Le frasi più esilaranti degli autori di tutti i tempi per augurare Buon Anno ai tuoi amici

Il Capodanno è quella strana notte dell’anno in cui tutto sembra possibile: diventare persone migliori, smettere di rimandare, iniziare la dieta “da domani”, amare di più e lamentarsi di meno. È anche la notte in cui ci convinciamo che cambiare calendario equivalga a cambiare vita. Spoiler: non funziona quasi mai, ma continuiamo a provarci con una certa ostinazione, un brindisi alla volta. E forse è proprio questo il bello.

augurare Buon Anno ai tuoi amici
Foto di Chris Gilbert su Unsplash

Da dove nasce il Capodanno: una questione di tempo (e di potere)

Il Capodanno non è sempre stato il 1° gennaio. Nell’antica Roma l’anno iniziava a marzo, poi arrivò Giulio Cesare con il calendario giuliano a mettere ordine e a stabilire che l’anno nuovo cominciasse a gennaio, mese dedicato a Giano, il dio bifronte che guarda al passato e al futuro. Un simbolo perfetto: mentre salutiamo l’anno che se ne va, già sbirciamo quello che arriva, sperando che sia più gentile del precedente.

Da allora il Capodanno è diventato un rito collettivo, un confine simbolico tra ciò che è stato e ciò che vorremmo fosse. Una soglia, più che una festa. E come tutte le soglie, mette un po’ di ansia, un po’ di euforia e una discreta quantità di aspettative irrealistiche.

Il Capodanno all’italiana: tra tradizione, caos e superstizione

In Italia il Capodanno è un mix esplosivo di tradizioni regionali, superstizioni antiche e improvvisazione creativa. Si mangiano lenticchie per augurarsi ricchezza, si indossa qualcosa di rosso per attirare fortuna e passione, si stappa lo spumante anche se non piace a nessuno, “ma porta bene”. E poi ci sono i botti, che teoricamente dovrebbero scacciare gli spiriti maligni e che in pratica spaventano animali, vicini e a volte anche chi li accende.

È una festa che si vive più in compagnia che per convinzione. Perché, diciamolo, passare il Capodanno da soli è visto come una piccola sconfitta sociale. Lo sapeva bene W.H. Auden quando scriveva:

L’unico modo per trascorrere la vigilia di Capodanno è o tranquillamente con gli amici o in un bordello. In caso contrario, quando finisce la serata e la gente se ne va a coppie, qualcuno è destinato a rimanere in lacrime.”

Tagliente, vero. Ma anche terribilmente realistico.

Capodanno e amicizie: una prova di resistenza

Il Capodanno è il momento ideale per testare la solidità delle amicizie. Decidere cosa fare, dove andare, a che ora trovarsi e chi porta cosa è spesso più faticoso del festeggiamento stesso. Eppure, nonostante tutto, continuiamo a farlo. Perché il Capodanno con gli amici è una specie di rito di conferma: siamo ancora qui, insieme, nonostante l’anno appena passato.

Qualcuno sogna un Capodanno più semplice, quasi minimalista. Jean-Paul Malfatti lo diceva con una battuta geniale:

Che bello sarebbe se il capodanno diventasse un capogiorno.”

Un inizio alla luce del sole, senza occhiaie, senza bilanci esistenziali alle tre di notte. Ma ammettiamolo: probabilmente non lo vorremmo davvero. Il caos notturno fa parte del pacchetto.

Ottimisti, pessimisti e realisti da mezzanotte

La mezzanotte è il momento clou, quello in cui ci si abbraccia anche con chi si è ignorato tutta la sera. Ed è anche il momento in cui emergono le diverse filosofie di vita. Bill Vaughan lo riassume così:

Un ottimista sta alzato fino a mezzanotte per vedere il Nuovo Anno. Un pessimista sta alzato per accertarsi che il vecchio anno se ne vada via.”

In mezzo ci siamo tutti noi, realisti stanchi che sperano solo che l’anno nuovo non sia peggio di quello vecchio.

Mangiare, ingrassare e promettere di rimediare

Capodanno è anche l’ultimo colpo basso alla linea, dopo le abbuffate natalizie. Ma niente sensi di colpa, almeno per ora. Come ironizzava Alberto Lodispoto:

Non si diventa obesi tra Natale e Capodanno, ma piuttosto tra Capodanno e Natale.”

Una frase che dovrebbe essere incorniciata e appesa in cucina, giusto per ricordarci che il problema non è la festa, ma l’anno intero.

Auguri, ironia e un pizzico di verità

Fare gli auguri a Capodanno è un’arte. Troppo sdolcinati risultano falsi, troppo cinici sembrano antipatici. L’ideale è un augurio che faccia sorridere e pensare. Qualcosa che dica: ti auguro il meglio, ma senza prenderti troppo sul serio. Anche perché, come suggeriva Alessandro Haber con la sua consueta ironia:

Niente di meglio che una bella ammucchiata per festeggiare l’anno nuovo!

Un augurio che, a seconda dei contesti, può essere interpretato in molti modi, tutti rigorosamente discutibili.

Cosa rappresenta davvero il Capodanno

Alla fine, il Capodanno non è il momento in cui cambiamo vita, ma quello in cui ci diamo il permesso di provarci. È una pausa simbolica, un respiro collettivo. Un modo per dirci che sì, l’anno è stato complicato, ma siamo ancora qui a brindare. E forse è questo che conta davvero: non l’anno nuovo in sé, ma la possibilità di riderci sopra insieme. Anche quando, il 2 gennaio, ci rendiamo conto che siamo sempre gli stessi. Ma con un bicchiere in meno e qualche speranza in più.

Le frasi più esilaranti degli autori di tutti i tempi per augurare Buon Anno ai tuoi amici

  1. L’unico modo per trascorrere la vigilia di Capodanno è o tranquillamente con gli amici o in un bordello. In caso contrario, quando finisce la serata e la gente se ne va a coppie, qualcuno è destinato a rimanere in lacrime.” (W.H. Auden)
  2. Che bello sarebbe se il capodanno diventasse un capogiorno.” (Jean-Paul Malfatti)
  3. Un ottimista sta alzato fino a mezzanotte per vedere il Nuovo Anno. Un pessimista sta alzato per accertarsi che il vecchio anno se ne vada via.” (Bill Vaughan)
  4. Non si diventa obesi tra Natale e Capodanno, ma piuttosto tra Capodanno e Natale.” (Alberto Lodispoto)
  5. Niente di meglio che una bella ammucchiata per festeggiare l’anno nuovo!(Alessandro Haber)

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