Frasi di Tiziano Terzani sul silenzio, ti aiutano a trovare il modo per tenere ancora vicino a te chi ormai non c’è più

Tiziano Terzani non è stato solo un grande giornalista. È stato un uomo che, a un certo punto della vita, ha deciso di togliere il volume al mondo. Non per scappare, ma per capire. Mentre tutti urlavano, correvano, producevano opinioni a getto continuo, lui si è fermato. E nel fermarsi ha scoperto una cosa che oggi ci sembra quasi rivoluzionaria: il silenzio non è vuoto, è pieno. Pieno di senso, di memoria, di legami che non si spezzano nemmeno quando la vita fa il suo mestiere più duro: portarci via le persone che amiamo. C’è una frase, tratta da La fine è il mio inizio, che più di tutte racconta il suo modo di stare al mondo e di salutare la vita. Una frase che non consola nel modo zuccheroso a cui siamo abituati, ma che funziona. Eccome se funziona.

Frasi di Tiziano Terzani sul silenzio
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Chi era Tiziano Terzani

Tiziano Terzani è stato inviato speciale, testimone di guerre, rivoluzioni, cambiamenti epocali. Ha visto il mondo da vicino, spesso troppo da vicino. A un certo punto, però, quel mondo ha iniziato a fargli rumore. Non un rumore qualsiasi, ma quello che ti entra in testa e non ti fa più sentire niente. Né gli altri, né te stesso.

Ed è lì che Terzani smette di essere solo il reporter famoso e diventa un uomo che si fa domande scomode. Domande tipo: “Ma tutto questo parlare serve davvero?” oppure “Quando è stata l’ultima volta che ho ascoltato sul serio?”. Il silenzio, per lui, non è mai stato una fuga mistica per anime pure. È stato uno strumento pratico. Come dire: se vuoi capire qualcosa di importante, spegni tutto il resto.

Cos’è il silenzio per Terzani

Per Tiziano Terzani il silenzio non è l’assenza di suoni. È l’assenza di rumore inutile. È lo spazio in cui finalmente non devi dimostrare niente a nessuno. Nei suoi libri – soprattutto negli ultimi, quelli più intimi – il silenzio diventa una sorta di casa interiore. Un luogo dove tornare quando il mondo diventa troppo affollato, troppo veloce, troppo chiassoso.

Nel silenzio, scrive e racconta, i pensieri smettono di rincorrersi come cani impazziti. Si calmano. E quando si calmano, succede qualcosa di raro: emerge quello che conta davvero. Non le frasi brillanti, non le risposte pronte, ma le domande giuste.

Parlarsi senza parlare

E ricordati, io ci sarò… Allora ogni tanto, se mi vuoi parlare, mettiti da una parte, chiudi gli occhi e cercami. Ci si parla. Ma non nel linguaggio delle parole. Nel silenzio.”

Questa frase è un testamento emotivo. Terzani la dice al figlio, ma in realtà la dice a tutti noi. Sta dicendo una cosa semplice e potentissima: le persone che abbiamo amato non spariscono. Cambiano forma. E per sentirle non serve parlare, spiegare, pregare ad alta voce. Serve tacere.

Non è poesia astratta. È un’istruzione pratica. “Mettiti da una parte” significa: esci dal frastuono. “Chiudi gli occhi” vuol dire: smetti di guardare fuori. “Cercami” non è nostalgia, è presenza. Ma una presenza che si sente solo se fai silenzio.

Perché questa frase ci è utile

Viviamo in un’epoca in cui il dolore va esibito o ignorato. O fai un post, o fai finta di niente. Il silenzio non è previsto. E invece Tiziano Terzani ci dice che proprio lì, nel silenzio, possiamo continuare a tenere dentro di noi chi abbiamo perso senza trasformarlo in un fantasma triste o in una ferita aperta.

Nel silenzio non si discute, non si litiga, non si corregge. Nel silenzio si sente. E sentire è l’unico modo per mantenere vivi certi legami. Non come ricordi imbalsamati, ma come presenze interiori che ci accompagnano. Non parlano, ma ci guidano. Non rispondono, ma rassicurano.

Il silenzio come atto di coraggio

Tiziano Terzani lo sapeva bene: stare in silenzio richiede più coraggio che parlare. Parlare è facile. Tacere significa affrontare quello che c’è davvero dentro. Anche la paura, anche la mancanza. Ma è proprio lì che si fa spazio qualcosa di nuovo. Una pace meno rumorosa, meno appariscente, ma più solida.

Il suo invito non è a chiudersi nel silenzio per sempre, ma a usarlo come bussola. A tornarci ogni tanto, soprattutto quando perdiamo qualcuno e non sappiamo più dove metterlo dentro di noi.

Alcune cose vanno sentite nel silenzio

Tiziano Terzani ci ha lasciato una lezione semplice e scomoda: non tutto va detto, non tutto va spiegato, non tutto va condiviso. Alcune cose vanno sentite. E per sentirle serve silenzio.

In un mondo che urla, lui ci ha insegnato a sussurrare dentro. E forse è proprio così che restiamo davvero in contatto con chi abbiamo amato: non parlando di loro, ma parlando con loro. Nel silenzio.

Frasi di Tiziano Terzani sul silenzio

  1. I migliori compagni di viaggio sono i libri: parlano quando si ha bisogno, tacciono quando si vuole silenzio. Fanno compagnia senza essere invadenti.”
  2. E ricordati, io ci sarò… Allora ogni tanto, se mi vuoi parlare, mettiti da una parte, chiudi gli occhi e cercami. Ci si parla. Ma non nel linguaggio delle parole. Nel silenzio.”
  3. Il silenzio fu una grande scoperta. Senza il primo piano delle parole degli altri, capii che la bellezza gloriosa della natura era nel suo silenzio. Tutti, di tanto in tanto, dovremmo affermare questo diritto al silenzio.”
  4. Ein Sadhu mi disse… novantotto su cento pensieri li abbiamo già avuti. Anche i pensieri si ripetono. Perciò possiamo fermarli, cioè portarli totalmente al silenzio. Nella quiete si trovano uno o due pensieri veramente nuovi.”
  5. C’è un dentro che non è da nessuna parte, come il silenzio, come l’aldilà…
  6. Fai pensieri brevi perché le interruzioni sono frequentissime. Il silenzio non esiste più.”

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