La profonda frase di Crepet che salverà i tuoi figli: “I giovani si salvano solo grazie alla passione e al desiderio”

Paolo Crepet non accarezza, scuote. Non consola, provoca. E soprattutto non dice mai quello che ci farebbe comodo sentire. È per questo che piace, dà fastidio, fa discutere e riempie teatri. Crepet è uno di quegli intellettuali che non si limitano a osservare il mondo, ma lo prendono per le spalle e lo costringono a guardarsi allo specchio. E quando parla di giovani e desiderio, quello che vediamo riflesso non è sempre una bella immagine. Ma è reale. Ed è proprio per questo che serve.

La frase attorno a cui ruota il suo pensiero – “Non si cresce accontentandosi. Ridiamo ai giovani desiderio, curiosità e fame di vita perché a salvarci, oggi, è solo la passione e il desiderio di sbagliare” – è diventata quasi un manifesto. Non uno slogan motivazionale da appendere in cameretta, ma una critica diretta a un mondo adulto che ha confuso la protezione con la rinuncia, la sicurezza con la rassegnazione.

frase di Crepet che salverà i tuoi figli

Chi è Paolo Crepet

Paolo Crepet, psichiatra e sociologo, è prima di tutto un osservatore instancabile dell’animo umano. Ma nel tempo è diventato anche un personaggio pubblico riconoscibile: tono deciso, ironia affilata, zero paura di risultare scomodo. Nei suoi libri, nei suoi interventi pubblici e nelle conferenze, torna sempre sugli stessi temi: la libertà, l’educazione, la responsabilità, il coraggio di scegliere. E soprattutto il desiderio, che per lui non è un lusso emotivo, ma il motore stesso della crescita.

Crepet non parla mai ai giovani come se fossero fragili soprammobili. Li rispetta abbastanza da dire loro la verità, anche quando fa male. E allo stesso modo parla agli adulti senza sconti, ricordando che se oggi i ragazzi appaiono spenti, disorientati o apatici, forse qualche domanda dovremmo farcela noi.

Che cos’è il desiderio per Crepet

Nel pensiero di Crepet il desiderio non è la voglia momentanea di qualcosa, né il capriccio da soddisfare subito. È una tensione verso il futuro, una spinta che nasce dalla mancanza e porta all’azione. Desiderare significa voler diventare qualcosa che ancora non si è. E questo implica fatica, attesa, frustrazione, rischio. Tutte parole che nel nostro tempo vengono trattate come malattie da evitare.

Secondo Crepet, abbiamo costruito un mondo in cui tutto è immediato, accessibile, semplificato. E così, senza accorgercene, abbiamo tolto ai ragazzi proprio ciò che li fa crescere: l’esperienza del limite. Se non manca nulla, non nasce nessun desiderio. Se tutto è garantito, non c’è nessuna fame di vita.

Perché “non si cresce accontentandosi”

La frase: “Non si cresce accontentandosi”, è una bordata contro la cultura del minimo indispensabile emotivo. Accontentarsi non è saggezza, è rinuncia preventiva. È dire ai giovani: non puntare troppo in alto, non rischiare, non sbagliare. Ed è qui che Crepet affonda il colpo, parlando del desiderio di sbagliare come di una necessità educativa.

Sbagliare non è il problema, per lui. Il vero problema è non provarci nemmeno. Un ragazzo che sbaglia è vivo, uno che non desidera è fermo. E un giovane fermo, prima o poi, si spegne. L’assenza di desiderio non nasce dal nulla, ma da un clima culturale che ha trasformato la prudenza in una religione e l’errore in una colpa imperdonabile.

Perché oggi ai ragazzi manca il desiderio

Crepet individua una responsabilità chiara: un mondo adulto iperprotettivo, ansioso, ossessionato dal controllo. Genitori che spianano ogni strada, insegnanti costretti a non alzare mai la voce, una società che promette felicità senza fatica. Il risultato? Ragazzi che non sentono il bisogno di lottare per qualcosa, perché qualcuno lo farà al posto loro.

In questo scenario il desiderio si atrofizza. Non perché i giovani siano pigri o incapaci, ma perché nessuno chiede loro davvero di diventare grandi. E senza una sfida, senza un ostacolo, senza una posta in gioco, la curiosità si spegne. La fame di vita lascia spazio a una noia profonda, spesso mascherata da indifferenza.

Cosa possiamo fare per riaccendere il desiderio

Il messaggio di Crepet è tanto semplice quanto scomodo: dobbiamo smettere di avere paura. Paura che soffrano, che falliscano, che si facciano male. Educare al desiderio significa restituire ai ragazzi il diritto di rischiare, di scegliere, di sbagliare. Significa dire dei no credibili, lasciare spazio al silenzio, accettare che non tutto sia subito risolto.

Riaccendere il desiderio vuol dire anche dare l’esempio. Un adulto che non desidera nulla, che si accontenta, che vive di abitudini stanche, non può pretendere passione da un giovane. La fame di vita non si insegna con le prediche, ma si trasmette con l’esempio.

Il coraggio di desiderare e rischiare

Paolo Crepet ci mette davanti a una verità scomoda: se vogliamo giovani vivi, curiosi e appassionati, dobbiamo accettare il disordine che il desiderio porta con sé. Perché crescere non è un percorso lineare, sicuro e privo di errori. È un’avventura. E come tutte le avventure, richiede coraggio. Anche da parte nostra.

Frasi di Crepet sui figli

  1. Se volete che i figli crescano davvero bene, dovete fare di tutto perché vengano bocciati.”
  2. Un ragazzo a cui non è stato mai detto di no, un ragazzo che non ha mai dovuto sudarsi niente, è un ragazzo infelice.”
  3. L’assenza di frustrazione non genera felicità, ma noia. E la noia, nei più fragili, diventa aggressività.”
  4. Se un ragazzo riceve tutto senza impegno, rischia di non trovare mai un senso nella vita.”
  5. Non tutti possono fare tutto. Non è un’ingiustizia, è la realtà.”
  6. Un diplomino che non serve a nulla, perché non corrisponde a nessuna delle tue conoscenze.”
  7. La scuola dovrebbe essere il primo luogo dove imparare a riconoscere i propri limiti, i propri talenti, i propri errori.”
  8. Se continuiamo a proteggere i ragazzi da tutto, li condanniamo a non diventare mai adulti.”

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