A volte i genitori parlano troppo…o troppo poco. In entrambi i casi, pur mossi dal miglior cuore, faticano a trovare le parole giuste per i propri figli. Parlare ai giovani non è mai semplice; se poi sono adolescenti, sembra affrontare le dodici fatiche di Ercole.
Eppure, quando si apre un vero dialogo e si scelgono parole semplici, poche ma potenti, succede qualcosa di straordinario: i figli si fanno ascoltare, rivelano le loro paure, condividono le loro gioie, e imparano a riconoscere e gestire le emozioni senza esserne travolti come in un terremoto.
Alcune parole, pronunciate con cura, non scivolano via come pioggia sui vetri: restano impresse nell’anima, diventano fari di fiducia e sicurezza. Il linguaggio è il mezzo più potente che un genitore possiede per far sentire i figli amati, compresi e forti dentro.
Eppure, per essere davvero efficaci, bastano poche frasi: solo tre. Tre frasi semplici, ma capaci di cambiare profondamente la vita dei propri figli.

“Come ti senti davvero?”
Forse vi riconoscerete in questo: molti genitori chiedono ai figli “Tutto a posto?” Una domanda che, di solito, attende solo un sì di convenienza. E i ragazzi, diciamocelo, spesso rispondono esattamente così, per assecondarci.
Ma chiedere davvero “Come ti senti?” è un’altra cosa. Non cerca un sì veloce, né una risposta superficiale. Chi riceve questa domanda capisce subito che non si tratta di formalità: è un invito sincero al dialogo, un gesto che dice “Voglio ascoltarti, voglio capire il tuo mondo.”
Esempio pratico: Immaginate un adolescente chiuso in camera, che rifiuta qualsiasi contatto. Non serve bussare con insistenza, né urlargli di scendere a cena. Basta un approccio delicato, una frase semplice: “Quando vuoi, possiamo parlare. Come ti senti davvero?”.
Con queste parole, gli si offre spazio, rispetto e fiducia. Gli si comunica che non deve fingere o assecondare, ma può aprirsi senza paura, sapendo che qualcuno è pronto ad ascoltarlo davvero.
“È normale sentirsi così”
Quando un genitore vede il proprio figlio triste, la tentazione naturale è dire: “Non è niente, non preoccuparti”. Ma spesso queste parole, pur dette con affetto, rischiano di far sentire il ragazzo solo o incompreso.
Molto più potente è far capire che “È normale sentirsi così. Tutti, prima o poi, ci siamo passati”. In questo modo, i figli non si sentiranno strani o diversi per le loro emozioni; non saranno alieni nel loro dolore, ma persone comprese e accolte.
Esempio pratico: il primo amore finito. Invece di liquidare il sentimento con un “Non preoccuparti”, un genitore può dire “Anch’io, alla tua età, ho provato la stessa cosa. È doloroso, ma con il tempo passa. È normale sentirsi così”. Con queste parole, il figlio sente che il suo dolore è reale, condiviso, e che è possibile attraversarlo senza sentirsi soli.
Le emozioni, quando riconosciute e validate, smettono di essere un nemico: diventano ponti, strumenti per crescere e capire se stessi.
“Sono fiera/o di te”
Si potrebbe pensare che questa sia una frase da dire solo quando un figlio porta a casa grandi risultati: un bel voto all’interrogazione di matematica, il primo posto a una gara scolastica, un gol segnato al novantesimo della partita di calcetto
E invece no. Questa è una frase da pronunciare soprattutto quando i figli mettono tutto se stessi in qualcosa, quando si dedicano con amore, passione e impegno totale. In quei momenti, più che davanti a una medaglia, bisogna dirgli: “Sono fiera di te”.
Esempio pratico: vostro figlio decide di partecipare a un concorso d’arte. Lo vedete lavorare giorno e notte, con la stessa gioia e trepidazione con cui da bambino aspettava il Natale. Prima ancora di conoscere il risultato, ditegli: “Sono fiera di te”. Così lui saprà che il vostro orgoglio non dipende dal premio o dal voto, ma dal cuore e dall’impegno che ci ha messo.
Con quelle parole, impara che il valore non sta solo nel risultato, ma nel coraggio di provare, di dare il massimo e di seguire ciò che ama.
Se si parla loro bene, i figli ascoltano i genitori
In alcuni momenti, poche parole, ben scelte, possono fare la differenza: farli sentire ascoltati, compresi e sicuri di sé.
Bastano tre frasi semplici, ma potenti:
- “Come ti senti davvero?”
- “È normale sentirsi così”
- “Sono fiera di te”
Pronunciate con cura, queste parole restano nell’anima, aiutando i figli a crescere forti, coraggiosi e fiduciosi nel loro cammino.
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