La frase di Recalcati sul peso delle parole che dici: lasciano segni, spostano vite, cambiano tutto

Massimo Recalcati è uno psicanalista e come tale sa meglio di chiunque altro cosa fanno le parole alle persone. Nel suo lavoro clinico vede ogni giorno l’effetto che certe parole hanno avuto su chi si siede davanti a lui: parole dette da un genitore vent’anni prima e ancora vive nella carne, parole di un insegnante che hanno aperto o chiuso un futuro, parole di un partner che hanno ridefinito l’immagine che qualcuno aveva di sé. Le parole non evaporano. Si depositano. E Recalcati lo sa meglio di chiunque.

frase di Recalcati sul peso delle parole

Le parole hanno un peso, non sono fatte d’aria

Le parole hanno un peso, non sono fatte d’aria. Possiedono una loro consistenza: spostano le vite delle persone, lasciano segni, accendono entusiasmi e ricordi, aprono i cuori, armano le mani, sentenziano, liberano, incatenano, sconvolgono, sospingono all’odio o all’amore, aprono o chiudono i mondi.

Questa frase è una delle più dense che Recalcati abbia mai scritto e vale la pena prenderla con la lentezza che merita. Comincia con la negazione dell’aria: le parole non sono aria. Non sono effimere, non si disperdono nel vento, non spariscono appena pronunciate. Hanno consistenza, una materialità psichica che agisce sulle persone come agiscono gli oggetti fisici sul corpo.

L’elenco di verbi che segue è straordinario per varietà: spostano, lasciano, accendono, aprono, armano, sentenziano, liberano, incatenano, sconvolgono, sospingono, aprono, chiudono. Non c’è una sola azione neutra in questa lista. Ogni verbo indica un effetto potente e gli effetti si muovono in direzioni opposte: liberano e incatenano, aprono e chiudono, sospingono all’amore e all’odio. Le parole non sono né buone né cattive per natura: sono potenti. E la potenza, come ogni strumento potente, dipende da come viene usata.

Il peso delle parole nella vita quotidiana

Recalcati non sta parlando solo dei grandi discorsi storici, non sta parlando solo della letteratura o della propaganda politica. Sta parlando delle parole di tutti i giorni, quelle che si scambiano in famiglia, quelle che si sentono a scuola, quelle che si ricevono o non si ricevono da chi si ama.

Un genitore che dice al figlio “sei capace” sta aprendo un mondo. Uno che dice “non combinerai mai niente” sta chiudendo un mondo. Due frasi brevissime, capaci di effetti che durano decenni.

Questo è il nucleo della psicanalisi e il nucleo del pensiero di Recalcati: le persone sono fatte, in misura enorme, di parole ricevute. L’identità si costruisce dentro un linguaggio. E il linguaggio può costruire o demolire, a seconda di come viene usato.

La responsabilità che questa frase ci dà

Se le parole hanno un peso, allora usarle ha conseguenze e usarle male ha costi reali. La frase di Recalcati non è solo una descrizione: è un invito alla responsabilità. Ogni conversazione, ogni messaggio, ogni commento porta con sé il potenziale di lasciare un segno. Saperlo non significa diventare paralizzati dal timore di sbagliare parola, significa sviluppare una cura maggiore per quello che si dice, come si dice, quando si dice. E soprattutto: significa smettere di credere che “tanto erano solo parole”.

Frasi di Massimo Recalcati sul peso delle parole

  1. Le parole hanno un peso, non sono fatte d’aria. Possiedono una loro consistenza: spostano le vite delle persone, lasciano segni, accendono entusiasmi e ricordi, aprono i cuori, armano le mani, sentenziano, liberano, incatenano, sconvolgono, sospingono all’odio o all’amore, aprono o chiudono i mondi.
  2. Il pensiero, la parola, il nome ci tengono uniti da un filo invisibile.
  3. In questo contesto la parola perde peso e viene ridotta a un suono privo di senso. La crisi della Scuola coincide in tal senso con una crisi più profonda della parola. È un altro tratto paradossale del nostro tempo: la parola circola ovunque rivelando il suo carattere inflazionato.
  4. Nell’epoca dell’indebolimento generalizzato di ogni autorità simbolica è ancora possibile una parola degna di rispetto?
  5. La parola si soddisfa nell’ascolto dell’Altro. La mia parola è riconosciuta solo quando viene ascoltata.

BIO di Massimo Recalcati

Massimo Recalcati (Milano, 1959) è psicanalista, scrittore e saggista italiano, tra le voci più influenti della psicanalisi lacaniana nel panorama culturale italiano e internazionale. Docente universitario e autore di numerosi libri – tra cui Il complesso di Telemaco (2013), Le mani della madre (2015), L’ora di lezione (2014), A libro aperto (2022) – la sua opera intreccia psicanalisi, filosofia, letteratura e arte. Editorialista di la Repubblica, è noto al grande pubblico per la chiarezza con cui porta i concetti della psicanalisi fuori dai contesti specialistici.

Leggi anche: La bellissima frase di Recalcati sul ricordo e su come tenere sempre dentro chi se n’è andato: “Sono assenze presenti