto al silenzio e alla distanza. Non ama spiegare troppo se stessa, non rincorre il consenso, non addolcisce le parole per risultare simpatica. E questo, nel panorama letterario italiano, la rende una figura scomoda.
La sua scrittura nasce da una scelta precisa: stare ai margini per vedere meglio il centro. È una donna che osserva, ascolta, riflette, e poi scrive. E scrive spesso di ciò che manca: il senso, l’interiorità, il tempo per pensare, la capacità di stare con se stessi senza distrazioni. Non a caso, nei suoi romanzi e nei suoi saggi, il tema del senso della vita torna come un ritornello ostinato.
Il senso della vita secondo Susanna Tamaro
Per Susanna Tamaro il senso della vita non è qualcosa da inventare, ma da ricordare. Non è un obiettivo da raggiungere, ma una direzione da ritrovare. Nei suoi libri – da Va’ dove ti porta il cuore fino ai testi più riflessivi e spirituali – il messaggio è chiaro: viviamo disconnessi da noi stessi, dalle nostre emozioni, dal nostro corpo e persino dal tempo naturale delle cose.
Il problema, secondo lei, non è che la vita non abbia senso. Il problema è che non sappiamo più ascoltarlo. Siamo troppo occupati a riempire ogni vuoto, ogni silenzio, ogni attesa. E così facendo, perdiamo profondità. Restiamo in superficie, sempre informati, sempre connessi, ma raramente presenti.
“Abbiamo dimenticato come vivere davvero”: una frase che punge
La frase:
“Abbiamo dimenticato come vivere davvero. La lentezza, l’attesa di quei gesti antichi che danno profondità all’esistenza”
è una sintesi perfetta del pensiero di Susanna Tamaro. È una frase che sembra gentile, ma in realtà è tagliente. Perché ci accusa senza urlare. Ci dice che non siamo vittime del tempo moderno, ma complici.
La lentezza, per la Tamaro, non è pigrizia né rifiuto del progresso. È una scelta consapevole. È il tempo necessario per capire cosa stiamo facendo e perché. L’attesa non è tempo perso, ma spazio interiore. E i “gesti antichi” non sono rituali polverosi, ma azioni semplici e umane: ascoltare, prendersi cura, osservare la natura, parlare davvero con qualcuno senza guardare l’orologio.
Perché abbiamo perso questi gesti
Secondo Susanna Tamaro, abbiamo smarrito questi gesti perché abbiamo scambiato la velocità per efficienza e il rumore per vitalità. Viviamo in una cultura che misura tutto in termini di produttività, visibilità e prestazione. Se non fai, non esisti. Se non pubblichi, non sei. Se non corri, resti indietro.
Il risultato? Una vita piena eppure vuota. Un’esistenza affollata di impegni ma povera di senso. E qui Susanna Tamaro affonda il coltello: non possiamo lamentarci del disagio se continuiamo a vivere in modo disumano. Il senso della vita non si trova aggiungendo cose, ma togliendole.
Cosa ci insegna per dare senso alla nostra vita
La forza del pensiero di Susanna Tamaro sta nella sua applicabilità quotidiana. Non propone formule magiche, né ricette motivazionali. Il suo “consiglio” è disarmante nella sua semplicità: rallenta. Ascolta. Scegli.
Dare senso alla vita, per lei, significa tornare a un ritmo più umano, accettare i tempi dell’attesa, riconoscere il valore dei piccoli gesti ripetuti. Significa smettere di inseguire un’idea astratta di felicità e iniziare a costruire una vita coerente con ciò che siamo davvero.
È un invito scomodo, perché implica responsabilità. Non possiamo più dare la colpa al sistema, alla società o alla sfortuna. Se abbiamo dimenticato come vivere davvero, possiamo anche reimpararlo. Ma serve coraggio. E soprattutto serve tempo. Quella cosa che diciamo sempre di non avere, ma che in realtà non sappiamo più abitare.
Torniamo a casa, dentro noi
Susanna Tamaro non ci offre consolazioni facili. Ci offre domande. E le domande, si sa, sono molto più pericolose delle risposte. La sua riflessione sul senso della vita è un invito a tornare a casa, dentro di noi, in un luogo che conosciamo ma che abbiamo trascurato.
Forse non possiamo cambiare il mondo, ma possiamo cambiare il nostro modo di starci dentro. E forse, come suggerisce Susanna Tamaro, il senso della vita non è da cercare lontano, ma da riscoprire nei gesti antichi che abbiamo smesso di fare. Con calma. Con attenzione. E, finalmente, con profondità.
Frasi di Susanna Tamaro sulla vita
- “La vita non è una corsa ma un tiro al bersaglio: non è il risparmio del tempo che conta, bensì la capacità di trovare un centro.”
- “Fare errori è naturale, andarsene senza averli compresi vanifica il senso di una vita.”
- “Se la vita è un percorso, è un percorso che si svolge in salita.”
- “Trovare scappatoie quando non si vuol guardare dentro a se stessi è la cosa più facile del mondo… è necessario avere molto coraggio per accettare che la colpa – o meglio, la responsabilità – appartiene a noi soltanto.”
- “Ogni volta in cui, crescendo, avrai voglia di cambiare le cose sbagliate in cose giuste, ricordati che la prima rivoluzione da fare è quella dentro se stessi, la prima e la più importante.”
- “Le lacrime che non escono si depositano sul cuore, con il tempo lo incrostano e lo paralizzano…”
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