Franco Battiato era un uomo di contraddizioni straordinariamente feconde. Cercava l’assoluto – lo studio del sufismo, la meditazione, la musica come via spirituale – e al tempo stesso guardava il mondo con un’ironia tagliente e affettuosa che non lasciava in pace nemmeno le proprie certezze. Era profondamente serio nel senso alto del termine, e al tempo stesso capace di ridere di sé stesso con una leggerezza che pochi intellettuali italiani hanno mai posseduto.
Questa doppiezza – la tensione verso il trascendente e la capacità di stare nel comico e nel banale senza vergognarsene – è forse il segreto più prezioso della sua opera. E in una canzone del 1985, L’animale, aveva sintetizzato questa doppiezza in una frase che sembra quasi una confessione; il tipo di confessione che solo chi ha smesso di cercare di sembrare intelligente può permettersi di fare.

Leggerezza e stupidità come via alla felicità
“Vivere non è difficile potendo poi rinascere. Cambierei molte cose un po’ di leggerezza e di stupidità.”
Questa frase è splendidamente ambigua, e l’ambiguità è tutta la sua forza. La prima parte, “vivere non è difficile potendo poi rinascere”, è la voce di chi crede nella reincarnazione o almeno nell’impermanenza radicale dell’esistenza. Se questa non è la tua unica vita – se hai più tentativi, più occasioni, più incarnazioni in cui imparare e correggere – allora il peso di ogni singola scelta si alleggerisce. L’urgenza si stempera. L’angoscia dell’unica opportunità sparisce.
E poi arriva il cambio di tono che è la vera rivelazione: “cambierei molte cose un po’ di leggerezza e di stupidità”. Battiato non dice: avrei studiato di più. Non dice: avrei meditato più a lungo, avrei trovato prima il centro di gravità permanente. Dice: più leggerezza. Più stupidità. L’uomo che aveva passato una vita a cercare la profondità, a non voler perdere tempo con la televisione dei cretini, a costruire musica sinfonica e filosofia in tre minuti di pop, quell’uomo dice che gli sarebbe mancata la stupidità. Non come resa, ma come correzione di rotta.
Il paradosso della seriosità
C’è una trappola in cui cadono spesso le persone intelligenti e ambiziose: la seriosità, quella forma di rigidità con sé stessi che trasforma ogni momento in un’occasione di miglioramento, ogni scelta in una prova del carattere, ogni risata in una perdita di tempo. Battiato era abbastanza onesto da riconoscere di averci ceduto, e abbastanza libero da ammettere che forse non era sempre stato saggio farlo.
La leggerezza che rimpiange non è superficialità: è la capacità di non portare il peso del mondo sulle spalle in ogni momento. Di lasciarsi trascinare da qualcosa di senza senso, di perdere un’ora senza che quella perdita debba giustificarsi. Di permettersi la stupidità – quel momento in cui si smette di analizzare, di capire, di cercare il significato più profondo – e si sta semplicemente nel momento, senza che il momento debba valere qualcosa.
Altre frasi di Battiato sulla vita e la leggerezza
“Niente è come sembra, niente è come appare, perché niente è reale.”
Questa frase condensa in pochissime parole il nucleo della visione di Battiato: la realtà è apparenza, e l’apparenza inganna sempre. Ma c’è in questa constatazione qualcosa di liberatorio, non solo di angoscioso: se niente è reale nel senso assoluto, allora anche i tuoi errori, anche le tue vergogne, anche i tuoi fallimenti non lo sono del tutto. Anche loro sono apparenza. Anche loro passano.
“Non mi interessa sentirmi intelligente guardando in tv dei cretini; preferirei sentirmi un cretino di fronte a persone eccellenti.”
Questa confessione è forse la più paradossale e la più onesta di Battiato. In un’epoca in cui tutti cercano di sentirsi superiori – la tv dei cretini è stata costruita esattamente su questo principio – lui dice il contrario. Preferisce la scomodità intellettuale, l’umiltà di sentirsi il meno bravo nella stanza, alla confortante arroganza di essere il più sveglio tra chi non lo è. È la scelta di chi ha davvero fame di crescere, e che capisce che la leggerezza non è l’opposto della profondità, ma spesso la sua condizione.
“Sono per natura un contemplativo. I profumi, l’aria, sono per me come il telecomando che spegne il mondo.”
Questa frase è Battiato nella sua essenza più quieta e più vera. L’uomo che ha fatto musica per mezzo secolo, che ha attraversato mille stili e mille identità artistiche, si definisce un contemplativo. Qualcuno che sa stare fermo. Che trova nel silenzio – nel profumo, nell’aria, nella piccola percezione sensoriale- un modo per spegnere il rumore del mondo. È la leggerezza nella sua forma più alta: non l’assenza di profondità, ma la capacità di trovare la profondità nel più semplice e nel più banale.
Frasi di Battiato sulla vita
- “Vivere non è difficile potendo poi rinascere. Cambierei molte cose un po’ di leggerezza e di stupidità.”
- “Niente è come sembra, niente è come appare, perché niente è reale.”
- “Non mi interessa sentirmi intelligente guardando in tv dei cretini; preferirei sentirmi un cretino di fronte a persone eccellenti.”
- “Sono per natura un contemplativo. I profumi, l’aria, sono per me come il telecomando che spegne il mondo.”
BIO di Franco Battiato
Franco Battiato (Ionia, Catania, 1945 – Milo, Catania, 2021) è stato cantautore, compositore, regista e pittore italiano, considerato uno degli artisti più originali e influenti della musica italiana del Novecento. La sua carriera ha attraversato decenni e generi diversissimi: dalla musica sperimentale e avanguardista degli anni Settanta al pop sofisticato degli anni Ottanta (Centro di gravità permanente, La cura, L’era del cinghiale bianco), fino alla musica sacra e alle composizioni sinfoniche. Profondo conoscitore del sufismo, della spiritualità orientale e della filosofia, ha portato nella musica pop italiana temi e riferimenti del tutto insoliti per il genere. Tra i suoi album più importanti: La voce del padrone (1981, primo disco italiano a vendere un milione di copie), L’arca di Noè (1982), Fisiognomica (1988), Apriti sesamo (2012). Si è spento a Milo, in Sicilia, il 18 maggio 2021.
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