Paolo Crepet è uno degli psichiatri italiani più noti e più scomodi. Scomodo perché dice ai genitori esattamente quello che non vogliono sentire: che proteggere troppo non è amare, che risolvere tutto non è aiutare, e che il “no” pronunciato al momento giusto vale più di mille “sì” detti per evitare il conflitto o per senso di colpa.

Qual è il compito di un genitore secondo Crepet
“Il compito di un genitore è di far mancare qualcosa.”
Questa frase è volutamente provocatoria, e funziona proprio per questo motivo. Perché il riflesso automatico di quasi ogni genitore è l’opposto: dare, colmare, proteggere, anticipare. Far sì che il figlio non manchi di niente. Crepet non dice che sia sbagliato amare così: dice che è incompleto. Che un figlio a cui non manca mai niente non impara a desiderare, ad aspettare, a costruirsi da solo la strada per ottenere quello che vuole.
La mancanza, se sana e accompagnata, non è una privazione, è uno stimolo. È lo spazio in cui nasce il pensiero, la creatività, la vera capacità di affrontare la realtà quando le cose non vanno come si vorrebbe. Il cervello umano, dice Crepet, è fatto per risolvere problemi attivamente: se non gliene diamo mai da risolvere, quella capacità resta addormentata.
Far mancare non significa far soffrire
Crepet è esplicito su questo punto: non parla di privazione affettiva, non dice di negare l’amore o l’ascolto. Parla del limite educativo: il “no” detto con chiarezza, il desiderio lasciato in sospeso il tempo giusto, il problema non risolto al posto del figlio ma accompagnato perché impari a risolverlo da solo.
In un’epoca in cui tutto arriva subito – streaming, acquisti online, risposte immediate a ogni domanda – il compito del genitore diventa quasi controcorrente: introdurre l’attesa, insegnare che non tutto si ottiene al momento, che la frustrazione si attraversa e non si cancella.
È faticoso, perché richiede di reggere il disagio del figlio senza corrergli in soccorso immediatamente. Ma è proprio quella capacità di reggere il disagio altrui senza risolverlo subito che definisce un genitore capace.
Il no come atto di fiducia
Un figlio che ottiene tutto e subito rischia di arrivare all’età adulta senza gli strumenti per stare nel disagio. E il disagio arriverà; arriva sempre, sotto forme che nessun genitore può prevenire.
La differenza tra un adulto resiliente e uno fragile sta spesso proprio qui: nella qualità dei “no” ricevuti nell’infanzia, nella possibilità di aver sperimentato la mancanza in un ambiente sicuro, con qualcuno accanto che non risolveva ma non abbandonava.
Dire no, per Crepet, non è crudeltà: è il gesto di chi crede che il figlio sia capace di farcela. È comunicargli, senza parole: “ti vedo abbastanza forte da attraversare questo”. Ed è forse il messaggio di fiducia più profondo che un genitore possa dare, più di qualsiasi regalo, più di qualsiasi protezione.
Educare al desiderio, non al possesso
C’è un ultimo aspetto del pensiero di Crepet che vale la pena nominare: la differenza tra desiderio e possesso. Il desiderio è dinamico, creativo, motore di crescita. Il possesso immediato spegne l’interesse nel giro di ore.
Educare un figlio alla mancanza significa, in fondo, educare al desiderio: lasciare che voglia qualcosa, che ci pensi, che lo aspetti, che se lo guadagni in qualche misura. È in quell’intervallo tra il bisogno e la sua soddisfazione che si forma la maturità, la capacità di proiettarsi nel futuro, di costruire un obiettivo, di sopportare l’attesa per qualcosa che vale.
Un figlio che non ha mai aspettato niente non sa cosa significa volere davvero qualcosa. E un adulto che non sa cosa significa volere davvero qualcosa si trova spesso a inseguire gratificazioni sempre più immediate, sempre meno soddisfacenti, in un loop che Crepet descrive come la trappola del nostro tempo.
Frasi di Crepet sui genitori
- “Il compito di un genitore è di far mancare qualcosa.”
- “I genitori non devono essere amici dei figli, devono fare i genitori.”
- “Ci sono genitori che rinunciano al loro ruolo per paura di perdere l’affetto dei figli.”
- “I genitori di oggi hanno paura di dire dei no, ma è proprio attraverso i no che si educa.”
- “I genitori idioti sono quelli che credono che la felicità dei figli consista nel non farli soffrire mai.”
- “I genitori hanno smesso di essere autorevoli per diventare permissivi.”
- “Molti genitori sono ossessionati dal dare tutto ai propri figli, senza rendersi conto che così facendo tolgono loro il desiderio.”
- “Il mestiere del genitore è il più difficile al mondo: non ci sono corsi di laurea per impararlo.”
BIO di Paolo Crepet
Paolo Crepet (Torino, 1951) è psichiatra, sociologo e saggista italiano, tra le voci più note della divulgazione psicologica nel panorama mediatico italiano. Docente universitario e autore di numerosi libri su adolescenza, educazione, famiglia e società contemporanea – tra cui L’autorità perduta, Educare le emozioni, Non siamo capaci di ascoltarli – è noto per il suo stile diretto e provocatorio. Nei suoi interventi pubblici e televisivi affronta con lucidità i paradossi dell’educazione contemporanea: iperprotezione, fragilità giovanile, difficoltà dei genitori a dire no. Il filo rosso del suo pensiero è la convinzione che la libertà si educhi, non si regali.
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