11 frasi che dicono i genitori e che sono pericolose per i figli quando diventeranno adulti: ti aiutano a non sbagliare

Chissà quante volte da bambino hai sentito frasi che a prima vista sembravano innocue… e invece hanno piantato quel semino subdolo dentro di te. Quelle frasi inconsapevoli che ti hanno trasformato in un adulto che fa fatica a dire “no”. Quella persona che sorride, abbassa lo sguardo e fa le cose per compiacere gli altri, spesso a proprio discapito. Ma quali sono queste frasi? Scopriamole insieme.

frasi che dicono i genitori e che sono pericolose per i figli

“Se non ti sbrighi ti lascio qui”

Ah, l’intramontabile minaccia da parcheggio! Detta con tono quasi scherzoso, ma per un bambino è come essere sbattuto sull’Olimpo delle paure. L’abbandono è la paura più grande per un bambino, più persino della morte. Così mentre i genitori pensavano di accelerare i tempi, il bambino ha imparato che amore = condizioni… e da adulto si ritrova a dire sì a tutto pur di non rischiare di “essere lasciato” emotivamente.

“Se non fai i compiti non ti compro il giocattolo”

Sembra una tattica educativa innocua: motivare col premio. Peccato che il bambino impari presto a fare le cose per evitare punizioni o per ottenere ricompense, non per convinzione personale. Il risultato? Un adulto che vive per compiacere, non per scelta. E quando c’è da dire no, beh… si sorride e si accetta.

“È un mondo difficile, è meglio se lo impari subito”

La frase da genitore filosofo! Suona profonda, ma per un bambino è confusa e carica di senso di colpa. Questo tipo di frase non educa, colpevolizza. Il messaggio interno diventa un eterno “devo fare tutto bene perché il mondo è cattivo”, così ogni no può sembrare una potenziale catastrofe.

“Mangia tutto che ci sono bambini che muoiono di fame”

Classico: la cara zia frase del senso di colpa alimentare. Qui si insegna a mettere gli altri – chi nemmeno conosce – davanti ai propri bisogni. Così crescendo, si tende ad anteporre sempre le esigenze altrui alle proprie e si rimanda il no… perché “altri stanno peggio”.

“Perché non sei come tuo cugino?”

Il paragone perfetto per trasformare l’autostima in un campo minato. Ogni bambino è unico, ma sentirselo ripetere così spesso può far nascere una voce interna che dice “non valgo quanto gli altri”. E quando devi dire no a qualcuno adulto? Ti blocchi: “E se mi vede come meno bravo?”.

“Faccio io, tu non sei capace”

Quante volte l’hai sentita? Anche detta con il cuore, questa frase dice: “Non mi fido di te”. E il messaggio arriva forte e chiaro: “Se non faccio tutto da solo, sbaglio”. Da adulto quel bambino cercherà sempre l’approvazione degli altri e avrà paura di dire no, perché teme che senza il loro supporto andrà tutto male.

“Non piangere, non vorrai che dicano che sei una femminuccia”

Ecco lo stereotipo mascherato da “consiglio”. Qui non si tratta solo di imparare a trattenere le lacrime, ma di imparare a reprimere tutto ciò che senti. Se fin da piccolo impari che i tuoi bisogni emotivi sono un problema, da adulto ti ritrovi a non dire no a richieste che ti schiacciano dentro. Perché “piangere” non si fa.

“Lascia perdere, non capisci”

Una frase che sembra protettiva, ma in realtà svaluta l’opinione di chi la ascolta. È come dire: “Le tue idee non hanno valore.” Quando cresci con questa voce in testa, dire no diventa difficile perché… tanto la tua opinione conta davvero? Ti convinci di no, e quindi meglio acconsentire.

“Quando sarai grande potrai fare quello che vuoi”

Aspetta un attimo… quando sarò grande? Da piccoli tutto viene rimandato a un futuro indefinito. Il problema è che questa frase insegna: “Ora non hai autonomia.” Da adulti, molti non hanno mai imparato a svilupparla; e senza autonomia, il no diventa un concetto astratto e spaventoso.

“Se fai così la mamma/papà va via”

Minaccia camuffata da pressione educativa. Usata per far “obbedire”, incide però profondamente sulla percezione dell’amore: “Se non fai quello che dico, non ti amerò più.” Da grande questo bambino tenderà a dire sì a tutto pur di mantenere il legame con gli altri.

“Se urli ti porto dallo psicologo/in collegio”

Una puntata horror nel parco dei traumi infantili! Frasi del genere spaventano il bambino più della punizione stessa. Piuttosto che esprimere emozioni – anche forti – il bambino impara a reprimere… e da adulto evita conflitti; il no? Evitato come la peste.

E ora? Come si spezza il ciclo?

Riconoscere queste frasi è il primo passo. Molti adulti che non sanno dire no non capiscono da dove nasce questa difficoltà. Ma collegare il proprio comportamento alla voce interiore che ripete quei morsi del passato è liberatorio. Significa vedere che non sei nato senza confini, ma che ti è stato insegnato a non usarli.

La buona notizia? Non è mai troppo tardi per imparare a dire no. Significa imparare a riconoscere i propri bisogni, a legittimarli e a comunicarli senza sensi di colpa. Per chi è genitore oggi, capire questi meccanismi è un’opportunità per crescere figli più sicuri, capaci di rispetto reciproco, e con confini sani. Perché la felicità non deriva da quanto sei bravo a soddisfare gli altri… ma da quanto hai potuto essere te stesso.

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