Platone, filosofo ateniese vissuto tra il 427 e il 347 a.C., non era solo un teorico chiuso nei suoi libri: osservava la vita e gli uomini con una saggezza pratica e un po’ di ironia. Parlava di politica, di morale e soprattutto di giudizio, insegnandoci come distinguere il vero dal falso e da chi conviene ascoltare davvero. In un mondo pieno di chiacchiere, le sue parole sono ancora attuali e ci offrono una guida per muoverci tra opinioni, consigli e giudizi altrui.

Il giudizio secondo Platone
Per Platone, il giudizio non è qualcosa che si può improvvisare. Non basta avere opinioni forti o urlare più degli altri per avere ragione: il vero giudizio nasce dalla conoscenza, dall’esperienza e dalla riflessione. In diversi dialoghi, come il Critone e la Repubblica, Platone mostra quanto sia importante capire chi ha davvero la competenza per giudicare e chi, invece, parla a vanvera. Uno dei suoi insegnamenti più celebri arriva da questa frase:
“Non c’è da darsi pensiero di ciò che dice la gente; ma piuttosto di ciò che dice colui che ha conoscimento del giusto e dello iniquo, di quello solo.”
Qui Platone ci dice, senza mezzi termini, di non preoccuparci delle chiacchiere del bar o dei consigli di chi giudica senza sapere. Dobbiamo ascoltare chi ha studiato, riflettuto e può offrirci un giudizio ponderato.
Perché questa frase è importante
La frase del Critone funziona come un filtro intelligente. Nella vita di tutti i giorni siamo circondati da giudizi gratuiti: critiche dei colleghi, commenti degli amici, opinioni sui social. Se ascoltassimo tutto, saremmo costantemente confusi. Platone ci insegna che non tutte le voci meritano la nostra attenzione. Solo chi ha conoscenza e competenza sa distinguere il giusto dallo sbagliato, e da chi vale davvero la pena ascoltare.
Il buon giudizio richiede esperienza
Platone sottolinea che il vero giudizio nasce dall’esperienza e dalla riflessione. In Giustizia e ingiustizia scrive:
“Il buon giudice non deve essere giovane, ma anziano, uno che ha appreso tardi che cosa è l’ingiustizia… ma per averla studiata nelle anime altrui.”
È un chiaro invito a osservare, imparare dagli errori e capire la natura umana. Non si diventa saggi dall’oggi al domani: serve tempo, studio e capacità di riflettere sulle azioni proprie e altrui.
Scegliere chi ascoltare
La lezione pratica è semplice: ascolta chi sa davvero. In un mondo pieno di voci improvvisate e pseudo-esperti, distinguere chi ha competenza è fondamentale. Filtrare le opinioni ti evita confusione e frustrazione, e ti aiuta a crescere senza disperdere energie. Platone ci ricorda che il giudizio è prezioso e va custodito: non tutti i consigli meritano la tua attenzione.
Il giudizio è un’arte che richiede conoscenza
Platone ci lascia un messaggio chiaro: il giudizio è un’arte che richiede conoscenza, esperienza e discernimento. Non tutte le opinioni valgono, e non tutte le persone sono degne del nostro ascolto. Imparare a riconoscere chi ha vera competenza ci permette di vivere meglio, con maggiore lucidità e meno stress. In poche parole, come direbbe Platone se vivesse oggi: sorridi alle chiacchiere inutili e ascolta solo chi sa davvero di cosa parla.
Frasi di Platone sul giudizio
- “La causa di tutti gli errori commessi dall’uomo nasce da questo eccessivo amore per se stesso. Colui che intende essere un grande uomo dovrebbe amare non sé stesso né le proprie cose, ma solo ciò che è giusto, sia che venga fatto da lui stesso o da un altro.”
- “La qualità del buon giudizio è chiaramente una forma di conoscenza e di abilità, poiché è per conoscenza e non per ignoranza che giudichiamo bene.”
- “Non è necessario per l’uomo che vuol essere oratore comprendere ciò che è realmente giusto, ma solo ciò che apparirebbe tale alla maggioranza di coloro che daranno giudizio.”
- “La conoscenza senza giustizia dovrebbe essere chiamata astuzia piuttosto che saggezza.”
- “Il più alto grado di ingiustizia è essere ritenuti giusti quando in realtà non lo si è.”
- “Non c’è da darsi pensiero di ciò che dice la gente; ma piuttosto di ciò che dice colui che ha conoscimento del giusto e dello iniquo, di quello solo.”
- “Chi intende essere grande non deve amare né sé stesso né le proprie cose, ma solo ciò che è giusto, ovunque esso appaia.”
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