Frasi di Maria Montessori sull’immaginazione, utili per difenderti da tuo marito quando ti accusa di pensare troppo

Maria Montessori non è stata solo una pedagogista, una scienziata o un monumento dell’educazione mondiale. È stata una donna che ha pensato controcorrente, in un’epoca in cui alle donne si chiedeva soprattutto di tacere, obbedire e non “fantasticare”. E invece lei ha fatto proprio questo: ha osservato, ha immaginato, ha creato. E ha anche spiegato, con parole chiarissime, che l’immaginazione non è un difetto di fabbrica, né una fuga dalla realtà, ma una forza potentissima. Una forza che, guarda caso, ancora oggi viene spesso rimproverata soprattutto alle donne. “Pensi troppo”, “ti fai troppi film”, “usi troppo la fantasia”. Tradotto: stai usando l’immaginazione. E questo, per Montessori, non è mai stato un problema. Anzi.

Frasi di Maria Montessori sull’immaginazione

Chi era Maria Montessori

Prima di diventare “la Montessori”, Maria è stata una donna che ha dovuto lottare per studiare, per lavorare, per essere presa sul serio. Prima donna medico in Italia, osservatrice instancabile dei bambini, scienziata con lo sguardo rivolto al futuro. Non parlava di educazione dall’alto in basso, ma partendo dall’esperienza concreta, dalla realtà quotidiana. Ed è proprio qui che entra in gioco l’immaginazione, quella vera, quella che non nasce dal nulla ma da ciò che si vive.

Per Maria Montessori l’immaginazione non è una nuvola rosa dove rifugiarsi quando il mondo è brutto. È piuttosto una capacità che si costruisce, mattone dopo mattone, grazie al contatto con la realtà. Lo scrive chiaramente ne Il segreto dell’infanzia, quando afferma:

Non è vero che il bambino viva di fantasia: egli ha bisogno di realtà per costruire la sua immaginazione.”

Un concetto rivoluzionario allora e, a ben vedere, ancora oggi.

Cos’è l’immaginazione per Maria Montessori

Maria Montessori smonta un equivoco che resiste ostinatamente nel tempo: immaginare non significa inventarsi cose a caso. Per lei l’immaginazione è una rielaborazione creativa di ciò che conosciamo. È il risultato di esperienze reali, osservate, toccate, vissute. Lo ribadisce anche in Educazione per un mondo nuovo, quando scrive:

L’immaginazione si fonda su ciò che è stato visto, toccato, vissuto: senza realtà non può esistere.”

Insomma, niente castelli in aria senza fondamenta. Prima viene la realtà, poi l’immaginazione. Non a caso, in La mente assorbente, Montessori afferma:

Prima viene la realtà, poi l’immaginazione: questa è la vera strada dello sviluppo mentale.”

Un messaggio chiarissimo: immaginare è un atto serio, non una perdita di tempo.

L’immaginazione non diventa grande…“: una frase che parla anche a noi

Arriviamo al cuore della questione. La frase che più di tutte racchiude il pensiero montessoriano sull’immaginazione è questa:

L’immaginazione non diventa grande fino a quando l’essere umano, dato il coraggio e la forza, la usa per creare.”

Qui Maria Montessori dice una cosa scomodissima: immaginare non basta. Serve coraggio. Serve forza. Perché creare significa esporsi, rischiare, cambiare qualcosa. L’immaginazione cresce solo quando smette di essere trattenuta, ridicolizzata, repressa.

E qui il collegamento con la vita quotidiana è fin troppo facile. Quante volte una donna che riflette, anticipa problemi, immagina conseguenze viene liquidata con un “ti fai troppe paranoie”? Quante volte l’immaginazione viene scambiata per esagerazione, soprattutto dentro le mura di casa? Maria Montessori ci direbbe che non stiamo “pensando troppo”. Stiamo facendo quello che l’essere umano dovrebbe fare: usare l’immaginazione per creare, migliorare, proteggere.

Un’arma gentile contro chi minimizza il pensiero

Difendersi dall’accusa di “immaginare troppo” non significa diventare aggressive. Significa essere consapevoli. L’immaginazione, per la Montessori, è uno strumento di crescita, non un difetto caratteriale. È quella capacità che ci permette di vedere prima, di collegare i punti, di intuire. Quando qualcuno ci accusa di immaginare troppo, spesso sta dicendo: “Stai vedendo qualcosa che io non vedo (o non voglio vedere)”. E questo richiede coraggio. Esattamente quello di cui parla Maria Montessori. Non a caso, in Dall’infanzia all’adolescenza, scrive:

L’immaginazione del bambino è una forza che cresce con l’esperienza reale e non con la fantasia vuota.”

Tradotto in versione adulta: se immagini, è perché hai esperienza. E se hai esperienza, forse hai anche ragione.

Montessori oggi: una lezione ancora attuale

Maria Montessori ci lascia un messaggio potente e liberatorio: immaginare non è una fuga, è un atto di responsabilità. È il primo passo verso la creazione, il cambiamento, l’autodifesa emotiva. E no, non è vero che chi immagina troppo vive fuori dalla realtà. Spesso è esattamente il contrario.

Difendere la propria immaginazione significa difendere il diritto di pensare, di prevedere, di creare alternative. Un diritto che Maria Montessori ha esercitato per tutta la vita e che oggi possiamo rivendicare anche noi, magari con un sorriso ironico quando qualcuno ci dice che “pensiamo troppo”. Perché, come ci insegna lei, senza immaginazione non si cresce. E senza coraggio, l’immaginazione resta piccola.

Frasi di Maria Montessori sull’immaginazione

  1. L’immaginazione non diventa grande fino a quando l’essere umano, dato il coraggio e la forza, la usa per creare.”
  2. L’immaginazione del bambino è una forza che cresce con l’esperienza reale e non con la fantasia vuota.”
  3. Prima viene la realtà, poi l’immaginazione: questa è la vera strada dello sviluppo mentale.”
  4. L’immaginazione si fonda su ciò che è stato visto, toccato, vissuto: senza realtà non può esistere.”
  5. Non è vero che il bambino viva di fantasia: egli ha bisogno di realtà per costruire la sua immaginazione.”
  6. L’immaginazione nasce dal contatto con il mondo reale, che il bambino assorbe e rielabora.”

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