In un verso della Divina Commedia Dante ci mostra come trovare la forza di andare avanti nonostante il male di vivere

Che cosa accade quando, dopo aver attraversato un periodo molto difficile, torna finalmente la possibilità di guardare avanti? Dante Alighieri ha raccontato questo passaggio più di sette secoli fa, trasformandolo in alcune delle immagini più potenti della letteratura italiana. Al termine dell’Inferno e all’inizio del Purgatorio, il poeta descrive infatti un viaggio che cambia direzione: dal buio alla luce, dalla disperazione alla possibilità di trasformarsi. Non si tratta di dimenticare ciò che è stato, ma di trovare la forza per proseguire. Ed è proprio attraverso la metafora del viaggio che Dante suggerisce come anche il dolore possa lasciare spazio a un nuovo cammino.

trovare la forza di andare avanti

Dove Dante annuncia il cambiamento che può cambiarci la vita

All’inizio del Purgatorio, Dante annuncia il cambiamento con tre versi celebri:

“Per correr miglior acque / alza le vele omai la navicella / del mio ingegno, che lascia dietro a sé mar sì crudele.”

La metafora della nave racconta qualcosa che va oltre il viaggio del poeta. La “navicella” rappresenta il suo ingegno, mentre il “mar sì crudele” richiama l’Inferno appena attraversato. Le “miglior acque” sono invece quelle del Purgatorio, dove comincia un percorso diverso.

Ma cosa può dire oggi questa immagine a chi si trova in una fase difficile della propria vita? Innanzitutto, che non sempre per stare meglio è necessario avere già raggiunto una soluzione: a volte il primo passo consiste semplicemente nell’alzare le vele. Significa riconoscere che una stagione dolorosa è esistita, senza permetterle di definire tutto ciò che viene dopo. Dante non invita a fingere che il mare non sia stato crudele; mostra piuttosto che, dopo averlo attraversato, è ancora possibile scegliere una direzione.

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Come racconta Dante il passaggio dall’Inferno alla luce

Il passaggio dall’Inferno al Purgatorio viene raccontato anche attraverso un cambiamento del paesaggio. Dopo l’oscurità infernale, Dante si trova davanti a un cielo nuovo e descrive il “dolce color d’orïental zaffiro”, mentre poco dopo contempla le quattro stelle che illuminano il cielo. Nel contesto medievale della Commedia, quelle stelle sono tradizionalmente associate alle virtù cardinali: prudenza, giustizia, fortezza e temperanza. Non è quindi soltanto il panorama a essere cambiato. È cambiato lo sguardo del protagonista, che dopo l’esperienza dell’Inferno torna a riconoscere colori, luce e bellezza.

Anche questo elemento può diventare una chiave di lettura per il presente. Nei periodi più difficili, tutto può apparire ristretto al problema che si sta vivendo; ripartire significa anche tornare ad accorgersi di ciò che esiste oltre quel problema. Non vuol dire negare la sofferenza o obbligarsi a essere ottimisti, ma recuperare gradualmente uno sguardo più ampio. Dante mostra questo passaggio attraverso immagini concrete: il cielo, l’alba, il mare, le stelle. Allora non bisogna lasciare che una sola esperienza occupi tutto l’orizzonte. Anche un piccolo cambiamento di prospettiva può rappresentare l’inizio di un percorso diverso.

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La frase che più di tutte è utile al nostro viaggio

Ma c’è una frase che Dante scrive alla fine dell’Inferno che potrebbe esserci utile alla fine del nostro viaggio:

“E quindi uscimmo a riveder le stelle.”

Dante e Virgilio hanno attraversato il punto più profondo dell’Inferno e, dopo aver superato Lucifero, iniziano la risalita verso l’altro emisfero. Quel “uscimmo” racconta un movimento concreto: per tornare a vedere il cielo, i due devono prima attraversare l’oscurità e continuare a camminare. È proprio questo il particolare che rende il verso ancora attuale.

Dante racconta che, dopo averlo attraversato, arriva il momento in cui è possibile tornare a guardare oltre. Le “stelle” non sono una promessa di una vita senza difficoltà, ma il simbolo di un orizzonte che torna a esistere. Per chi si trova in un momento di fatica, la lezione può allora essere molto concreta: non è necessario vedere subito tutta la strada, può essere sufficiente trovare il passo successivo. Chiedere aiuto, cambiare abitudini, interrompere ciò che continua a fare male, recuperare una relazione, dedicare tempo a qualcosa che restituisce senso: sono tutte forme possibili di quel “rimettersi in cammino”. La Commedia non promette una scorciatoia: mostra un percorso e proprio per questo il suo messaggio conserva la sua forza.

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