A te che ti senti sempre in colpa per tutto, una citazione di Stephen Hawking ti spiega come liberartene

Ti è mai capitato di stare male per qualcosa che non avresti potuto cambiare? Di trovare il modo di incolparti anche per eventi su cui non avevi nessun controllo? Di passare ore, giorni, a ripassare mentalmente quello che avresti potuto fare diversamente, anche quando la risposta onesta sarebbe “niente”? Stephen Hawking, uno degli intelletti più straordinari del Novecento, ha detto una cosa su questo che fa pensare.

citazione di Stephen Hawking

Il peso del senso di colpa

La capacità umana di provare senso di colpa è tale che le persone riescono sempre a trovare il modo di incolpare se stesse.

Non è una frase consolatoria. Non ti dice che stai sbagliando a sentirti in colpa, non ti promette che passerà, non ti offre una tecnica per liberartene. Ti dice qualcosa di più onesto e più inquietante: che questo è come funziona la mente umana. Che la capacità di auto-incolparsi non è un difetto caratteriale, è una caratteristica della specie.

Perché ci incolpiamo sempre

Stephen Hawking non era uno psicologo, ma era qualcuno che aveva dovuto fare i conti con una vita che avrebbe potuto essere devastata dal senso di ingiustizia: diagnosticato con la SLA a ventuno anni, condannato da una prognosi a sopravvivere pochi anni, e invece vissuto fino a settantasei. Aveva ogni ragione per chiedersi “perché io”, per risentirsi, per cedere al vittimismo. Invece no.

Ma aveva anche osservato come le persone intorno a lui si torturassero per cose molto meno gravi. E aveva trovato una spiegazione: la mente umana ha una tendenza strutturale a cercare il controllo anche dove non c’è. Se riesci a trovare una colpa tua in quello che è andato storto, almeno ti illudi che la prossima volta potresti fare meglio. Il senso di colpa, in questo senso, è una forma distorta di ottimismo: preferisci sentirti responsabile di un fallimento piuttosto che ammettere che alcune cose non dipendevano da te.

Il senso di colpa come meccanismo di controllo illusorio

C’è una spiegazione psicologica precisa alla tendenza descritta da Stephen Hawking. La mente umana fa fatica ad accettare l’idea di non avere controllo sulle cose che la riguardano, e questa è una delle cause principali di ansia e di senso di impotenza. Quando qualcosa va storto e non c’è una causa chiara, la mente trova spesso una soluzione paradossale: si auto-incolpa.

Incolparsi è, in modo distorto, rassicurante. Se la causa del problema sono io – la mia distrazione, il mio errore, la mia mancanza di qualcosa – allora il problema non è il caos del mondo, non è l’imprevedibilità della vita, non è la casualità degli eventi. Sono io. E io, in teoria, posso cambiare. Quindi la prossima volta potrei evitarlo. La prossima volta potrei controllare.

È una menzogna confortante. E la mente ci casca perché l’alternativa – ammettere che alcune cose non dipendono da te – è psicologicamente più difficile da sostenere.

Il costo di questa tendenza

Il problema è che questa tendenza ha un costo enorme. Quando ti incolpi di cose che non potevi controllare, consumi energia emotiva su qualcosa di inutile, non produce cambiamento, non produce crescita, non produce niente se non dolore. E intanto non ti occupi delle cose su cui potresti davvero fare qualcosa.

Stephen Hawking stesso, nella sua biografia e nelle sue interviste, ha mostrato come affrontasse la malattia: non negandola, non drammatizzandola, ma concentrandosi esattamente su quello che poteva fare: pensare, scrivere, parlare attraverso il sintetizzatore, ridere. Non sprecava energia su quello che non poteva cambiare.

Come uscire dal circolo

La frase di Stephen Hawking non ti dà la soluzione, ma ti dà la diagnosi. E la diagnosi è già metà del lavoro. Sapere che la tua tendenza ad auto-colpevolizzarti è una caratteristica della specie – non una tua debolezza personale, non la prova che sei sbagliato – ti permette di guardarla con un po’ più di distanza.

La prossima volta che ti ritrovi a girarci sopra, chiediti una sola cosa: c’è qualcosa che posso concretamente fare, adesso, per migliorare la situazione? Se sì, fallo. Se no, stai sprecando energie su qualcosa che la mente ha costruito per illudersi di avere controllo. E puoi scegliere di non starci dentro.

Stephen Hawking non ti sta dicendo di smettere di prenderti le tue responsabilità. Ti sta dicendo qualcosa di più preciso: che la capacità umana di auto-colpevolizzarsi è talmente forte da superare qualsiasi logica. Va al di là delle colpe reali, al di là degli errori concreti, al di là di quello che è effettivamente accaduto. E sapere questo – riconoscere che stai usando un meccanismo mentale antico e automatico, non stai semplicemente valutando la realtà – è il primo passo per uscirci. Non smettere di sentirti in colpa quando hai davvero sbagliato. Smettere di sentirti in colpa quando stai solo cercando di avere controllo su qualcosa che non ce l’ha.

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