Ci sono paure che sembrano reali, inevitabili, quasi incontestabili. Eppure, Concita De Gregorio suggerisce qualcosa di destabilizzante: dietro molte di esse si nasconde una bugia che abbiamo imparato a credere. Una frase che colpisce perché smaschera ciò che spesso non mettiamo in discussione. Leggendola, potresti riconoscere qualcosa di tuo, qualcosa che ti trattiene senza che te ne accorga. E iniziare a guardare le tue paure con occhi completamente diversi.

Dietro ogni paura c’è una bugia
“Dietro ogni paura c’è una bugia. Qualcuno che ti inganna, qualcosa che mente.”
Questa frase ribalta il modo ordinario di guardare la paura. Di solito pensiamo alla paura come a una risposta alla realtà: ho paura perché c’è qualcosa di pericoloso, qualcosa di cui preoccuparsi, qualcosa che potrebbe andare male. Concita De Gregorio introduce un elemento diverso: e se quella paura fosse nata da una bugia? Se qualcuno ti avesse detto, in un momento della tua vita, che non sei abbastanza capace e tu lo avessi creduto, e ora hai paura ogni volta che devi dimostrare di valere? Se qualcuno ti avesse convinto che non meriti amore e ora hai paura di ogni relazione, ogni volta che qualcuno si avvicina troppo?
Le menzogne che producono più paure non sono quelle clamorose: sono quelle sussurrate, quelle ripetute nel tempo, quelle che vengono da persone di cui ci fidiamo. Un genitore che dice sempre “non ce la farai”. Un partner che ripete “sei troppo sensibile”. Una voce sociale che dice “è troppo tardi, hai già perso il treno”.
Queste frasi mentono. ma se le ascoltiamo abbastanza a lungo, smettono di sembrare le parole di qualcun altro e diventano la nostra voce interna. La paura che generano ci sembra autentica, nostra, fondata sulla realtà. Invece è fondata su una bugia che abbiamo finito per credere vera.
Riconoscere la bugia per smontare la paura
Il contributo più prezioso di questa frase è pratico: se dietro ogni paura c’è una bugia, allora il lavoro da fare non è combattere la paura direttamente, ma trovare la bugia che la alimenta.
Chiedersi: questa paura, da dove viene? Chi me l’ha insegnata? Era vera allora? È vera adesso? Spesso la risposta sorprende: la paura che senti come tua, come parte di te, è stata messa lì da qualcun altro e appartiene a loro, non a te. Riconoscerlo non la fa sparire di colpo. Ma toglie alla paura la sua autorità. Cambia il rapporto che hai con lei: da qualcosa che ti sopraffà a qualcosa che puoi esaminare, mettere in discussione, rifiutare. E comincia, lentamente, a restituirti la tua voce, quella che c’era prima che qualcuno iniziasse a mentire su di te.
La bugia non è sempre deliberata
Un’ultima cosa vale la pena dire: non tutte le bugie che alimentano le nostre paure sono dette con intenzione di ferire. Molte vengono da persone che a loro volta avevano paura, che a loro volta avevano creduto a una bugia che qualcuno aveva detto a loro.
Un genitore che ti ha convinto di non essere abbastanza capace probabilmente lo credeva perché qualcuno gli aveva detto la stessa cosa. Questo non giustifica il danno fatto. Ma cambia il modo in cui lo si guarda: non come il segno di qualcosa di sbagliato in te, ma come la propagazione di una menzogna che ha attraversato più generazioni e che tu, ora, puoi scegliere di non tramandare ulteriormente. Smettere di credere a una bugia è un atto che non riguarda solo te: interrompe una catena. Ed è, forse, uno degli atti di libertà più concreti che si possano compiere.
Concita De Gregorio (Livorno, 1963) è giornalista, scrittrice e conduttrice televisiva italiana. Ha diretto il quotidiano l’Unità dal 2008 al 2011, ed è firma di la Repubblica. Autrice di numerosi saggi e romanzi – tra cui Una madre lo sa, Malamore, Io vi maledico, Come mi chiamo, chi sono – il suo lavoro esplora con acutezza il linguaggio del potere, la condizione femminile e i meccanismi della menzogna nella vita pubblica e privata. La sua scrittura unisce rigore giornalistico e sensibilità letteraria, con una capacità rara di nominare con precisione le cose che di solito restano implicite.
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