Frasi di Aristotele sulla vecchiaia, ti aiutano a capire perché i tuoi genitori anziani sono spesso irriconoscenti

Quando si apre un qualunque manuale di filosofia del liceo, il primo argomento in cui ci si imbatte è quello dei filosofi dell’antica Grecia: dai presocratici fino ad Aristotele, che rappresenta spesso il primo grande scoglio da affrontare. Li immaginiamo passeggiare nell’Agorà o nei giardini, sempre assorti nei loro pensieri, con lo sguardo severo e la testa tra le nuvole. Aristotele può apparire come un vecchio brontolone, ma quando si esprimeva proprio sul tema della vecchiaia usava un linguaggio diretto, senza sconti: parole che non vanno prese alla lettera, bensì lette con attenzione e su cui vale la pena riflettere a lungo.

Frasi di Aristotele sulla vecchiaia
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Chi era Aristotele, il filosofo dalla curiosità insaziabile

Aristotele nacque nel 384 a.C. a Stagira, una cittadina della Grecia nord-orientale, in una famiglia di buon rango. Suo padre, Nicomaco, era il medico personale del re macedone Aminta III. Fin da giovane mostrò un’intelligenza fuori dal comune e una curiosità instancabile, qualità che lo portarono a studiare ad Atene. Qui ebbe la fortuna di entrare nell’Accademia di Platone, dove si formò approfondendo un’ampia varietà di discipline, dalle scienze naturali a quelle sociali. Frequentò assiduamente la ricca biblioteca dell’Accademia, leggendo moltissime opere e attirando l’attenzione dello stesso Platone.

Aristotele può essere definito un filosofo dalle mille sfaccettature, come dimostra l’enorme eredità del suo pensiero. A differenza del suo maestro, fu un pensatore “con i piedi per terra”, profondamente interessato al mondo concreto più che a quello delle idee. Osservatore attento e acuto, studiò l’essere umano, ne analizzò i comportamenti e rifletté su molti aspetti dell’esistenza, dalla vita quotidiana fino al tema della vecchiaia.

Cosa pensava Aristotele della vecchiaia

Ad Aristotele viene spesso attribuita una frase dal sapore proverbiale:

A un vecchio non far mai del bene.”

A una prima lettura, e senza soffermarsi troppo, questa affermazione può sembrare un invito cinico a non compiere gesti di gentilezza verso gli anziani, quasi che il bene rivolto a chi ha più anni sia inutile o addirittura dannoso. In realtà, dietro l’apparente durezza della citazione, si cela un significato ben più profondo, che emerge solo se la si colloca all’interno del pensiero aristotelico.

Nella sua attenta e minuziosa analisi dei caratteri umani, Aristotele descrive gli anziani come diffidenti, pessimisti e, in certa misura, poco inclini alla speranza. Di conseguenza, fare del bene a chi rifiuta il cambiamento e si abbandona a una visione disincantata e negativa dell’esistenza può apparire privo di senso.

Ma Aristotele non era certo un filosofo che si limitava a una semplice descrizione della realtà. La sua intenzione non era prescrivere una regola morale da seguire alla lettera. Questa frase va piuttosto letta come un’iperbole, un paradosso provocatorio pensato per scuotere le coscienze – sia la nostra sia quella degli anziani – e stimolare una riflessione più profonda sul rapporto tra età, carattere e virtù.

Il bene in quanto bene… anche per gli anziani

Una delle opere più importanti – e anche tra le più piacevoli da leggere – di Aristotele è l’Etica Nicomachea. In questo testo, il filosofo di Stagira afferma che il bene va compiuto in quanto tale, indipendentemente dall’età di chi lo compie o di chi lo riceve.

Tornando alla massima di dubbia attribuzione, il significato appare più chiaro: il bene si fa perché è bene, non per ottenere un riconoscimento. Non si deve compiere una buona azione, nemmeno verso gli anziani più ostinati, aspettandosi un ringraziamento; si deve fare il bene semplicemente perché è giusto farlo.

Per questo, cerca di essere più comprensivo quando desideri aiutare i tuoi genitori, quando provi a risolvere un loro problema o ti preoccupi per loro, anche se in risposta ricevi solo un “no” o uno sguardo storto. Continua comunque a fare del bene, anche se sembra non venga apprezzato subito: fallo perché è giusto, perché va fatto.

Frasi di Aristotele sulla vecchiaia

  1. “Lo studio è la miglior previdenza per la vecchiaia.”
  2. “È da tutti ed è facile adirarsi, e donare denaro e far spese: ma farlo con chi si deve, nella misura giusta, al momento opportuno, con lo scopo e nel modo convenienti, non è più da tutti né facile. Ed è per questo che il farlo bene è cosa rara, degna di lode e bella.”
  3. “Pensate da uomini saggi, ma parlate come la gente comune.”

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