Umberto Galimberti è uno di quei pensatori che sembra non appartenere ai manuali scolastici. Non perché non meriti un posto in prima pagina, ma perché sa rendere qualsiasi argomento una storia da leggere prima di dormire.
Uno dei grandi interrogativi che da generazioni ci tiene svegli, senza mai offrire una risposta definitiva, è quello sul senso della vita. E proprio queste verità non si nascondono nei libri: sono sotto gli occhi di tutti, anche se raramente riusciamo a riconoscerle. Galimberti, però, ci indica dove cercare e perché vale la pena farlo.

Chi è Umberto Galimberti
Psicologo, psicoanalista e saggista italiano, Umberto Galimberti ha costruito la sua formazione attraverso percorsi complessi e articolati, che lo hanno reso la figura che conosciamo oggi e che riesce a trasmettere con forza a chi lo ascolta.
I suoi interessi di studio e ricerca sono molteplici, ma al centro c’è sempre l’uomo: un essere che, in un mondo dominato dalla tecnica, rischia di diventare incapace di trovare un senso alla propria stessa esistenza.
Quando si arriva al tema del senso della vita, Galimberti ci lascia un messaggio chiaro e inoppugnabile: non va cercato scrutando l’orizzonte né inseguendo le nuvole in cielo. Il senso della vita si trova nelle cose che fai, giorno dopo giorno.
Cerca il senso della vita in quello che fai
“Il senso della vita consiste nelle cose che hai fatto o che sei in grado di fare, non c’è altro senso al di là del tuo fare.”
Se pensavi che il senso della vita fosse un’idea astratta, allora vale la pena rileggere Galimberti con attenzione. Non è qualcosa di lontano o irraggiungibile. È invece sotto i nostri occhi ogni giorno, perché parla di azione, responsabilità, vita.
Non è qualcosa che arriva dall’esterno e che bisogna aspettare per anni, forse per tutta la vita. Il senso della vita non si riceve: si costruisce ogni giorno, con le scelte e i gesti che compiamo, uno dopo l’altro.
Il senso della vita è una serie di piccoli “sì”
Galimberti ci invita a smettere di aspettare che qualcosa accada da sola, come se la vita dovesse regalarci una manna dal cielo. Invece di restare seduti a scrollare il cellulare in attesa dell’impensabile, ci sprona ad alzarci, a muoverci e ad agire.
Non compiendo chissà quali grandi imprese, ma da piccoli gesti, come:
- una parola detta al momento giusto;
- un aiuto offerto senza essere richiesto;
- una decisione presa nonostante la paura.
Non conta solo ciò che hai fatto, ma ciò che puoi ancora fare
Non credere però di essere “definitivamente” definito da ciò che hai fatto, dagli errori commessi o dai piccoli fallimenti di chi ha provato e non ce l’ha fatta.
Anche quando sembra che la vita ti abbia tolto tutto, resta sempre qualcosa di prezioso: la tua capacità di agire, di scegliere, di ricominciare.
Per questo Galimberti ci ricorda che il senso della vita è un compito che ci appartiene e che solo noi possiamo svolgere (un po’ come i compiti in classe o gli esercizi assegnati a casa). E se anche solo una parte di te continua a fare, creare e sperare, allora la tua vita ha senso.
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