Chi sono gli eroi? Sono quelli che compiono imprese straordinarie, sconfiggono il male e fanno trionfare il bene. È l’immagine che troviamo nei cartoni animati e nei fumetti, quella che affascina i bambini e li fa sognare.
Spesso anche i genitori si ritrovano a desiderare di essere eroi per i propri figli. Ma in che modo? Non affrontando battaglie epiche, ovviamente, ma cercando di accontentarli sempre.
Ma davvero dire sempre “sì” rende eroi? Forse secondo l’immaginario comune sì. Ma per Massimo Recalcati, i genitori non sono chiamati a essere eroi: la vera forza sta nel saper dire “no”.

Chi è Massimo Recalcati
Si può descrivere Massimo Recalcati in molti modi: saggista, psicoanalista, accademico. Tutto corretto, eppure è anche molto di più: è diventato un punto di riferimento grazie alle sue frasi, ai suoi consigli e ai suoi insegnamenti.
Il suo talento sta nella capacità di affrontare temi complessi con un linguaggio così chiaro e diretto da sembrare quasi una chiacchierata tra amici. E questo riesce ancora meglio quando parla ai genitori: in quel momento, molti si ritrovano a pensare con sorpresa e sollievo, “Ma è vero, è proprio così!”
I genitori non devono essere eroi
“I genitori sono chiamati a non essere degli eroi, ma a saper dire ‘no’ con amore e fermezza.”
I genitori non devono sentirsi obbligati a scalare montagne invisibili o a diventare maghi esperti solo per accontentare sempre i propri figli. Le scale non devono trasformarsi in regali e la magia non deve servire unicamente a dire “sì”.
Al contrario, i genitori devono saper dire “no”. A volte serve il coraggio di fermare un bambino che vuole restare sveglio fino a mezzanotte per guardare un cartone animato. Dire “no” è protezione: è mostrargli che esistono limiti che lo aiutano a crescere. E in quel piccolo rifiuto, il bambino scopre qualcosa di fondamentale: l’amore non è sempre un sì, ma è sempre una guida sicura.
I genitori devono essere guide
Essere genitori significa imparare a stare accanto ai propri figli con amore, anche quando è difficile. Dire “no” non è punire, ma accompagnare: è tracciare confini sicuri che aiutano il bambino a conoscere il mondo e a sentirsi protetto.
Dire “no” significa anche riconoscere che la vera libertà non nasce dall’assenza di limiti, ma dalla sicurezza di sapere che qualcuno ci ama abbastanza da proteggerci da ciò che potrebbe farci male. In quel rifiuto c’è un messaggio più grande: “Ti voglio bene e desidero il meglio per te, anche se a volte significa dire no”.
Quindi, i genitori dovrebbero imparare a:
- dire “no” con amore e fermezza;
- mettere limiti chiari e coerenti;
- diventare guide presenti e sicure;
- dimenticare l’idea di dover essere eroi.
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