C’è una frase di Osvaldo Poli che mette a disagio. Non perché sia difficile da capire, ma perché è terribilmente chiara. E quando una verità è chiara, non lascia scampo. Poli ci dice:
“Anche i figli hanno dei doveri e dobbiamo dirglielo, altrimenti li illudiamo che ci sia un buon rapporto a costo zero: l’amore che non costa nulla.”
In un’epoca in cui si parla tantissimo dei diritti dei figli, ma pochissimo dei loro doveri, Osvaldo Poli fa quello che gli riesce meglio: entra nella stanza, accende la luce e indica l’elefante. Il suo messaggio non è nostalgico né autoritario. È profondamente educativo. E, se vogliamo dirla tutta, anche liberatorio per quei genitori stanchi di sentirsi in colpa ogni volta che chiedono rispetto.

Chi è Osvaldo Poli e perché dovremmo ascoltarlo
Osvaldo Poli è psicologo, psicoterapeuta, saggista e conferenziere. Da decenni lavora con famiglie, coppie, genitori e figli, osservando da vicino dinamiche reali, non teorie da manuale. Poli non parla per “sentito dire”: parla perché vede cosa succede quando l’educazione rinuncia al limite e quando l’amore diventa solo concessione.
Nei suoi scritti e interventi sottolinea spesso un punto scomodo: un figlio non cresce bene se cresce senza doveri. Non perché diventa “cattivo”, ma perché diventa fragile, confuso, convinto che tutto gli sia dovuto.
Anche i figli hanno dei doveri
Quando Poli parla di doveri dei figli, non sta chiedendo obbedienza cieca né sottomissione. Sta parlando di responsabilità relazionale. Il dovere, per lui, è riconoscere che l’altro esiste, che i genitori non sono distributori automatici di affetto, soldi e tempo.
In un altro passaggio molto chiaro, Poli afferma che il rispetto non nasce spontaneamente se non viene insegnato. E qui arriva la sua critica più tagliente: molti adulti evitano di parlare di doveri per paura di non essere più amati.
Il risultato? Figli che comandano, genitori che subiscono e un rapporto che si regge su un equilibrio falsissimo.
L’illusione dell’”amore a costo zero”
La frase: “l’amore che non costa nulla”, è forse la più potente. Perché smaschera una bugia educativa molto diffusa: l’idea che l’amore vero non debba chiedere nulla in cambio. Osvaldo Poli ribalta il concetto: l’amore autentico costa, perché richiede impegno, attenzione, rispetto, rinunce. E vale per tutti, anche per i figli.
Se un bambino o un ragazzo cresce pensando che può pretendere senza dare, che può mancare di rispetto senza conseguenze, che l’affetto è garantito comunque, non sta imparando ad amare. Sta imparando a consumare relazioni.
Quando i figli trattano male i genitori: cosa ci insegna Poli
Qui Osvaldo Poli è particolarmente utile, perché non colpevolizza, ma responsabilizza. Se un figlio tratta male un genitore, secondo lui, non è solo un problema di carattere del figlio, ma spesso di messaggi confusi ricevuti nel tempo. Dire “no”, chiedere rispetto, stabilire limiti non è mancanza d’amore. È educazione emotiva.
Nella pratica quotidiana questo significa, ad esempio:
- non accettare insulti o toni aggressivi “perché è stressato”;
- non giustificare ogni mancanza di rispetto come “fase”;
- spiegare chiaramente che l’affetto non annulla le regole.
Poche cose fanno più bene a un figlio del sapere che l’amore non sparisce se sbaglia, ma nemmeno si piega a tutto.
Le riflessioni di Osvaldo Poli trovano conferma anche in diversi studi sulla genitorialità autorevole. La ricerca psicologica distingue da tempo tra genitori permissivi e genitori autorevoli: i primi offrono affetto senza limiti, i secondi uniscono calore e regole.
I dati mostrano che i figli cresciuti con confini chiari sviluppano maggiore empatia, autocontrollo e rispetto delle relazioni. In altre parole: i doveri non tolgono amore, lo rendono stabile.
La lezione che possiamo portare a casa
Osvaldo Poli ci lascia una lezione semplice e scomoda: voler bene non significa farsi andare bene tutto. Dire ai figli che hanno dei doveri non li rende meno amati, li rende più capaci di amare. E forse il vero atto di coraggio educativo oggi è proprio questo: smettere di vendere l’illusione dell’amore gratuito e iniziare a insegnare il valore dell’amore responsabile.
Perché un rapporto che non costa nulla, alla fine, non vale nulla. E i figli, anche se a volte protestano, lo capiscono molto più di quanto pensiamo.
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