Ci sono frasi che non si limitano a raccontare una storia: la spalancano. Quando Massimo Gramellini dice:
“Per tutta la vita ho avuto il desiderio di costruire una famiglia, avendola io persa quando ero molto piccolo. Sono contentissimo di avere una famiglia, adesso. L’abbraccio ti ripaga di tutto”
non sta facendo poesia. Sta facendo verità. E la verità, quando è nuda, non ha bisogno di effetti speciali.
In un’epoca in cui la parola “famiglia” è diventata per molti un optional, una scelta rimandabile o addirittura evitabile, Gramellini la riporta al suo nucleo essenziale: l’abbraccio. Non il mutuo. Non le foto perfette su Instagram. Non l’idea romantica da cartolina. L’abbraccio. E dietro quell’abbraccio c’è una ferita.

Chi è Massimo Gramellini
Massimo Gramellini è uno dei giornalisti e scrittori italiani più amati. Editorialista del Corriere della Sera, già firma storica de La Stampa, autore di romanzi di grande successo come Fai bei sogni, è una voce riconoscibile per tono e profondità.
Gramellini perde la madre quando era bambino. Una perdita raccontata proprio in Fai bei sogni, libro che ha toccato migliaia di lettori perché parla di dolore senza autocommiserazione. Gramellini non parla di famiglia da teorico. Ne parla da sopravvissuto.
“Ho perso la famiglia da piccolo”: il desiderio che nasce dal vuoto
La prima parte della frase è la chiave:
“Per tutta la vita ho avuto il desiderio di costruire una famiglia, avendola io persa quando ero molto piccolo.”
Non dice: “Ho sempre creduto nella famiglia”. Dice: “Ho avuto il desiderio di costruirla”. Il desiderio nasce dal vuoto.
Quando perdi qualcosa troppo presto, non smetti di averne bisogno. Anzi. Quel bisogno diventa una bussola silenziosa. Per Gramellini, la famiglia non è un’istituzione astratta: è ciò che è mancato. È il luogo che si è svuotato.
E qui c’è una lezione potente: spesso sottovalutiamo ciò che abbiamo finché non lo perdiamo. Lui l’ha perso. E invece di chiudersi, ha scelto di ricostruire. Non è scontato. Molti, davanti a un’assenza così grande, decidono di non rischiare più. Di non legarsi. Di non creare. Di non mettere al mondo niente che possa essere ferito. Lui no.
“Sono contentissimo di avere una famiglia, adesso“: la felicità come conquista
La seconda parte della frase è quasi infantile nella sua semplicità:
“Sono contentissimo di avere una famiglia, adesso.”
“Contentissimo”. Non “soddisfatto”. Non “realizzato”. Contentissimo. È la parola di chi ha ancora la capacità di stupirsi. Di chi non dà per scontato ciò che altri vivono come routine.
In un mondo che celebra l’individualismo, Gramellini ci ricorda che la felicità può avere una forma concreta: qualcuno che ti aspetta. Qualcuno che ti chiama. Qualcuno che ti abbraccia. E non è retorica.
Studi di psicologia relazionale mostrano che la qualità delle relazioni affettive è il principale predittore di benessere e longevità. Non il successo. Non il denaro. Le relazioni.
In altre parole: l’abbraccio, scientificamente, “ripaga di tutto”.
“L’abbraccio ti ripaga di tutto“: cosa significa
Questa è la frase che resta:
“L’abbraccio ti ripaga di tutto.”
Ripaga di cosa? Delle delusioni. Delle fatiche. Delle giornate storte. Delle insicurezze.
Un abbraccio non cancella i problemi. Ma li ridimensiona. È un messaggio corporeo che dice: “Non sei solo”. E la solitudine, lo sappiamo, è la grande malattia silenziosa del nostro tempo.
Gramellini, che ha conosciuto la solitudine vera -quella di un bambino che perde la madre – sa quanto sia devastante. E proprio per questo dà valore al gesto più semplice. Non ci parla di eroismi. Ci parla di presenza.
Perché questa frase può cambiare anche noi
Magari tu hai sempre pensato: “La famiglia? Non fa per me.” “Meglio restare liberi.” “Troppi rischi.” E hai anche le tue ragioni. Ma la frase di Gramellini insinua un dubbio benefico: e se la famiglia non fosse una gabbia, ma un porto? Non si tratta di sposarsi domani o fare figli per pressione sociale. Si tratta di chiedersi:
- voglio qualcuno che mi abbracci quando il mondo mi travolge?
- voglio essere per qualcuno quell’abbraccio?
La famiglia non è solo un diritto. È una possibilità di senso. Gramellini ci mostra che anche chi ha perso tutto può ricominciare. Che non siamo condannati dalle ferite. Che possiamo costruire ciò che ci è mancato. E forse la vera modernità non è scappare dai legami, ma sceglierli con consapevolezza.
La famiglia come scelta di coraggio
Costruire una famiglia, soprattutto oggi, è un atto quasi controcorrente. Richiede:
- responsabilità:
- capacità di restare:
- volontà di crescere insieme.
Gramellini ci ricorda che non è la perfezione a fare la famiglia, ma la presenza. E forse il messaggio più potente è questo: non lasciare che la paura ti impedisca di avere ciò che potrebbe ripagarti di tutto.
Perché, alla fine, possiamo accumulare successi, follower, riconoscimenti. Ma quando qualcuno ti stringe forte e tu senti che lì sei a casa, capisci che aveva ragione lui. L’abbraccio, davvero, ripaga di tutto.
Leggi altre frasi celebri di Massimo Gramellini e le frasi celebri sulla famiglia