Parlare di tradimento è un po’ come parlare di diete a Natale: tutti hanno qualcosa da dire, quasi nessuno vuole ascoltare e alla fine qualcuno si sente in colpa. Concita De Gregorio, invece, sul tema fa esattamente il contrario: toglie la colpa, sposta il problema e ribalta il tavolo. Lo fa con una frase che è diventata quasi un manifesto filosofico-sentimentale:
“Il tradimento non esiste come categoria. Dovrebbe esserci sempre libertà assoluta. Se tutti fossero consapevoli che non esiste il possesso dell’altro, la vita sarebbe più semplice.”
Una frase che irrita, consola, provoca e può perfino aiutare a farsi perdonare.

Chi è Concita De Gregorio
Concita De Gregorio non è solo una giornalista. È una voce riconoscibile, una scrittrice che mescola politica e vita privata senza chiedere permesso, una donna che ha sempre raccontato le relazioni umane senza edulcorarle. Nei suoi libri, nei suoi articoli e nelle interviste, l’amore non è mai una favola a lieto fine, ma un terreno accidentato fatto di desideri, paure, scelte sbagliate e libertà spesso mal gestite.
Il suo sguardo sulle relazioni è adulto, a volte spietato, ma raramente moralista. Ed è proprio questo che rende il suo modo di parlare di tradimento così disturbante: non cerca colpevoli, non distribuisce assoluzioni facili, non promette redenzioni miracolose.
Perché secondo lei il tradimento non esiste come categoria
Quando Concita De Gregorio dice che il tradimento non esiste come categoria, non sta suggerendo un’orgia permanente o una vita sentimentale senza responsabilità. Sta dicendo qualcosa di molto più scomodo: il tradimento è una costruzione culturale, non una legge naturale.
Secondo questa visione, il problema non è l’atto in sé, ma l’idea di possesso su cui spesso costruiamo le relazioni. Ci tradisce chi ci appartiene, non chi è libero. Se penso che l’altro sia “mio”, allora ogni deviazione diventa un furto. Se invece accetto che l’altro è una persona autonoma, con desideri propri, il tradimento smette di essere un crimine e diventa un segnale. Un segnale di qualcosa che non funziona, di un bisogno ignorato, di una relazione che chiede di essere ripensata. Fa male? Certo. Ma il dolore non è automaticamente una colpa.
Libertà assoluta: ideale irraggiungibile o obiettivo onesto?
La libertà assoluta di cui parla De Gregorio non è l’assenza di legami, ma l’assenza di catene. È l’idea che amare qualcuno non significhi controllarlo, monitorarlo, pretendere fedeltà come una tassa da pagare.
In questa prospettiva, la fedeltà non è un obbligo, ma una scelta quotidiana. E quando quella scelta viene meno, la domanda non dovrebbe essere “come hai potuto farmi questo?”, ma “che cosa non stavamo vedendo?”. È una posizione che richiede maturità emotiva, un certo pelo sullo stomaco e molta onestà. Non è per tutti, e Concita De Gregorio lo sa benissimo. Ma proprio per questo la propone: perché costringe a crescere.
Tradire e poi spiegarsi: perché questa frase può aiutare a farsi perdonare
Qui arriviamo al punto delicato. Come può una frase del genere essere utile per convincere chi abbiamo tradito a capirci, e magari a perdonarci? Perché sposta il discorso dal giudizio alla comprensione. Dire “ho sbagliato, sono una pessima persona” chiude la conversazione. Dire “ho agito così perché non stavo bene, perché qualcosa mancava, perché non mi sentivo libero di dirlo” apre uno spazio di dialogo.
La frase di Concita De Gregorio può aiutare a spiegare che il tradimento non è sempre un atto contro l’altro, ma spesso un atto confuso verso se stessi. Non giustifica il dolore causato, ma lo colloca in un contesto più ampio, dove non esiste il buono e il cattivo, ma due persone che devono decidere se crescere insieme o separarsi.
Attenzione: non è una formula magica. Non funziona se viene usata come scusa elegante per evitare le responsabilità. Funziona solo se è accompagnata da sincerità, ascolto e dalla disponibilità ad accettare anche un rifiuto.
Una visione che fa discutere, ma che serve
Il pensiero di Concita De Gregorio sul tradimento fa arrabbiare perché tocca un nervo scoperto: la paura di non essere indispensabili. Ci piace pensare che l’amore ci metta al sicuro, che ci garantisca esclusività, che ci protegga dall’abbandono. Lei ci dice l’opposto: nessuno ci appartiene, e proprio per questo l’amore è prezioso. Non perché è garantito, ma perché è scelto. È una visione scomoda, certo. Ma è anche profondamente liberatoria. Meno controllo, meno illusioni, più verità. E forse, come dice lei, una vita un po’ più semplice. Anche quando fa male.
Frasi di Concita De Gregorio sul tradimento
- “Il tradimento non esiste come categoria. Dovrebbe esserci sempre libertà assoluta.”
- “Se tutti fossero consapevoli che non esiste il possesso dell’altro, la vita sarebbe più semplice.”
- “Le coppie dovrebbero essere solidali.”
- “Non si può governare il bisogno, il pensiero, il desiderio dell’altro, lo posso solo suscitare e se non lo suscito e in quel momento c’è qualcos’altro che lo suscita, non posso pretendere nulla.”
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